La Guida Michelin ha ampliato la sua selezione alberghiera e svelato le Chiavi Michelin 2026, il riconoscimento assegnato dagli ispettori agli hotel capaci di offrire esperienze di soggiorno particolarmente significative. In totale sono 470 le nuove strutture entrate nella selezione in 79 destinazioni. Complessivamente sono 2.832 gli hotel nel mondo insigniti di una, due o tre Chiavi: 155 strutture hanno ottenuto il massimo riconoscimento, 657 ne hanno ricevute due e 2.020 una. A distinguersi è ancora una volta l’Italia, che con 224 hotel premiati si conferma il Paese europeo con il maggior numero di Chiavi Michelin e raggiunge il secondo posto a livello mondiale, preceduta soltanto dagli Stati Uniti. La Francia ne conta 220, seguono il Regno Unito con 131 e la Germania con 130.
La nuova selezione italiana comprende 34 nuove strutture con una Chiave, 6 con due Chiavi e 4 hotel che conquistano per la prima volta le tre Chiavi Michelin. È un traguardo che conferma la straordinaria qualità e varietà del Bel Paese: un patrimonio unico di paesaggi, arte e cultura che trova espressione tanto nelle grandi firme dell’hôtellerie internazionale quanto nelle piccole realtà indipendenti, capaci di trasformare l’identità dei luoghi in esperienze di ospitalità memorabili.

Una delle suite di Airelles Palladio a Venezia
Al di là dei singoli indirizzi, le visite degli ispettori restituiscono una fotografia di un settore alberghiero in continua evoluzione, sempre più influenzato da abitudini di viaggio diversificate e da aspettative degli ospiti in trasformazione. Tra le tendenze spicca la ricerca di viaggi più lenti e immersivi: si tende a trascorrere più tempo in un numero limitato di destinazioni, privilegiando luoghi meno affollati e facilmente raggiungibili. Cambiano anche i confini tra lavoro e tempo libero, con soggiorni sempre più fluidi, capaci di combinare stili di viaggio, livelli di spesa ed esperienze differenti. Anche il concetto di lusso si trasforma.
Dalle formule di “lusso essenziale” alle esperienze nella natura, dalle ville private all’ospitalità residenziale, cresce la domanda di privacy, autenticità e di un rapporto più profondo con il territorio. Il benessere, inoltre, supera i confini della tradizionale spa. Gli hotel ampliano le proprie proposte con programmi dedicati al fitness e al benessere fisico e mentale, sempre più articolati e personalizzati. Sul fronte del design, gli interni diventano più audaci e scenografici, pensati per catturare lo sguardo e contribuire alla narrazione dell'esperienza. Ma, osservano gli ispettori, servizio, atmosfera e senso del luogo continuano a essere elementi centrali dell’ospitalità. Infine, il lusso guarda sempre più al mare. Nuovi concept come
Four Seasons Yachts, The Ritz-Carlton Yacht Collection e
Aman at Sea trasferiscono infatti i codici dell’hôtellerie di alta gamma a bordo di yacht e navi da crociera.

A livello globale, oltre ai 470 nuovi ingressi, più di 80 hotel sono stati promossi all’interno della selezione, mentre le Chiavi Michelin fanno il loro debutto in dieci nuove destinazioni. La selezione mondiale comprende oggi oltre 9.400 hotel, di cui 2.832 insigniti delle Chiavi. La crescita più significativa si concentra in Europa e Asia, con nuovi ingressi particolarmente rilevanti in Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, oltre che in Cina, India, Indonesia, Giappone, Thailandia e Arabia Saudita. Importanti novità arrivano anche dalle Americhe, con nuove strutture in Canada, Costa Rica, Messico e Stati Uniti, mentre gli ispettori hanno evidenziato la qualità delle nuove selezioni in Africa e Oceania. Nel 2026 il riconoscimento raggiunge inoltre dieci nuove destinazioni: Armenia, Benin, Botswana, Kazakistan, Liechtenstein, Mongolia, Myanmar, Ruanda, Slovacchia e Zimbabwe. Nel complesso, delle 2.832 strutture oggi insignite delle Chiavi Michelin, 155 hanno ottenuto tre Chiavi, 657 due Chiavi e 2.020 una Chiave.
In Italia a entrare direttamente nella selezione con due Chiavi Michelin sono Vetera Matera, a Matera; The Carlton, Milan, a Rocco Forte Hotel, a Milano; Villa Treville, a Positano. A conquistare direttamente le tre Chiavi Michelin (da zero) è invece Airelles Palladio a Venezia, new entry nella selezione 2026, che riceve anche il Premio Apertura dell’Anno.
Il massimo riconoscimento viene inoltre assegnato a
Borgo Santandrea, ad Amalfi;
Collegio alla Querce, Auberge Collection, a Firenze; e
Splendido, A Belmond Hotel a Portofino. La nuova selezione conferma così la straordinaria varietà dell’ospitalità italiana: dalle dimore storiche agli hotel contemporanei, dai boutique hotel immersi nei territori alle grandi icone dell’accoglienza internazionale. Un mosaico di indirizzi diversi per stile, dimensioni e filosofia, accomunati dalla capacità di trasformare il soggiorno in un'esperienza che va oltre la semplice permanenza.
I NUOVI HOTEL TRE CHIAVI MICHELIN IN ITALIA
Airelles Palladio, Venezia

