Francesco Apreda

crediti: Brambilla - Serrani

crediti: Brambilla - Serrani

Imàgo dell’hotel Hassler

piazza Trinità dei Monti
60187 Roma
+39.06.699340
imago@hotelhassler.it
 

LEGGI LA SCHEDA

«Se un cuoco ti tira una pentola come reagisci? Mi scanso e continuo a fare il mio lavoro». Questa la risposta che lo chef napoletano Francesco Apreda, classe 1974, ha dato durante un colloquio di lavoro per un prestigioso ristorante di Londra, Le Gavroche, per il quale si presentò a soli 23 anni. Non è chiaro oggi se quest’affermazione valse a fargli ottenere il posto in questione ma una cosa è certa: la frase sintetizza chiaramente la personalità del cuoco.

Disciplina, duro lavoro e grande umiltà sono le carte che hanno permesso allo chef di approdare da una piccola realtà come Formia - dove si diploma a 19 anni all’Istituto alberghiero - all’Imago dell’Hassler di Trinità dei Monti, nel cuore di Roma. Qui esercita dal 2003 il ruolo di executive chef del ristorante al sesto piano dell’albergo, districandosi egregiamente tra la mole di lavoro ben più intensa di quella della semplice, per così dire, gestione di un ristorante. Accanto all’impegno che comporta dirigere le tempistiche, il servizio, gli eventi e non da ultimo il bilancio di una macchina oliatissima come l’Imago, Apreda si occupa di gestire due spazi esterni dell’hotel, Il salone Eva e il Palazzetto, destinati a una cucina più informale. Da Formia a Roma, però, il salto non è stato diretto.

Il giovane chef, appena ventenne e con una breve esperienza da commis all’Hassler di Roma, si lancia all’avventura fuori dai confini nazionali. La curiosità incontenibile e la sete di conoscenza lo catapultano prima a Londra, al ristorante italiano Ibla, per passare poi a Le Gavroche, dove rimane un anno e mezzo, trampolino fondamentale per approdare infine al Green Olive, che riceve in gestione a soli 26 anni. Cinque anni dopo, l’Hassler lo richiama per gestire il ristorante Cicerone dell’Hotel Imperiale di Tokyo. I tre anni in Giappone permettono allo chef di apprezzare e interiorizzare a pieno la cultura gastronomica nipponica. Il cerchio si chiude con il ritorno a Roma nel 2003 al timone dell’Imago, un punto d’arrivo ma anche di un nuovo inizio, coronato nel 2009 con la stella Michelin.

La cucina contemporanea dell’Imago testimonia fedelmente la natura cosmopolita di questo giovane talento: lo slancio creativo, con uno sguardo costante alla tradizione italiana e campana, abbraccia l’Oriente e di recente anche l’India, con i numerosi blend di spezie ai quali ricorre sempre più spesso nei suoi piatti. Una realtà, quella indiana, che sta scoprendo anche grazie alla consulenza che oggi presta a due ristoranti in loco, Vetro a Mumbai e Travertino a New Delhi.

a cura di

Flavia Previtera

Romana, Master in comunicazione e giornalismo enogastronomico, è fan dei romanzi thriller e cuoca per diletto, non potrebbe mai rinunciare al vino, alla Puglia e a Maori, il suo bracco goloso di tutto proprio come lei


Clicca qui per leggere la ricetta
foto federica Tafuro

Couscous al curry indiano, abbacchio alla brace inversa e fluido di pasta al pomodoro
Ricetta presentata a
Roma FOOD&WINE Festival 2013

Clicca qui per leggere la ricetta
Foto Brambilla-Serrani

Dolce mozzarella di bufala, grattachecca di frutta e balsamico
Ricetta presentata a
Identità Milano 2016

Clicca qui per leggere la ricetta
Foto Brambilla-Serrani

Vermicelli di cocco, cacio e pere
Ricetta presentata a
Identità Milano 2016