La solidarietà in Theoria... e in pratica. Con lo "zio" Bergomi

01-12-2019

Serata benefica al ristorante di Como, con i piatti dello chef Franco Caffara e ii racconti del Campione del Mondo

Lo chef Franco Caffara dei Tigli in Theoria con il Campione del Mondo del 1982 Beppe Bergomi

Lo chef Franco Caffara dei Tigli in Theoria con il Campione del Mondo del 1982 Beppe Bergomi

La solidarietà in Theoria… e in pratica. Grazie a Beppe Bergomi, lo “zio” del calcio italiano, Campione del Mondo nel 1982 quando aveva solo 18 anni.

Per una sera la buona tavola, con i sempre precisi e gustosi piatti dello chef Franco Caffara dei Tigli in Theoria di Como, è andata a braccetto con la solidarietà, grazie al connubio con l’associazione Amate di Faloppio, sempre in provincia di Como, e del libro “Bella Zio” di Beppe Bergomi e Andrea Vitali, con la collaborazione dello psicologo dello sport Samuele Robbioni.

Non si tratta di un libro celebrativo della carriera di Bergomi, anche perché «per sapere cosa ho fatto nel calcio basta andare a leggere gli almanacchi o su internet, si trovano tutti i dati» ha spiegato lo “zio”. Si tratta invece di un racconto di formazione, che narra come la normale vita di un ragazzo, con perseveranza e impegno, possa portare a diventare Campione mondiale di calcio a soli 18 anni.

Bergomi, inoltre, fa parte dell’associazione Bindun, nata dall’idea di alcuni calciatori per dare una mano al mondo del volontariato. E in questa occasione il volontariato si traduce con Amate, associazione nata 12 anni fa, con circa 75 volontari, che si occupa soprattutto dei malati di tumore. Tanti i servizi attivati: call center per terapia del dolore, servizio di cure palliative, e l’anno scorso è stata avviata l’attività dei volontari in pronto soccorso, per stare a fianco alle persone. «Anche noi siamo una squadra, che si mette in gioco».

Un’occasione per raccogliere fondi è stata proprio la cena, voluta in particolare dal proprietario dei Tigli in Theoria Giovanni Maspero, che ha saputo conciliare i buoni piatti della cucina, i vini scelti da Antonio Casillo, e gli aneddoti di Bergomi. «Perché mi chiamano zio? Perché Giampiero Marini, quando mi ha visto per la prima volta con i miei baffi, mi ha detto: “Sembri mio zio…”. E da allora è rimasto questo soprannome».

Grande successo per la serata a Como

Grande successo per la serata a Como