A Milano il Ricci Osteria: lo sbarco in città di Antonella Ricci e Vinod Sookar

05-06-2022

In via Sottocorno, in un elegante quartiere residenziale, ha preso sede il nuovo indirizzo milanese della coppia che viene dalla Puglia. Protagonisti saranno i colori e i sapori di quella terra

Antonella Ricci e Vinod Sookar - Foto: Benedetta Bassanelli 

Antonella Ricci e Vinod Sookar - Foto: Benedetta Bassanelli 

Nell’ultimo tratto di via Sottocorno, elegante quartiere residenziale tra viale Premuda e piazza Risorgimento, ha preso sede il nuovo indirizzo milanese di Antonella Ricci e Vinod Sookar: Osteria Ricci – Dal 1966. Gli chef da tempo volevano portare al nord la loro personale cucina nata nella Puglia di Ceglie Messapica, all’ombra dello storico Fornello di famiglia che per tanti anni è stato insignito della prestigiosa stella Michelin, e volevano farlo con una formula più leggibile, quella di una «gustosa semplicità -come ama ripetere Antonella - su cui risplende il sole del Mediterraneo».

Questo desiderio è diventato realtà grazie al felice incontro con Massimiliano Paradisi e Marco Postiglione, soci fondatori di Ricci Osteria, dove Massimiliano sarà presente quale padrone di casa ad accogliere gli ospiti, mentre Marco resterà il socio dietro le quinte.

L'interno del locale - Foto: Benedetta Bassanelli 

L'interno del locale - Foto: Benedetta Bassanelli 

L’idea

Ricci in primo luogo è Osteria, dove l’ospite deve sentirsi a casa, deve poter respirare l’aria della Puglia nelle materie prime scelte, e riviverne il sogno nei dettagli degli interni del locale. In secondo luogo, è quella cucina concreta, eseguita con ingredienti di produttori locali, che rappresenta bene l’intesa vincente di Antonella e Vinod, coppia nella vita prima ancora che professionale. A loro e al giovane resident chef Francesco Bordone, il compito di far vivere in tavola ai milanesi i colori e sapori delle loro terre.

La carta

La scelta è stata quella di una carta agile, con un ventaglio di piatti capaci di far viaggiare in Puglia (come nelle Orecchiette di semola rimacinata fatte a mano e condite ai tre pomodori Regina, Tombolone e Fiaschetto, o nei Laganari – formato di pasta lunga – nella versione ai crostacei con datterino giallo, limone e peperoncino) ma anche di spaziare oltre e far vivere la personale cucina mediterranea dei due chef (come accade nella fresca Tartare di vitello condita con salsa Pimà, creazione di Vinod a base di peperoncino, lemon snack dalla scorza edibile e peperone rosso di Policoro).

Foto: Benedetta Bassanelli 

Foto: Benedetta Bassanelli 

Gli antipasti sono un inno al territorio: dal Sole di Puglia (antipasti misti caldi e freddi, secondo mercato: fiori di zucca fritti farciti con ricotta; capocollo e formaggi di latte vaccino; la frisella con i pomodorini; la parmigiana di melanzane, olive verdi e carciofi sott’olio, ma anche le carnose olive di Cerignola o le spaccatelle con ricotta forte e buccia di pomodoro essiccata) al Tagliere di salumi stagionati e formaggi di latte vaccino e caprino (senza dimenticare che Vinod originario delle Mauritius ma da 24 anni in Italia, è uno dei Maestri affinatori del Capocollo), sino alla classica Burrata di latte vaccino da condividere, accompagnandoli con taralli e pizza barese fatta in casa.

Foto: Benedetta Bassanelli 

Foto: Benedetta Bassanelli 

Pesce e carne (Misto di agnello arrosto, bombette di maiale e rotolo di salsiccia) si alternano al vegetale viaggiando dalla tradizionale Purea di fave essiccate al sole, battuto all’olio extra vergine, verdura di stagione, cipolla rossa in agrodolce e peperoni friggitelli, all’insalata idroponica coltivata dagli chef proprio a Ceglie. Due invece le ricette signature che Antonella e Vinod hanno voluto inserire in carta, per farle assaggiare a chi non è mai stato a cena a Ceglie: Gocce di ricotta avvolte nella semola, pesto di zucchine, pancetta croccante e tartufo nero” piatto ideato nel 2002 da Antonella Ricci e Il Mojito di Vinod, un frozen Mojito con infusione di menta e lime, ma senza ghiaccio, cocktail ideato da Vinod Sookar nel 2006.

Tra i dessert Zuppa di fragole di Policoro, soffice all’olio Evo, gelato di pistacchio e crema di limone; i tipici Sporcamuss con crema diplomatica alla vaniglia e i biscotti cegliesi (oggi presidio Slow Food) fatti secondo la ricetta di famiglia, in pasta di mandorle con liquore San Marzano, caffè e confettura di ciliegie.

Da segnalare il piacevole il piccolo dehors su strada che ospita 14 coperti all’ombra di fiori e ombrelloni.