Alessandro Siani: Expo per sempre

Il comico pranza a Identità, elogia la brigata e poi racconta: «I padiglioni? Non li smantellerei»

23-05-2015
Alessandro Siani ieri nelle cucine di Identità Ex

Alessandro Siani ieri nelle cucine di Identità Expo tra il cuoco Michele Citro, della brigata di Andrea Ribaldone, e Arianna Pastore, che collabora a sua volta con lo chef de I Due Buoi di Alessandria

Il temporary restaurant di Identità Expo è diventato un luogo di ritrovo per buongustai e celebrità di vario tipo, con le due figure che spesso si fondono nella stessa persona. Come il popolare comico e attore Alessandro Siani, che poche ore fa gustava con alcuni amici degli splendidi Gnocchi gratinati alle erbe, asparagi e fonduta leggera, il primo piatto pensato da Emanuele Scarello per il menu che sarà disponibile ancora questa sera e domani sera (domani a pranzo, invece, l’attesissimo quattro mani con Carlo Cracco e Mauro Colagreco).

Siani è di fretta, ha poche ore per questa prima sua visita a Expo («Vengo da Cannes»), ma a fine pranzo vuole visitare le cucine, si complimenta con la brigata, accetta di farsi alcuni selfie con il personale… E infine risponde anche a qualche nostra domanda.

Cosa pensi di Expo 2015?
«Sto subito andando al Padiglione Italia perché voglio capire che cosa proponiamo ai visitatori stranieri. E’ fondamentale sfruttare questa occasione per rilanciare l’immagine del Paese, le cui bellezze vanno riscoperte poco a poco, anche da parte nostra. Viviamo qui ma troppo spesso lo trattiamo male».

Trovi che Expo sia stata una buona idea in questo senso?
«Certamente! Mi sembra un po’ come un “Paese dei balocchi gastronomici”, un luogo dei sogni. Anzi, sai cosa penso? Io non smantellerei nulla, alla fine dei sei mesi. Sarebbe giusto lasciare tutto com’è, fare diventare questi edifici la sede di una sorta di “città internazionale” dedicata al cibo. Farei insomma sì che i padiglioni, da attrazioni momentanee, diventino degli evergreen».

Parli di cibo e gastronomia: tu ami la buona cucina?
«Altrimenti non sarei venuto qui a pranzare…».

Che cucina apprezzi di più?
«Mi piace l’innovazione, amo sperimentare. A volte mi va bene, come oggi, altre volte meno. A decidere alla fine è sempre il mio fegato».

Il tuo chef preferito?
«Non posso dirlo! Ne conosco molti, se ne dico alcuni, gli altri mi la prossima volta mi avvelenano! Diciamo allora che lo chef che preferisco è mia mamma, una cuoca a cinque stelle».


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