Stefano Ghetta

 Foto Brambilla-Serrani

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L'Chimpl da Tamion

strada de Tamion, 3
Vigo di Fassa (Tn)
+39.0462.769108 info@lchimpl.it

 

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Nato e cresciuto nella bella val di Fassa, Stefano Ghetta, classe 1974, da giovane ha fatto il classico percorso che accomuna tanti ragazzi delle Dolomiti: la scuola alberghiera, la gavetta negli hotel della zona, qualche lavoretto nell'edilizia per arrotondare nei periodi di bassa stagione e poi, per non farsi mancare niente, il diploma di maestro di sci. Tante esperienze e una grande passione, quella per la cucina, nata quando da piccolo vedeva la zia spadellare nel suo albergo sul passo Costalunga.

Spesso chi ha una marcia in più è anche dotato di intraprendenza e curiosità. E' il caso di Stefano che non c'ha pensato due volte a riempire la valigia e lasciare le sue montagne per fare preziose esperienze prima nella vicina Bolzano, poi in Francia e in Inghilterra. Sempre nelle cucine di grandi alberghi, perché sapeva che prima o poi avrebbe fatto ritorno a casa dove il connubio tra ristorazione e hotellerie è sostanzialmente inscindibile. Il ragazzo dimostra presto di avere stoffa così, a soli 22 anni, viene chiamato a orchestrare il lavoro tra i fornelli in un albergo da 70 posti letto. La proprietà gli dà carta bianca e lui, provando e riprovando, pian piano matura la sua idea di cucina. Un'idea che si basa su due capisaldi: la volontà di esaltare le materie prime del territorio e la convinzione che innovazione e tradizione non siano due opposti, ma due elementi che possono coesistere in simbiosi.

Tutto ciò oggi lo si ritrova nella proposta del suo coccoloso ristorante collocato in una piccola frazione sopra Vigo di Fassa: è il Chimpl da Taimon, insegna che da due anni splende nel firmamento Michelin. Il locale ha vita propria, pur essendo ospitato dall'hotel Gran Mugon di proprietà della famiglia della moglie, Katia Weiss, che cura il servizio in sala. Stefano è un grande conoscitore del territorio e dei prodotti locali con i quali ama inventare nuove consistenze e inedite emulsioni. Ne è prova la sua Polenta nel bosco, che prepara lasciando appesa tra gli alberi la farina in sacchi di iuta per due settimane e poi cucinandola in un infuso di erbe e muschi.

Ha partecipato a

Identità Milano


a cura di

Andrea Ciprian

Bellunese, classe 1972, è giornalista freelance e da un decennio collabora con diverse testate enogastronomiche venete e nazionali


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Foto: F. Brambilla - S. Serrani

Polenta al profumo del bosco, Cher de Fascia e cirmolo

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Foto: F.Brambilla - S. Serrani

Ravioli di rapa, patate affumicate e salmerino