La biblioteca di Airelles Palladio, Venezia
Aperto nel 2026 dopo un ambizioso intervento di restauro durato tre anni,
Airelles Palladio segna il debutto internazionale del prestigioso gruppo francese e introduce a Venezia un progetto di ospitalità nuovo per dimensione e concezione. Sulla Giudecca, di fronte a San Marco ma appartato rispetto ai percorsi più affollati della città, occupa un articolato complesso storico immerso in ampi giardini, presenza particolarmente rara nel panorama veneziano. Il recupero architettonico preserva il carattere degli edifici, mettendolo in dialogo con interni sofisticati, artigianato veneziano, antiquariato e design contemporaneo, mentre l’eccezionale ampiezza degli spazi trova una delle sue massime espressioni nella Spa Airelles x Guerlain, con i suoi 1700 mq distribuiti su tre piani. Altrettanto ambizioso è il progetto gastronomico, che riunisce le diverse visioni di
Jean-Georges Vongerichten, Nobu Matsuhisa, Norbert Niederkofler e
Cédric Grolet. Per la portata del progetto, la qualità del recupero e la ricchezza dell’esperienza,
Airelles Palladio propone una nuova interpretazione del grande albergo veneziano, elevando gli standard dell’ospitalità di lusso in città: un insieme di caratteristiche riconosciuto con l’assegnazione delle tre Chiavi e del premio speciale “Opening of the Year 2026”.
Borgo Santandrea, Amalfi

Borgo Sant'Andrea, Amalfi
In posizione appartata sopra Conca dei Marini,
Borgo Santandrea si sviluppa tra terrazze e giardini fino alla spiaggia privata, elemento raro e distintivo. Gli interni coniugano design italiano del Novecento, pezzi della collezione dei proprietari, arredi su misura e lavorazioni artigianali, in sintonia con colori e materiali locali. Il legame con la Campania prosegue nella proposta gastronomica, che rilegge in chiave attuale materie prime e tradizioni regionali. Design, artigianato, cucina e paesaggio definiscono così un’identità coerente, in cui una visione contemporanea dell’ospitalità si intreccia con un legame profondo con la Costiera Amalfitana. È proprio questa capacità di offrire un’esperienza autentica e intimamente legata alla destinazione a esprimere pienamente lo spirito delle Tre Chiavi Michelin.
Collegio alla Querce, Auberge Collection, Firenze

Collegio alla Querce, Auberge Collection
Aperto nel 2025 dopo un articolato intervento di recupero,
Collegio alla Querce nasce dalla trasformazione di un complesso del XVI secolo che per oltre cent’anni ha ospitato il Collegio dei Barnabiti, prestigiosa istituzione educativa. Adagiato sulle colline che dominano la città, in una posizione appartata e immersa nel verde, offre una prospettiva privilegiata su Firenze e sul Duomo, unendo la vicinanza al centro alla dimensione raccolta di una residenza di campagna. La sua storia rimane chiaramente leggibile nell’architettura e negli interni, dove affreschi e soffitti a cassettoni dialogano con arte, arredi contemporanei e materiali locali. Il passato emerge anche nei dettagli più caratteristici: il Bar Bertelli occupa quello che fu l’ufficio del preside e conserva i ritratti originali dei “Principi degli Studi”, gli studenti più meritevoli, mentre la cappella e il teatro sono stati recuperati come parte della nuova vita dell’hotel. Ne nasce un rifugio sofisticato e contemporaneo, la cui unicità risiede proprio nell’equilibrio tra memoria, eleganza e carattere del luogo: elementi che rendono il soggiorno un’esperienza distintiva, nello spirito delle Tre Chiavi Michelin.
Splendido, A Belmond Hotel, Portofino

Una delle luminose camere dello Splendido, A Belmond Hotel, Portofino
Ospitato in un antico monastero benedettino e trasformato per la prima volta in hotel nel 1902, lo
Splendido ha accolto generazioni di ospiti illustri, diventando uno dei luoghi simbolo della Dolce Vita portofinese e consolidando nel tempo una tradizione di ospitalità e servizio impeccabile. La recente ristrutturazione, firmata da
Martin Brudnizki, ne custodisce e valorizza l’anima attraverso materiali, colori, artigianato e tradizioni decorative liguri, affiancati da pezzi d’antiquariato, arredi restaurati e creazioni su misura, in un progetto profondamente radicato nel territorio. È proprio l’incontro tra heritage, design, paesaggio e arte dell’ospitalità, insieme a un autentico
sense of place che permea l’intera esperienza dell’ospite, a rendere lo
Splendido un luogo unico, incarnazione perfetta delle tre Chiavi Michelin.