Ischia, ufficialmente Covid free, riparte con gli alberghi di lusso, resort e boutique hotel

Una ricognizione all’insegna del bello e del buono, sondando le riaperture delle migliori realtà ricettive dell’isola. Dal resort alla tenuta immersa nei vigneti, ce n’è per tutti i gusti

14-06-2021

Ischia è una perla, la più grande delle isole flegree. Incastrata in una doppia personalità di terra e di mare, a proprio agio nell’arte di barattare il meglio di tutto. Segnatamente, si chiama “cala cala”, l’antico scambio di prodotti tra contadini e pescatori (all’interno di ceste calate giù dalle alture, ecco perché “cala cala”). In favore di un gemellaggio, soprattutto gastronomico, di due anime che proprio non sanno ignorarsi. Bellezza a portata di mano, mare a perdita d’occhio, montagne che si stagliano in una prospettiva a dir poco mozzafiato. Il verde, i colori accesi della macchia mediterranea. Scorci che sintetizzano il dna precipuo del Golfo di Napoli, schiudendo un’ode a quel territorio isolano che, da sempre, miete “vittime” anche illustri. Ischia di certo non è un’isola selvaggia, qui il relax, il nuovo lusso insomma, va inseguito, fiutato da vero segugio. Ci siamo presi la briga di selezionare il meglio, con l’ambizione di suggerirne un utilizzo rigenerante, a tratti salvifico. Quello che una vera vacanza dovrebbe significare.

Mezzatorre Hotel & Thermal Spa

La presa in cura avviata dal gruppo Pellicano Hotels si è tradotta in un perfezionamento generale, con un restyling estetico che aggiunge, ma lascia intatto il fascino originario. Hotel 5 stelle con il lusso dipanato, prima di tutto, attraverso i servizi offerti. La torre cinquecentesca, la baia, i colori caldi, il panorama. Il Mezzatorre è letteralmente aggrappato alla roccia, un incontro di terra, cielo e mare che lascia senza parole. Lusso ed autenticità, fil rouge sottolineato dalla decisione di affidare la ristorazione allo chef Giuseppe D’Abundo, ischitano innamorato d’Ischia. Cucina di tradizione, materie prime locali, un approccio naturale e genuino. Colazione in terrazza e due ristoranti aperti sia a pranzo che a cena. La carta è intrisa di piatti che sono un simbolo per il territorio, strizzando l’occhio ai prodotti che, qui, crescono spontaneamente. Per esempio, il mirto. Inserito nella crosta di pane che avvolge la pezzogna in cottura. Oppure i capperi che completano una tradizionale caponatina con fresella e verdure sott’olio artigianali. Perfetta la sala anche a favore di una carta dei vini di ottimo livello, quel livello che, qui, viene garantito ovunque. “Il Mezzatorre acquista un sapore di grande imprenditorialità”, spiega orgogliosamente il general manager Alessio Minetto che ci accoglie con grazia estrema, “usiamo codici internazionali per guardare ad un roseo futuro, ma per il resto qui tutto profuma d’Ischia e lo fa prepotentemente”.

San Montano Resort & Spa

Hotel 5 stelle direttamente affacciato sulla Baia di San Montano e sul Golfo di Napoli. Tre ettari di parco a favore di un indimenticabile giardino mediterraneo da cui godere la vista (impareggiabile) nelle diverse ore del giorno. Chiacchierando con il general manager Maurizio Orlacchio scopriamo un nuovo modo di intendere il lusso:desideriamo offrire la possibilità di fare quello che vuoi, dove e quando vuoi. Una pizza a bordo piscina, un massaggio all’ombra del nostro limoneto, libertà insomma. Referenziatissima la Spa, così come il corner dedicato alla mixology. Aspettando quel famoso tramonto rosso fuoco che illumina le isole Pontine in lontananza. La cucina è affidata allo chef Nando Porcaro. Colazione in veranda con buffet servito e, fra tutti, menzioniamo l’assaggio della graffa calda. La ciambella fritta ricoperta di zucchero, vero amarcord isolano. A pranzo, formula easy a base di sandwich ed insalate (vi segnaliamo anche la Zingara, il caratteristico panino ischitano rivisto dallo chef con un’emulsione di olio e limone che sostituisce la maionese della versione classica). Si prosegue con la pizzeria e, per i più esigenti, si aprono le porte del Franco’s, il ristorante interno con menu a la carte. Andrebbero assaggiate le linguine con cozze affumicate e buccia di limone. Per la cena si torna in veranda con un menu interamente a la carte.

