Marco Ambrosino lascia il 28 posti di Milano: l'annuncio sui social

07-07-2022

Più che una separazione annunciata, è un fulmine a ciel sereno. Marco Ambrosino, classe 1984, alla guida del ristorante 28 posti di Milano dal 2014, ha appena dichiarato sui social che lascerà quella che, ai più, sembrava ormai la sua "casa stabile".

Origini di Procida, dopo aver lavorato al Melograno di Ischia - brillante ai tempi della stella Michelin di Libera Iovine - e al Noma di Copenaghen, era approdato sui Navigili e aveva sposato il progetto di un "bistrot di cucina mediterranea contemporanea", arredato dai detenuti dell'Istituto Penitenziario di Bollate, grazie al beneficio dell'Art. 21 e al sostegno dell'associazione Liveinslums Onlus. Appassionato di antropologia del cibo, ha sempre creato piatti che sapevano trasformarsi in un racconto affascinante dell'area mediterranea e delle sue tradizioni più antiche.

Marco Ambrosino

Marco Ambrosino

«A casa mia non conosco il posto di ogni cosa; ancora non ho capito dov’è il contatore dell’acqua, la chiave del portone continuo a scambiarla da anni - dice lo chef nel suo post su Instagram -. Del 28posti, invece,conosco tutto. Ci siamo costruiti insieme. Abbiamo fatto cose incredibili e grandi fesserie, ci siamo divertiti e incazzati. Coscienti di lavorare in un ristorante piccolo non lo abbiamo mai considerato un “piccolo ristorante”. Grazie alle tante persone che hanno lavorato qui in questi anni siamo riusciti a fare cose incredibili rendendole credibili con la forza tipica delle idee dirompenti, quelle nuove, quelle che non c’erano e ora sono quotidianità. Per questi motivi andare via dal 28 posti, dopo 8 anni, non è soltanto cambiare lavoro, è tante cose che custodirò gelosamente. Continuerò a seguire la vita del 28 posti, abbiamo ancora cose belle da fare insieme (seguite i canali del ristorante con le comunicazioni dei prossimi eventi); seguirò la cucina a distanza con la certezza di lasciarla nelle mani migliori. Quelle di Franco Salvatore, arrivato qui 7 anni fa come stagista, divenuto collaboratore fondamentale e dimostratosi più che un amico, una persona di famiglia».

Il ristorante 28 posti è stato arredato dai detenuti dell'Istituto Penitenziario di Bollate, grazie al beneficio dell'Art. 21 e al sostegno dell'associazione Liveinslums Onlus

Il ristorante 28 posti è stato arredato dai detenuti dell'Istituto Penitenziario di Bollate, grazie al beneficio dell'Art. 21 e al sostegno dell'associazione Liveinslums Onlus

«Uè, non è un funerale ma più una festa di fine anno e come tutte le feste di fine anno sarà seguita da una festa di inizio anno - conclude lo chef -. Fino al 23 luglio mi troverete qui al 28, sarà l’occasione per salutarci, per presentarvi Franco e per parlare di cose belle. Io tornerò presto, molto presto (forse troppo presto?) ma di questo ne parleremo poi. Ora è il momento di ricordare i momenti belli e di raccontarvi le cose che arriveranno. Un grazie speciale va a Silvia Orazi, Marialuisa Caputo e Gaetano Berni, che con infinita fiducia e un po’ di incoscienza mi hanno dato la possibilità di costruire tutto questo».

Il post dello chef Marco Ambrosino con i "saluti" al 28 posti e ai suoi collaboratori

Il post dello chef Marco Ambrosino con i "saluti" al 28 posti e ai suoi collaboratori

Tra i commenti più sentiti, quello dello chef Matias Perdomo che scrive al collega e amico: «Grazie Marco per essere una delle mente gastronomiche più belle d'Italia , continua ad illuminarci con la tua visione da dove vuoi, tanto sappiamo già che come hai fatto @28posti ci riuscirai dovunque !!».

E, anche noi, facciamo un in bocca al lupo a Marco Ambrosino nell'attesa di scoprire le sue prossime avventure!