Maurizio Bernardini, gelatiere dinamico

Conosciamo il proprietario di Galliera 49 a Bologna, bottega di successo di soli 20 mq tra laboratorio e vendita

18-03-2019
Maurizio Bernardini, dal 2005 titolare di Gallier

Maurizio Bernardini, dal 2005 titolare di Galliera 49 a Bologna. E' relatore di Identità di Gelato, Sala Blu 1, sabato 23 marzo, con Lucia Sapia 

Ha cominciato vendendole, ora le macchine per il gelato le usa tutti i giorni al numero 49 di via Galliera a Bologna, complici la passione viscerale per il sottozero e il sodalizio con Jacopo Balerna, Fabio Nanetti e Valerio Alfani

È Maurizio Bernardini, occhiali stravaganti, entusiasmo da vendere, loquace quanto basta, forse il più estroverso del dream team. “Vengo da una famiglia che vendeva elettrodomestici e da ragazzino ho insistito affinché mi regalassero una macchina per fare il gelato. Non di quelle giocattolo, la mia era professionale, capace di farne un chilo per volta. Al termine di ogni partita di calcio – altra grande passione del gelatiere, che per anni è stato anche direttore sportivo – invitavo i compagni a mangiare il gelato da me. Credo sia nata così la voglia di fare questo mestiere”.      

Così, nel 2004, la decisione di uscire dall'azienda di famiglia per cominciare a fare i gelati, non solo per se stesso, non solo per gli amici del calcio. Dapprima ne parla con Stefano Roccamo della gelateria Stefino - “Andavo spesso da Stefano, da lì è nata l'idea di fare qualcosa insieme” - e nel 2005 il sogno si concretizza. Passati gli anni, e definita una volta per tutte la squadra, Galliera 49 oggi è diventata un'istituzione per tutti i bolognesi, nonostante il prodotto si allontani decisamente dall'idea classica di gelato: “A Bologna il gelato è piacione, dai sapori forti, carico, ruffiano, caldo. Noi, già all'epoca, volevamo farne uno diverso, prendendo ispirazione da quello di Gelatauro (altra nota gelateria di Bologna), che si avvicina alla filosofia del gelato del Sud”. Specie siciliano.

Il gelato di Galliera 49 "è una miscela a base di latte fresco del Sudtirolo e zucchero di canna biologico ed equo solidale"

Il gelato di Galliera 49 "è una miscela a base di latte fresco del Sudtirolo e zucchero di canna biologico ed equo solidale"

I sorbetti di Galliera 49 sono ottenuti "da una miscela a base di frutta fresca o congelata biologica o altro ingrediente, acqua e zuccherodi canna biologico ed equo solidale"

I sorbetti di Galliera 49 sono ottenuti "da una miscela a base di frutta fresca o congelata biologica o altro ingrediente, acqua e zuccherodi canna biologico ed equo solidale"

“In Sicilia ci andiamo almeno una volta l'anno, alla ricerca dei pistacchi e delle mandorle migliori”. Non a caso sono famosi per il gusto pistacchio e il “Sicilia”, fatto con mandorle chiare, mandorle tostate, pistacchi di Bronte tostati, canditi di limone del maestro Corrado Assenza e scorza di limone grattugiato. Per non parlare delle loro spettacolari granite di frutta fresca. 

“Ora, è vero, i ricercatori di materie prime sono di tendenza, ma noi abbiamo sempre organizzato gite in giro per l'Italia e nel mondo alla ricerca di prodotti nuovi e produttori di fiducia”. È per questo che, con grande dispiacere degli aficionados, continuano a chiudere per 4 mesi l'anno. 

Le granite sono "preparato con frutta fresca o altro ingrediente, acqua e zucchero di canna biologico ed equo solidale"

Le granite sono "preparato con frutta fresca o altro ingrediente, acqua e zucchero di canna biologico ed equo solidale"

Sono stati i primi a introdurre il kudzu come addensante, capace di dare compattezza al gelato e al tempo stesso utilizzato da secoli dalla medicina orientale come gastro-protettore naturale. Sono stati tra i primi a credere in un prodotto sostenibile, risparmiando acqua nel ciclo produttivo con una tecnologia che recupera quella utilizzata per raffreddare le macchine, e sano. Il loro gelato è fatto di frutta fresca per la maggior parte bio o da piccoli produttori, zucchero di canna, acqua filtrata e latte altoatesino. “La digeribilità è da sempre la nostra meta principale” e ogni giorno, in questa bottega di soli 20 metri quadri tra laboratorio e vendita, la si raggiunge. O per dirla con parole tanto care al protagonista, quotidianamente si fa goal.


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