15-10-2026

Lo spaghetto ispirato al Negroni sbagliato nel ristorante toscano dall'accento greco

Stelios Sakalis, al Poggio Rosso del Borgo San Felice, coniuga il Chianti con la propria origine ellenica in uno stile che è insieme local, mediterraneo e internazionale. Lo Spaghetto sbagliato è un signature, il piccione è perfetto, ma ci piace anche quando lo chef gioca mixando il territorio con le sue memorie della Grecia...

Spaghetto sbagliato, ossia il piatto signature del

Spaghetto sbagliato, ossia il piatto signature dello chef Stelios Sakalis, dallo scorso anno alla guida del ristorante Poggio Rosso al Borgo San Felice di Castelnuovo Berardenga (Siena)

Stelios Sakalis è intanto una bellissima persona – piacevole, cortese, colta, educata, brillante – e poi anche un gran professionista. Fa girare i coperti al Borgo San Felice – tanti al ristorante gastronomico Poggio Rosso, tantissimi all’osteria Il Grigio – con fare affabile, sicurezza tecnica, idee precise, approccio no frills. La sua tavola è solida: lui legge il Chianti da straniero ormai radicato, ne rispetta ingredienti e stagioni, ma li attraversa con memoria greca (è originario di Salonicco), tecnica cosmopolita e una vena giocosa che evita ogni rischio di toscanismo da cartolina (anzi: da Instagram, ormai). Non ha mai un’impostazione manieristica, la sua tavola è anzi prima ben pensata, poi saldamente costruita, infine ottimamente cesellata: è anche umile e non vuol esagerare nei tocchi personali, che lo porterebbero a esiti in chiave fusion; però noi pensiamo che ne avrebbe tutte le capacità e così gli si dischiuderebbero prospettive anche più identitarie, originalissime. Perché il tema è già sul piatto: una Toscana filtrata da un dna ellenico (che è l’elemento più interessante) e poi anche internazionale, lui stesso definisce la sua cucina «mediterranea, moderna, creativa, giocosa e stagionale».

Stelios Sakalis, greco di Salonico, classe 1988, formatosi tra Grecia, Regno Unito, Francia e Toscana, è uno chef cosmopolita che ha fatto del Chianti il luogo in cui stabilizzare e rendere personale il proprio linguaggio

Stelios Sakalis, greco di Salonico, classe 1988, formatosi tra Grecia, Regno Unito, Francia e Toscana, è uno chef cosmopolita che ha fatto del Chianti il luogo in cui stabilizzare e rendere personale il proprio linguaggio

La direzione è già quella, nei nostri assaggi abbiamo trovato taramà, feta, yogurt, cetriolo, aneto... Ossia ingredienti che riportano al Mare Nostrum orientale, ma qui vengono inseriti dentro una grammatica italiana. Così, ragionando un po’ didascalicamente, siamo stati intrigati dalla Tartelletta con anguria, spuma di feta, polvere di basilico e semi di girasole salati, o dalle Zucchine trombetta con salsa allo Zafferino, mandorle e sorbetto all'arancia candita (le zucchine dell’Orto Felice sono cotte all’interno di foglie di vite, richiamando la tecnica del dolma greco) o dal Dolce tzatziki, splendida e fresca mousse di yogurt greco con spuma al cetriolo e lime, sorbetto al cetriolo e anguria in osmosi con aneto e menta.

Zucchine trombetta con salsa allo Zafferino, mandorle e sorbetto all'arancia candita

Zucchine trombetta con salsa allo Zafferino, mandorle e sorbetto all'arancia candita

Il mio piccione

Il mio piccione

Ma riconosciamo come Sakalis non voglia rifugiarsi in questa sola dimensione. Apre anzi lo sguardo sul mondo e ci impiatta un Riso cotto nel brodo leggero di Cinta Senese, pomodori profumati allo zenzero e liquirizia che è una meraviglia (goloso, intenso, ben mantecato, equilibrato), poi il suo signature Spaghetto sbagliato (dolce, sapido, amaro, costruito come omaggio al Negroni sbagliato. Lo spaghetto viene mantecato con burro e parmigiano, quindi completato con vermouth bianco, aceto di Prosecco, scorza d’arancia e infine polvere di Campari) e Il mio piccione, cotto alla francese (il piccione proviene dall’allevamento di Laura Peri, una garanzia. È accompagnato da una variazione di bieta salsata con il Briacacio, formaggio erborinato pluripremiato, creato dall'affinatore toscano Andrea Magi di De' Magi - Alchimia De' Formaggi. Su uno spiedino di mirto trova posto il secondo filetto del piccione; nel piatto ci sono pure un bottone di bieta ripieno di ragù di piccione e coperto di aria di bieta, e una sfogliatella di patata che racchiude del paté di piccione. Semplicemente perfetto


Assaggi

di

Carlo Passera

classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it e curatore della Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore. Instagram: carlopassera