Miramare Sea Resort & Spa

Partendo dal piccolo borgo di Sant’Angelo d’Ischia, una sorta di isolotto nell’isola stessa, inerpicandosi su per le scale circondate dai colori e dal bianco delle casette di questo delizioso borgo marinaro, si giunge in un hotel, oggi 5 stelle, già famoso per le illustri frequentazioni nei lontani anni ‘30. Il Miramare, appunto. A tutti gli effetti un design hotel, con il pregio di un importante restyling, che termina proprio quest’anno, con la firma dell’architetto Giuliano Dell’Uva. E sono state proprio quelle scale, le rocce ed i colori tipici del borgo ad aver ispirato la nuova forma estetica che, automaticamente, diventa un doveroso omaggio al borgo. Albergo dotato di parco termale, tra le novità ci saranno lo spazio salumeria, in perfetto stile anni ‘50, la cantina e la stanza dei dolci. Ambienti, questi, che costituiranno una possibilità in più di godere di una colazione, di un aperitivo o semplicemente di un momento goloso nell’arco della giornata. Ancora una volta il lusso, somministrato sotto forma di possibilità infinite per l’ospite. Ci accoglie il general manager Espedito Morieri, con l’executive chef Girolamo Mennella, e ci spiega che, nonostante la maestosità di una struttura che impatta fluidamente uno scenario unico nel suo genere, nonostante il pregio e le consulenze griffate, l’intento resta quello di trasferire una parentesi di Ischia nella sua forma tradizionale. Per esempio, sotto forma di precise scelte adottate dalla cucina. Assaggiate il loro spaghetto al pomodoro e poi tutto il resto.

Regina Isabella - Resort Spa Restaurant

Un luogo, un albergo 5 stelle lusso che negli anni ‘50 fu abbrivio per il turismo chic, quello importante. Ed è meraviglioso, ancora oggi, essere accolti da un ambiente che nonostante le innovazioni, continua a profumare di dolce vita e di savoir vivre all’italiana. Giusto per ricalcare quel che è stato. La regalità dell’arredo, spazi sontuosi che sembrano raccontare le vacanze degli altri. Dei tanti altri che sono passati di qua. Ci accoglie l’executive chef Pasquale Palamaro, anche lui ischitano. Dirige, con la sua brigata, tutto il comparto food che va dalla colazione alla cena “stellata”. All’interno dell’albergo, tutto viene prodotto in casa. Dai dolci del mattino (vi segnaliamo la Torta Ischia con basilico e limone, messa a punto con il pastry chef Nello Iervolino) fino all’elegante aperitivo che Pasquale Palamaro firma con l’ultimo dei suoi azzardi gastronomici: i salumi di mare. L’albergo ospita anche Indaco, il ristorante gastronomico premiato con una stella Michelin. Pasquale Palamaro ama il mare, così come regalare comfort a tutte le ore sfruttando tutti gli spazi che la struttura mette a disposizione, dalle terrazze, fin giù alle scogliere. Mangiare direttamente sul mare qui è possibile e c’è una certa idea di paradiso in tutto questo.

