Venezia: la nuova veste del Londra Palace Venezia

Il maître de maison Alain Bullo racconta, tra bilanci e prospettive future, tutte le novità dell’unico Relais & Châteaux della Laguna. Che nel tempo ha accolto ospiti celebri come Jules Verne e Gabriele D’Annunzio

13-10-2022
a cura di Elisabetta Canoro
L'altana del Londra Palace Venezia è la più

L'altana del Londra Palace Venezia è la più alta di Venezia

“Sul fare del giorno, le stelle sbiadiscono d’invidia vedendo emergere dalla nebbia gli incanti di Venezia”, diceva della Serenissima il filosofo polacco Mieczysław Kozłowski. L’incanto della laguna si gode perfettamente dall’altana del Londra Palace Venezia, illuminato dalle sue 100 finestre affacciate sul bacino di San Marco, storica dimora inaugurata nel lontano 1853, da dieci anni l’unico Relais & Châteaux della Laguna. È da questa terrazza, la più alta a Venezia, che la vista spazia a perdita d’occhio dalle isole lagunari fino alle Dolomiti.

Il maître de maison Alain Bullo

Il maître de maison Alain Bullo

Da oltre 20 anni, è alla guida della dimora il maître de maison Alain Bullo, testimone e voce narrante della costante evoluzione di Venezia e del corale senso di ospitalità dell’hotel: è lui guidarci in un viaggio che dal passato porta al futuro dell’hotel, che grazie all’accorto management, capace di lavorare sul revenue prima della pandemia, registra oltre il 25% in più di fatturato rispetto al 2019.

L'interior design della Junior Suite

L'interior design della Junior Suite

Oggi, dopo quasi 170 anni, l’hotel si presenta in una nuova elegante veste, nel segno della contemporaneità e della luce, continuando ad accogliere viaggiatori da ogni parte del mondo. Tutte diverse l’una dall’altra le 52 camere, sfoggiano un inedito tocco contemporaneo che ne lascia inalterata l’anima unica e magica. L’espressione di questa rilettura ritorna nelle 4 nuove suite, incluse le due signature: la Suite Verne e la Suite Borges, che rendono omaggio allo scrittore francese Jules Verne e al poeta e letterate Jorge Luis Borges, due tra le molte illustri menti che hanno soggiornato in hotel. Le sete, i velluti e broccati richiamano i tipici arredi ritrovati nelle dimore storiche venete, non a caso l’inedito interior design è frutto di una minuziosa ricerca storica ed espressione della Venezia contemporanea che porta a nuova vita la propria storia e lo stile inconfondibile. Dai lampadari di Fortuny ai vetri di Murano, i complementi d’arredo sono realizzati dai maestri artigiani locali, con nuove forme e colori. Chiare e avvolgenti le palette dei colori, che spazia dal panna per pareti e rivestimenti, al glicine o al grigio per i nuovi tessuti tesati, fino al tenue noce del parquet e ai velluti, voluttuosi, dalle tonalità più intense. 

Il nuovo executive chef Daniele Galliazzo

Il nuovo executive chef Daniele Galliazzo

Nuovo anche l’executive chef Daniele Galliazzo, da quest'anno alla guida di tutta la proposta gastronomica dell’hotel e del LPV Ristorante, con una doppia carta, divisa tra LPV Bistrot per il pranzo e gourmet la sera, entrambe fortemente legate al territorio locale e regionale, nel rispetto delle tradizioni e della stagionalità. Da quasi un ventennio, l’head bartender Marino Lucchetti, storica figura della mixology internazionale, reinterpreta in chiave personale alcune tra le più famose miscele all’LPV Bar. Di tutte le novità ci ha parlato il general manager.
 

L'head bartender Marino Lucchetti

L'head bartender Marino Lucchetti

Partendo da una riflessione su Venezia: cosa significa essere general manager di un albergo nel cuore di una delle città più amate, in uno dei luoghi più visitati al mondo, tra i luoghi dove andare almeno una volta nella vita. 
Sono nato a Venezia e sono qui da vent’anni. Ma, nonostante tutto, vivo ancora la città - con i suoi pregi e difetti, tesori e fragilità - da innamorato. Continuo a scoprire luoghi nuovi che mi affascinano. A Venezia passa tutto il mondo. Essere general manager comporta numerose sfide quotidiane, ma anche stimoli nel continuare a motivare, formare, unire il team, nonché opportunità di imparare sempre qualcosa di nuovo, anche grazie proprio alla frequentazione di ospiti di interessi, culture, esigenze diverse. Riuscire a soddisfarli, a sorprenderli e ancor più a conquistare il loro desiderio di tornare nella nostra dimora, è una grande soddisfazione. È sempre un’emozione, poi, per noi, vedere i loro occhi brillare quando spalancano una delle nostre 100 finestre sulla laguna per la prima volta.


