Nella cultura gastronomica di oggi convivono due linguaggi che la definiscono in modo diverso e complementare. Da una parte c'è la cucina d'autore, forte di un patrimonio fatto di tecnica, ricerca e ospitalità. Dall'altra ci sono i creator, che hanno trovato per il cibo nuove forme di narrazione e lo hanno reso più accessibile, più condiviso, più vicino al pubblico. Conversazioni a Tavola, il ciclo firmato S.Pellegrino a Identità Golose Milano, li fa incontrare in tre cene, da giugno a ottobre. A ogni appuntamento uno chef e un food creator siedono allo stesso tavolo e costruiscono una serata a più voci, superando la distinzione tra chi cucina e chi ne parla. Il menu è il punto di partenza, da cui la conversazione si allarga.
Ogni serata è concepita come un'esperienza a tutto campo, in cui la tavola si fa luogo di scambio e di incontro. Il tempo della cena è segnato dalle bottiglie S.Pellegrino: per l'occasione portano un'etichetta speciale e occupano il cuore della mise en place, di cui diventano il tratto distintivo. Sono un oggetto narrativo inedito, pensato per essere sfogliato nel corso della serata. Una domanda alla volta, offre ai commensali gli spunti per avviare il dialogo.
Il secondo dei tre appuntamenti è fissato per giovedì 17 settembre, con Mattia Pecis e Martino Tornaghi. Sono due modi diversi e complementari di raccontare il cibo: il primo dalla cucina di un ristorante stellato, il secondo attraverso le videoricette che pubblica sui social.
Pecis è nato nel 1996 a Clusone, in Val Seriana, in provincia di Bergamo, e lì ha frequentato l'istituto alberghiero. Nel 2015 entra nella brigata di
Carlo Cracco a Milano, quando il ristorante è ancora in via Victor Hugo, e vi rimane fino al 2019, seguendone il trasferimento in Galleria Vittorio Emanuele. Nello stesso anno passa al
St. Hubertus di San Cassiano, in provincia di Bolzano, nella brigata di
Norbert Niederkofler. Lì entra in contatto con la filosofia di
Cook the mountain, una cucina che si affida a ingredienti locali, in larga parte raccolti a mano nei boschi, e che mette al centro la natura e il territorio. Nel 2021
Cracco lo richiama e, a 25 anni, gli affida la cucina di
Cracco Portofino, lasciandogli piena libertà su menu, proposta gastronomica e scelta della squadra. Il ristorante apre il 3 luglio di quell'anno sul molo Umberto I a Portofino, in provincia di Genova, nei locali completamente rinnovati dello storico
Pitosforo, chiuso da quasi quattro anni.
Oggi Cracco Portofino ha una stella Michelin, e Pecis vi applica l'attenzione per il territorio maturata in montagna, a partire dalla materia prima. Il pesce lo sceglie al mattino dai pescatori del Tigullio. Le verdure arrivano da un orto in altura coltivato insieme a Fabio Costantini di Fescion Farmer, dove sono state piantate varietà mai coltivate prima in zona. Da quell'orto prende il nome il piatto Orto, che nella versione estiva riunisce una trentina di varietà di pomodoro lavorate in consistenze diverse, come ha raccontato di recente Leonardo Romanelli sulle nostre pagine. Sul pesce lavora anche con la maturazione, e i tempi li decide in base al singolo esemplare, non a un numero di giorni fissato in partenza. Al talento mostrato fin dagli esordi si è aggiunta una maturità compiuta, sottolineata anche dalla Guida Ristoranti di Identità Golose. Oggi Pecis è uno dei nomi più solidi della nuova generazione di cuochi italiani.
Al suo fianco Martino Tornaghi, classe 1999, originario di Verderio, in provincia di Lecco, noto sui social come @tirmagno. Il nome viene da un'abitudine degli spogliatoi del rugby, lo sport che ha sempre praticato, dove i nomi si storpiano invertendone le sillabe: a quel soprannome ha aggiunto un richiamo al cibo. Appassionato di cucina fin da bambino, Tornaghi ha seguito all'inizio un'altra strada. Dopo il liceo classico a Monza si è iscritto a Economia all'Università Statale di Milano, lavorando nel frattempo come agente assicurativo. Nel 2020, durante il lockdown, apre un profilo per condividere con gli amici i piatti che prepara. Quando comincia a girare anche i video delle ricette, si accorge che funzionano e decide di farne un lavoro, lasciando l'università a sei esami dalla laurea.
Oggi su
Instagram lo segue oltre un milione di persone. Non ama essere definito influencer: si considera un content creator di cucina e affronta il mestiere con un metodo preciso. Prova ogni ricetta due o tre volte prima di pubblicarla e gira sempre con la stessa inquadratura laterale, sul davanzale della cucina di casa, ormai riconoscibile da chi lo segue. Nei primi due anni ha pubblicato un contenuto al giorno, sei giorni su sette. Propone piatti originali e colorati, pensati per una cucina sana, in cui le verdure hanno il ruolo principale e ogni ingrediente arriva in tavola nel suo momento dell'anno. Il suo obiettivo dichiarato è vedere sparire dai banchi dei supermercati frutta e verdura fuori stagione. Sulla stessa idea ha costruito il libro "La mia cucina stagionale", uscito nel 2025 per
Mondadori Electa e organizzato secondo il succedersi delle stagioni.
In tavola, cinque passaggi. Si comincia con Benvenuto alla Tir: takoyaki, hummus e baba ganoush. Segue L'Orto s.s. 2026: gelato alla mandorla, verdure di stagione in diverse consistenze, chimichurri dei ragazzi. Poi Rosso peperone: maccheroncini cotti in salsa di peperone, ragù di molluschi, olio alle erbe e pasta di anacardi. Quindi Ricciola e zucchine: trancio di ricciola alla brace servito con zucchine croccanti in ceviche. Chiude Il finale: meringa al bergamotto gelato alla linfa di fico e uva fragola.
Appuntamento giovedì 17 settembre, orario unico di prenotazione alle 20.00. Il menu è proposto a 70 euro a persona, vini esclusi. Per prenotare, visitate il sito ufficiale dell'hub.