Se l’ultima edizione, quella che ha festeggiato i vent’anni, era stata una kermesse che apriva al futuro celebrando la nostra storia (e la storia della cucina italiana), sarà tutta rivolta alle prospettive, ossia a ciò che attenderà il mondo della ristorazione, la ventunesima edizione di Identità Milano, ricchissima di novità perché proiettata in avanti, “Identità Future – La libertà di pensare”, appunto, come recita il tema che farà da fil rouge alla kermesse, in programma dal 7 al 9 giugno 2026, aò MiCo North Wing di Milano. Il cambio di passo sarà evidente: non solo grandi chef e alta cucina, ma un vero e proprio laboratorio sul futuro del mangiare, del bere e dell’ospitalità.
Il contesto: un’edizione “spostata” e più internazionale
Nuove son già la sede e la data. Seminuova la prima, per la verità, perché i grandissimi spazi del MiCo North Wing han fatto il loro esordio nella scorsa edizione, ma è in questa che potranno esprimere appieno il loro potenziale. Anche la scelta delle date a giugno invece di quelle “classiche” a febbraio/marzo, incidentalmente indotta dalla necessità di evitare la concomitanza con i Giochi olimpici invernali, si è rivelata strategica: il congresso si colloca in una Milano resa ancora più internazionale, in un anno segnato dall’eco dei grandi eventi globali. Questo ha favorito una programmazione ancora più aperta, contaminata e ambiziosa, con ospiti da tutto il mondo e una forte attenzione ai nuovi modelli culturali e imprenditoriali.
Il tema e i sottotemi: il futuro della ristorazione, senza retorica
Il filo conduttore dell’edizione 2026,
Identità Future – La libertà di pensare, ruota attorno a una domanda semplice e complessa insieme: come si evolvono la cucina e la ristorazione oggi? Non una risposta unica, ma una serie di traiettorie: sostenibilità reale, ambientale e sociale; nuovi modelli economici per la ristorazione; il rapporto tra avanguardia e accessibilità; l’evoluzione delle tecniche e dei linguaggi culinari; il dialogo tra culture gastronomiche diverse.
Contenuti e protagonisti: più dialogo, più approfondimento
Una delle novità più interessanti riguarda il formato: più conversazioni e confronti che coinvolgeranno non solo chef, ma anche esponenti della scienza, dell’arte e della cultura, a dimostrazione di come la gastronomia sia oggi un linguaggio universale e che attorno a essa gravitino tematiche che abbracciano l’intero pianeta; saranno sessioni costruite come casi studio, con maggiore spazio a progetti concreti e non solo storytelling. L’idea è uscire dalla logica della lezione magistrale per entrare in quella del pensiero condiviso, spesso anche critico. Accanto ai grandi nomi della gastronomia internazionale, appunto, il congresso amplia ulteriormente lo spettro: ci saranno i professionisti più prestigiosi della pizza contemporanea e della pasticceria, i bartender protagonisti della nuova cultura del bere, i rappresentati della migliore hôtellerie nazionale e internazionale e del mondo del vino, poi produttori, ricercatori, imprenditori. Una visione coerente con “l’identità di Identità Golose”, che da anni lavora su una narrazione ampia del cibo, partendo dall’alta cucina ma andando oltre. Tra gli argomenti più attesi: il futuro del fine dining tra sostenibilità e redditività; il ruolo della cucina nella crisi climatica; nuove forme di ristorazione ibrida; la crescente centralità di territorio e biodiversità; il dialogo tra cucina e scienza.

Le sezioni del congresso: il primo giorno
Il Cluster Hospitality e la Bar Experience
Una delle novità più attese di
Identità Milano 2026 è lo sviluppo del
Cluster Hospitality, che già aveva fatto capolino nella scorsa edizione ma oggi diventa uno dei capisaldi della kermesse: sarà un'area tematica dedicata all'eccellenza dell'hôtellerie, che riunisce brand alberghieri, destinazioni e fornitori. Situato nel cuore del congresso, offrirà un "Grand Tour" esperienziale attraverso l'Italia — dal Nord al Sud, isole e aree urbane — per presentare nuove forme di accoglienza, lusso e servizi integrati. Il cluster avrà una propria cucina, grazie alla quale gli chef che sempre di più propongono la loro tavola d’autore all’interno degli alberghi più importanti – una convergenza che è tra i maggiori trend del settore – potranno dare dimostrazione della loro proposta gastronomica, in cooking show d’alto livello. Il
Cluster Hospitality dialogherà strettamente con la
Bar Experience, area dedicata alla grande mixology: un allestimento studiato ad hoc per immergersi nell’atmosfera, nell’ospitalità e nella creatività di alcuni tra i bar che stanno segnando le prossime tendenze. Avremo bartender e cocktail bar italiani e internazionali, momenti di dimostrazione e confronto, interventi legati a ospitalità, servizio e cultura del bar: non si parlerà più solo di drink, ma di esperienza complessiva del bar, di relazione tra cocktail e cucina, di progettazione dello spazio e del servizio, di nuove tendenze (low/no alcol, sostenibilità). Uno spazio immersivo con i migliori bartender, tra masterclass e momenti pratici.