In relazione a Venezia che legame ha l’hotel con il territorio e la città? in termini di cultura, arredo e storia.
La storia del nostro hotel dimostra come lo stesso abbia sempre avuto l’attitudine ad essere, a Venezia, un luogo d’incontro privilegiato per artisti ed intellettuali. Tra i suoi ospiti più illustri, il Londra Palace annovera il compositore russo Petr Il’Ic Tchaikovsky, che nel dicembre 1877 compose nella stanza 106 i primi 3 movimenti della Sinfonia n. 4; il vate Gabriele D’Annunzio, che soggiornò qui nell’autunno del 1887, intervenendo all’inaugurazione del monumento eretto a Vittorio Emanuele II, di fronte all’hotel; lo scrittore francese Jules Verne che vi ha alloggiato tra l’11 e il 13 luglio del 1884, mentre preparava un nuovo romanzo scientifico, incontrando l’arciduca Louis Salvator d’Austria; e, ancora, lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, a cui abbiamo dedicato una delle suite appena rinnovate, e il poeta russo Joseph Brodsky. La nostra dimora, per scelta e dna, è da sempre aperta alle contaminazioni di Venezia nell’ottica di uno scambio mutevole tra chi arriva da lontano e chi ci vive, facendoci promotori – anche culturali – della Venezia del presente e del futuro. Le nostre porte sono da sempre aperte ai residenti, che qui negli anni hanno potuto assistere a piccoli eventi, ma di altissimo livello, con protagonisti della cultura della città e non solo. Il nostro ristorante è aperto anche a chi non soggiorna in hotel e la sua formula del bistrot, per un pranzo leggero ma ricercato, è l’ideale anche per chi lavora nei dintorni e desideri dedicarsi una pausa pranzo davanti alla laguna. Curiamo tantissimo, inoltre, le relazioni con selezionate botteghe artigiane locali d’eccellenza, attraverso la scelta dei fornitori di arredi ed accessori. Il nostro obiettivo è quello di aiutare a preservare in loco l’arte dei nostri artisti ed artigiani e, nello stesso tempo, aiutare a far conoscere queste arti nel mondo attraverso i nostri ospiti.


Quanto è attivamente connesso il LPV con la città e quanto ci si può sentire local soggiornando al LPV? Quanto si entra in contatto con la città in modo autentico?
Così come la nostra dimora si trova a due passi da Piazza San Marco e da tutti i principali monumenti di Venezia, allo stesso modo è anche molto comoda per raggiungere, a piedi, in pochi minuti, una delle zone più autentiche, colorate e popolari della città, poco battuta dai turisti, costellata di piccole botteghe artigianali. Siamo sempre nel sestiere di Castello, ma questa è l’altra Venezia, quella dei panni stesi tra un palazzo e l’altro, dei piccoli negozi di alimentari e di tutto un po’ dei bambini che giocano nei campi. Io sono molto legato a questa zona: mio padre (che è stato concierge del nostro albergo per più di cinquant’anni, e che nello stesso vi ha conosciuto mia madre) vi è nato e cresciuto; io in questa zona - in Campo Bandiera e Moro o de la Bragora, nella splendida chiesa di San Giovanni Battista - mi sono sposato. Poco più in là, prima di raggiungere la zona della Biennale, si trova anche la popolare via Garibaldi, l’unica via di Venezia (che in realtà è un rio interrato), animata da mattina a sera. Noi consigliamo sempre ai nostri ospiti di lasciarsi andare e “perdersi” tra calli strette e canali misteriosi. Oppure ancora, di provare a conoscere la Venezia vista dall’acqua e quella delle isole meno conosciute, ad esempio attraverso l’esperienza in bragozzo (tipica imbarcazione da pesca locale): é un’altra affascinante realtà, tutta da scoprire. Mettiamo tutta questa nostra passione, sensibilità ed esperienza al servizio dei nostri ospiti, accogliendoli non solo come viaggiatori, quindi, ma anche come parte attiva della nostra multiforme città.


