«Ma che cos’è, un biscotto?». Francesco Martucci immagina che gli avrebbero risposto così se nel 2010 avesse mostrato in Campania una foto della sua Futuro di marinara. Oggi, dice, sono proprio i clienti a chiedere più consistenza. Ce lo racconta a fine cena, dopo aver portato a Identità Golose Milano tre pizze che aiutano a capire che cosa intenda.
Il pizzaiolo de I Masanielli di Caserta è tornato in via Romagnosi per il quinto appuntamento della seconda stagione di Visioni d’autore, il ciclo di cene realizzato da Identità Golose Milano in collaborazione con Molino Casillo e il suo sfarinato Altograno®. Lo sfarinato è il risultato di un percorso di ricerca avviato nel 2021 da Casillo Next Gen Food, il gruppo di ricerca interno all’azienda, che insieme a dieci università italiane e straniere ha sviluppato la Lavorazione Circolare®, metodo oggi protetto da brevetto internazionale. Nella molitura tradizionale il germe e alcune frazioni della crusca, come l’aleurone, vengono scartati perché i loro grassi irrancidiscono rapidamente. Questo procedimento invece ne separa l’olio e reintroduce nel ciclo le proteine del germe e le fibre dell’aleurone, senza aggiunta di altri cereali, legumi o additivi. Ne deriva uno sfarinato con più proteine e più fibre e con meno carboidrati rispetto a semole e farine integrali, ottenuto con un minore impatto in termini di CO2 equivalente. La serata è stata anche un’occasione per assaggiarlo, in apertura e in chiusura del menu.

In sala, da sinistra: Francesco Martucci, Gianluca Strafile, Lorenzo Fonte
Ad aprire il menu è stato il
Padellino Altograno® di
Gianluca Strafile, che a Gaggiano (Milano) guida
Strafile, la pizzeria di famiglia. L’idea gli è venuta pensando a Cerignola, dove sono nati sia il padre di
Strafile sia quello di
Martucci.
«La merenda dei contadini era pane e olive», ha ricordato Strafile, ripensando alle storie di suo padre, che veniva da una famiglia di macellai: in casa la carne c’era, il pane per quella merenda mancava. Nel padellino preparato con lo sfarinato di Molino Casillo ci sono il pane e le olive, nella versione delle olive dolci di Cerignola fritte, insieme al cardoncello e al vincotto.

Padellino Altograno®
Gianluca Strafile
«Questa sera cercheremo di far vedere il lavoro che abbiamo fatto sulle farine», ha detto
Martucci introducendo le sue proposte. Per mettere a punto la base della
Pizza di castagne ha lavorato per più di un anno. Il punto di partenza è la castagna essiccata. Sopra ci sono l’aglio orsino con il Parmigiano Reggiano, il lardo di maiale di razza casertana e il pecorino di fossa. Al gel di agrumi spetta il compito di portare un po’ di acidità tra i due formaggi e il lardo.

Pizza di castagne
Impasto alla farina di castagne, aglio orsino e Parmigiano Reggiano, gel di agrumi, lardo di maiale di razza casertana e pecorino di fossa
Francesco Martucci
Il
Saltimbocca riprende invece un ricordo degli anni Ottanta, quando si allungava la pasta della pizza e la si farciva come un panino.
Martucci lo serve con spinaci al burro di Normandia, Parmigiano Reggiano, Blu di Cuneo, brisket e una riduzione di ceci e farro fermentati. «In questo caso abbiamo una consistenza molto vitrea», ha spiegato. Per raccontare come ci arriva, ha richiamato il lavoro sulle temperature che svolge su alcune pizze a Caserta. «Noi partiamo da meno 60 gradi a più 250 gradi», ha detto, descrivendo lo shock termico con cui ottiene quella consistenza.

Saltimbocca
Spinaci saltati al burro di Normandia e Parmigiano Reggiano, Blu di Cuneo, brisket e riduzione di ceci e farro fermentati
Francesco Martucci
Il burro di Normandia torna nei
Fiori semplici, dove serve a saltare i fiori di zucca e il basilico. Completano la pizza il fior di latte, la bottarga di Cabras e la scorza di limone. «Sono gli ultimi fiori di zucca», ha spiegato
Martucci, che ha voluto usarli per la cena milanese a pochi giorni dall’uscita del menu invernale de
I Masanielli.

Fiori semplici
Fior di latte, fiori di zucca e basilico saltati al burro di Normandia, bottarga di Cabras e zest di limone
Francesco Martucci
Per il dessert ha preso la parola
Lorenzo Fonte, assistente di
Marco Pedron, pasticciere, consulente e ambassador di
Altograno®. La base è «un crumble leggermente croccante e friabile alle mandorle», con una mousse alla vaniglia e un cuore al frutto della passione. A chiudere, un disco di cioccolato fondente e un po’ di caramello mou salato, che serve, ha spiegato
Fonte, «per ribilanciare bene il tutto».

Dragée di sbrisolona origine integrale e mandorle
Marco Pedron e Lorenzo Fonte
«Abbiamo una carta molto strutturata», racconta
Martucci a fine cena, quando parliamo anche di vino. La costruisce insieme a
Fosca Tortorelli, con una selezione di ricerca che lui stesso definisce «molto underground».
Sulla pizza, la definizione che Martucci sceglie per il proprio lavoro è «consistenza cosmopolita». Fa l’esempio di un cliente americano che assaggia la napoletana per curiosità: la seconda volta potrebbe cercare una consistenza più vicina a quelle a cui è abituato. Nel frattempo le idee viaggiano più in fretta. I pizzaioli più giovani le vedono, le provano e le fanno proprie. «La pizza cambia e si evolve ogni giorno», osserva. Oggi ne riconosce tante interpretazioni e parla di una pizza a più corde. «Quando ci sono tante corde significa che la gente esce dal proprio giardino e guarda altro».