Identità Young e Next Gen Lab
lo abbiamo
già scritto qui:
Identità Milano 2026 sarà più young che mai. Tornerà infatti in versione ben più rafforzata
Identità Young, iniziativa già avviata lo scorso anno e che conferma l’impegno concreto di
Identità nel rendere il congresso un'esperienza accessibile e inclusiva per le nuove generazioni. Queste intanto saranno protagoniste, in svariati momenti, sui palcoscenici di
Identità Future. Poi, affolleranno anche la platea, facilitate dalla corsia preferenziale creata per le iscrizioni, che consentirà agli under 35 di accedere a
Identità Milano a prezzi scontatissimi -
PER ISCRIVERSI A IDENTITÀ YOUNG, CLICCA QUI). È poi prevista la realizzazione di diverse esperienze immersive e progetti mirati, concepiti per analizzare e vivere in prima persona i nuovi trend che caratterizzano la ristorazione contemporanea. L’iniziativa non si limita, quindi, alla trasmissione di saperi, ma punta a coinvolgere attivamente giovani professionisti e studenti, offrendo loro una chiave di lettura privilegiata sulle innovazioni del settore. E a tal proposito, le novità non finiscono qui: la prossima edizione di Identità Milano si preannuncia golosissima e “giovanissima” anche grazie a
Next Gen Lab, nuovo format pensato per ospitare realtà emergenti dello street food autoriale, tra le categorie più dinamiche della ristorazione contemporanea. Si tratterà di uno spazio che non si limiterà a servire cibo, ma agirà come osservatorio sulla cultura gastronomica urbana; un laboratorio fluido e in continua evoluzione pensato per dare casa a chi oggi sta riscrivendo le regole dello street food. Il cuore pulsante di questo ecosistema sarà l’
All day station: non un semplice punto di ristoro, ma un hub dedicato alle eccellenze, capace di accogliere e trasformarsi dalla mattina alla sera. Attorno a questo nucleo si svilupperà una costellazione di format tematici e progetti emergenti, selezionati in collaborazione con
Sidewalk Kitchens, pensati per offrire uno sguardo contemporaneo e internazionale sui sapori del mondo.

Le sezioni del congresso: il secondo e terzo giorno
La verde e golosa Umbria
La presenza della Umbria come “Regione ospite” a
Identità Milano 2026 non è simbolica, ma strutturata come un vero palinsesto nel palinsesto. Martedì 9 giugno
Identità Umbria riunisce per tutta la giornata, in una sala dedicata, una sequenza di interventi che raccontano la regione attraverso i suoi cuochi, tra fine dining e nuove espressioni contemporanee, con protagonisti come
Emanuele Mazzella, Andrea Impero, Serena Sebastiani, Giulio Gigli, Vittorio Ottavi, Anna Rita Simoncini e
Ronald Bukri. Non una vetrina, ma un racconto corale che restituisce complessità: una terra interna, lontana dai riflettori, che oggi diventa laboratorio gastronomico. Al centro, il rapporto con agricoltura e paesaggio, la valorizzazione del vegetale, il recupero di prodotti e tradizioni reinterpretati. In linea con il tema del congresso, l’Umbria rappresenta una direzione: meno spettacolo e più sostanza, meno icone e più ecosistema. Un modo concreto per mostrare come il futuro della cucina italiana passi anche da territori meno scontati, ma sempre più centrali.
Milano come hub gastronomico
Il congresso si inserisce in una città che continua a rafforzare il proprio ruolo di capitale gastronomica contemporanea, tra ristorazione, eventi e cultura. Non è solo una sede: è un ecosistema che dialoga con la kermesse e ne amplifica i contenuti. In questo contesto, Identità Milano 2026 non sarà semplicemente una nuova edizione, ma un passaggio di fase: meno celebrazione, più riflessione, più connessioni tra mondi diversi. Un evento che prova a rispondere a una domanda inevitabile: che forma avrà la cucina nei prossimi anni?