Si sono spenti da poco i riflettori sul Festival del Cinema, quanto ha ripreso anche il turismo in termini di numeri e quanto è cambiato il turista di Venezia? quindi come avete adattato l'offerta del LPV? 
Il turista di Venezia è tornato ad essere molto simile a quello pre-pandemia: il mercato americano e di lungo raggio è tornato ad essere preponderante, ma con la tendenza a prenotare molto più sotto data rispetto a prima. Inoltre, ci siamo accorti che, ancor più di prima, il cliente ricerca esperienze personalizzate ed esclusive e tende a fermarsi un po’ di più (siamo passati da 2.6 a 2.8 di soggiorno medio). Abbiamo cercato di adattare, quindi, l'offerta per assecondarlo e anticipare i suoi bisogni, pensando anche, ad esempio, ad offerte ancillari, completate da esperienze culturali o di gusto, per fargli vivere appieno lo spirito di Venezia


Cos’ha portato lei come GM della sua esperienza al Londra Palace? quale pensa sia oggi la sfida per raggiungere obiettivi in un settore stimolante ma sempre molto demanding? 
Il turista evolve nel comportamento di acquisto e nelle aspettative, che cambiano e richiedono anche a noi di cambiare ed evolverci di conseguenza. La nostra sfida è prestare attenzione alle nuove necessità dell'ospite ed adattarsi velocemente. Diviene importante, quindi, cogliere la direzione delle nuove tendenze ed adattare l’offerta utilizzando la giusta tecnologia a supporto, che è diventata fondamentale per la customer experience. Senza dimenticarsi che c’è il cliente esterno e quello interno, e che anche quest’ultimo ha bisogno di tutte le attenzioni soprattutto dopo questi ultimi due anni.


Qual è la sua proiezione sul futuro in termine di numeri, flussi turistici, performance e mercati?
Non potendo più lavorare sul dato storico, visto che la pandemia ha comportato un nuovo inizio, ci basiamo sull'andamento dei dati in tempo reale e sui big data degli andamenti anche a livello globale. È difficile avere certezze per il futuro. Ma possiamo contare sul fatto che il mercato americano, che per noi è il principale, abbia ripreso a viaggiare e abbia raggiunto una fase di stabilità. Continuiamo comunque a lavorare anche sui mercati secondari, che hanno viaggiato durante la pandemia e che ci hanno dimostrato le loro grandi potenzialità in tempi difficili. 


Cosa ne pensa dell'arrivo in Laguna di importanti catene internazionali dell'ospitalità? 
L'arrivo delle catene porta sempre molta attenzione sulla destinazione ed alza le aspettative. I nuovi marchi rappresentano, certo, una sfida, ma anche un'opportunità ed uno stimolo a crescere e migliorare sempre di più.


Cos'è cambiato con questa nuova veste del LPV? 
Ci presentiamo con una nuova immagine, anche coordinata, quindi un look&feel completo partendo nuovo nome, Londra Palace Venezia, puntando sempre ad un altissimo livello di standard d’ospitalità, sussurrato e non gridato. Gli interventi fatti sono nell’ottica di enfatizzare l’anima del Londra Palace Venezia e la sua storia, apportando novità, senza snaturare i valori e il legame importantissimo che l’hotel ha con la destinazione. Tutto è stato pensato nel segno di uno stile veneziano ancor più elegante e contemporaneo, come testimoniano le nostre nuove suite, in particolare la Suite Borges (che rende omaggio allo scrittore argentino), con i suoi particolari di design veneziano, come i lampadari Fortuny e i vetri di Murano, l’ampia zona living, la camera doppia separata e la sala da bagno con marmi raffinati, che sembra una dimora a sé.

L'LPV Ristorante e Bistrot

L'LPV Ristorante e Bistrot

Risotto di carletti e cicale di mare

Risotto di carletti e cicale di mare

Scampi marinati, terra di olive e carciofi fritti

Scampi marinati, terra di olive e carciofi fritti

Cambiano nome anche il bar (che diventa LPV Bar), sempre guidato dal nostro head bartender Marino Lucchetti, e il ristorante. A pranzo, ospiti dell’hotel ed esterni hanno a disposizione l’LPV Bistrot: una formula veloce, sfiziosa e leggera, che sarà sempre più veneziana, incentrandosi sull’arte di coniugare concretezza, genuinità e innovazione. Per la cena (ed ecco l’altra importante novità), a seguito della conclusione nella fase più complicata della pandemia, riapre il nostro ristorante gourmet, votato a esaltare l’arte culinaria, che da “Do Leoni” oggi si chiamerà LPV. La volontà portata avanti dallo Chef Daniele Galliazzo e dal suo team, è quella di regalare i sapori della laguna rivisitati con creatività, ma senza farne sfuggire il gusto autentico, concentrandosi sullo studio della storia e della cultura veneziana, interpretando in modo contemporaneo piatti fortemente legati alle tradizioni locali.

Bentornati in Laguna!

La facciata del Londra Palace Venezia

La facciata del Londra Palace Venezia


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