Albergo Il Monastero

All’interno del Castello Aragonese, nel cuore del borgo storico d’Ischia. Una storia lunga venticinque secoli, per un esempio (rarissimo in Italia) di struttura privata interamente autofinanziata, nessun contributo pubblico. Un luogo libero, colto, autentico. Rapimento e benessere. Come sottolineano i proprietari, i fratelli Cristina e Nicola Mattera “il Castello è stato lasciato esprimere in tutta la bellezza della sua storia, della sua architettura tardo-cinquecentesca”. Nessun desiderio di aggiungere, ma una precisa scelta di sottrarre, tornando all’essenzialità monastica che ne caratterizza lo stile. Il Monastero è il fiore all’occhiello della struttura, parliamo di albergo con ristorante. “L’abbiamo concepito come approdo e contemporaneamente punto di partenza del viaggiatore alla ricerca della verità dei luoghi. Ci sono gli agi del nostro millennio, ma c’è spazio per i pensieri”. Il ristorante, guidato dall’isolano Michelangelo Iacono, propone una cucina che equivale ad un racconto. Ischia è inevitabilmente mare, ma anche tradizionalmente terra. E lo chef spiega tutto questo attraverso due menu che, per bellezza e filologia culinaria, nutrono mente, anima e corpo. Dunque, un menu degustazione di terra, uno di mare e, da quest’anno, anche il punto d’incontro tra i due, il caratteristico Cala cala. Dovendo necessariamente indicare un signature, l'Uovo a zuppetella resta la grande esperienza segnante. Storia nella storia.

Tenuta C’est la vie

C’era una volta una coppia bresciana, Lucia Moraschi e Giorgio Besenzoni. Ad Ischia, dinanzi ad un tramonto, con un calice di bollicine, ebbero la lucidità di riconoscerlo: la vita è questa. E partì così un progetto importante, un’avventura costruita dettaglio su dettaglio, in un trionfo di pietra viva, acciaio ed arredi di pregio. “Qui però il vero pregio è l’isola, noi abbiamo solo cercato di incorniciarla”. Cinque rustici in cui dormire, dislocati tra gli ampi vigneti che circondano la tenuta. Eleganza, privacy e vista mare mozzafiato. Ciascuno completato da terrazza-giardino e mini piscina con idromassaggio. Lusso, ma con discrezione. Completa l’opera, la preziosa cucina di Antonio Monti. Un fine dining che lascia stupefatti per senso estetico, tecnica da fuoriclasse, contenuti ricchi di territorio. Consigliamo gli spaghetti con camomilla e vermuth, kefir e battuto di scampo. Ma anche lo sgombro con il suo garum, accompagnato da zucchine diverse e tutte dell’orto della tenuta. Per trasferire in sala le idee della cucina, il maitre Pasquale Polito. A favore di uno splendido lavoro di squadra giovane, preparata, profumata di passione e di orgoglio di casa. Segnaliamo anche i vini prodotti nella Tenuta da uve Biancolella, Forastera, Piedirosso e Moscato.

La Madonnina

Hotel boutique nel comune di Casamicciola Terme. A dirigerlo, Benedetta De Cristofaro, proprietaria e manager preparata, colta, amabile. E andrebbe sottolineato, anche giovanissima. Hotel 4 stelle, arredi ricercati, due ristoranti, spa, palestra e spiaggia. Una struttura già simbolo del comune di Casamicciola Terme a partire dai primi anni ‘60, quando ebbe inizio il grande turismo. Quello che la famiglia De Cristofaro, dal 2012, intercetta con strategie di marketing ben precise. L’impegno è tanto, ma la passione di più, Benedetta è giustamente fiera del restauro, della bellezza estetica che sa ben incorniciare tanta sostanza. Il sogno nel sogno si chiama Momento, nomen omen. È il ristorante sulla spiaggia con il vizio del fine dining. Pochissimi tavoli, in cucina c’è lo chef Giuseppe Castagna. Tra i piatti, ottimi i mezzi paccheri con datterini gialli, scongilli e friggitelli. Interessantissimi i dolci. E vi segnaliamo anche l’accurata offerta mixology, del resto con un panorama così il cocktail è quasi un dovere. Ancora un giovanissimo a fare da bar manager, Aaron Trani ed i suoi signature a base di profumi e sapori intensi, freschi, ben bilanciati. Ciascuno è invitato a mettere la sua dose di qualità in questo quadro che la famiglia De Cristofaro continua a dipingere giorno per giorno.


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