22-06-2026

Grandi chef, ingredienti rari: tutta l'eccellenza della cucina in Umbria

Identità Umbria è stata l'occasione per conoscere l'eccellenza gastronomica della regione: spazio alla pecora sopravvisana di Emanuele Mazzella, alla capra facciuta di Andrea Impero e al farro spezzato (e altro) di Serena Sebastiani

Da sinistra, Simona Meloni, assessora regionale al

Da sinistra, Simona Meloni, assessora regionale all'Agricoltura e Turismo dell'Umbria, in dialogo con Bruno Petronilli e Cinzia Benzi. Sono loro ad aver introdotto le lezioni di Identità Umbria a Identità Milano 2026. Tutte le foto sono di Brambilla/Serrani

L'Umbria è stata la regione ospite della XXI edizione del congresso di Identità Milano 2026: il giusto riconoscimento all'evoluzione della cucina di quella regione, che ha saputo fare tesoro della propria biodiversità agricola e che sul palco milanese è stata esaltata da sette giovani chef. «È una delle regioni che più si sta sviluppando per i valori che rappresenta, mettendo sempre al centro la persona», ha sottolineato Cinzia Benzi per Identità Golose. E allora ecco che i sette chef presenti per le loro ricette non mettono al centro il tartufo ma, ognuno di loro, va a scovare un'eccellenza agroalimentare poco nota tra quelle tutelate dal Parco 3A (il Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria che si fonda su agricoltura, alimentazione e ambiente).

«L'Umbria – ha sottolineato Simona Meloni, assessora regionale all’Agricoltura e al Turismo - continua a custodire il proprio patrimonio agroalimentare e, allo stesso tempo, lo interpreta con linguaggi nuovi, costruendo un dialogo tra agricoltura, sostenibilità, ricerca, creatività e cultura gastronomica. Crediamo fortemente nel binomio agricoltura e turismo. La nostra forza sono i piccoli produttori, le materie prime e gli chef che le interpretano». E aggiunge: «Vogliamo che il settore del turismo insieme a quello dell'agroalimentare diventino stimolo per trattenere sul territorio i giovani e anche per richiamare a casa chi si è allontanato». Ai sette chef umbri è stata dedicata un'intera giornata, raccontata da Bruno Petronilli, giornalista enogastronomico, milanese di nascita ma umbro di adozione. Ecco i primi tre protagonisti. 

 

EMANUELE MAZZELLA E LA PECORA SOPRAVISSANA

Emanuele Mazzella, chef presso il ristorante Cedri del Borgo dei Conti Resort a Perugia presenta la sua pecora sopravvisana di Visso abbinata a una crema di piselli e una di lamponi

Emanuele Mazzella, chef presso il ristorante Cedri del Borgo dei Conti Resort a Perugia presenta la sua pecora sopravvisana di Visso abbinata a una crema di piselli e una di lamponi

Pecora sopravvisana di Visso con crema di piselli e crema di lamponi

Pecora sopravvisana di Visso con crema di piselli e crema di lamponi

Chef del ristorante Cedri presso Borgo dei Conti Resort, Perugia: è nato a Ischia ma si è innamorato dell'Umbria e della sua «vita lenta e sostenibile con tutto a misura d'uomo». «Sono su un territorio – ha spiegato - che ha tutto, per questo il 95% della mia cucina si sviluppa con prodotti umbri». Molti degli ingredienti usati si producono direttamente a Borgo dei Conti che ha un orto biologico e 700 alberi di olivo, al resto ci pensa Emanuele in eterna ricerca di «prodotti eccezionali ma rari». Lo chef non si smentisce neppure a Identità Umbria dove serve («Va bene come antipasto e in dose più abbondante anche come secondo piatto») una Pecora sopravvisana di Visso con crema di piselli e crema di lamponi. «È una razza poco conosciuta perché difficile da reperire – spiega - Il nostro compito è anche quello di far conoscere le peculiarità meno note con l'obbligo di rispettare sempre la materia prima». Mazzella ha utilizzato la spalla della pecora, marinata, poi messa sottovuoto e cotta al vapore per conservarne al meglio la consistenza. L'abbinamento con crema di piselli e lamponi le ha assicurato una nota dolce e un bel gioco cromatico.

 

ANDREA IMPERO E LA CAPRA FACCIUTA DELLA VALNERINA

Andrea Impero, chef del ristorante Elementi Fine Dining presso Borgobrufa Spa Resort a Torgiano (Perugia) ha presentato a Identità Umbria la Capra facciuta con roverella, rosa canina e pomodoro cesarino

Andrea Impero, chef del ristorante Elementi Fine Dining presso Borgobrufa Spa Resort a Torgiano (Perugia) ha presentato a Identità Umbria la Capra facciuta con roverella, rosa canina e pomodoro cesarino

Capra facciuta con roverella, rosa canina e pomodoro cesarino

Capra facciuta con roverella, rosa canina e pomodoro cesarino

È lo chef del ristorante Elementi Fine Dining presso Borgobrufa Spa Resort a Torgiano (Perugia): originario della provincia di Frosinone, è arrivato in Umbria dopo tre anni di ristorazione a Mosca. Giunto a Borgobrufa nel 2019 ha sfruttato il tempo della pandemia facendo ricerca, puntando alla valorizzazione del territorio e scovando quei piccoli allevatori e agricoltori che ancora lavorano puntando alla qualità e non alla quantità. Ne ha selezionati una sessantina, con loro ha instaurato un dialogo quotidiano e alcuni producono in esclusiva per lui. Solo così è riuscito ad ottenere un raro esemplare di capra facciuta della Valnerina (tra Marche ed Umbria non ne esistono più di 200 esemplari) pulita e lavorata dopo una frollatura di 40 giorni. L'impegno di Andrea Impero, che ha già portato il ristorante Elementi Fine Dining alla stella, è quello di fare «tanta ricerca, ma senza mai mascherare l'autenticità del gusto«». E così nel suo piatto Capra facciuta, roverella, rosa canina e pomodoro cesarino è stato immediato ritrovare l'identità di un territorio unico nei suoi singoli ingredienti. 

 

SERENA SEBASTIANI E QUATTRO INGREDIENTI PREZIOSI

Serena Sebastiani, chef di Borgo Santa Cecilia a Gubbio, mostra orgogliosa la targa per la sua partecipazione a Identità Umbria dove ha presentato una ricetta a base di Farro spezzato di Monteleone, pera di San Pietro, fico bianchello in conserva e zafferano

Serena Sebastiani, chef di Borgo Santa Cecilia a Gubbio, mostra orgogliosa la targa per la sua partecipazione a Identità Umbria dove ha presentato una ricetta a base di Farro spezzato di Monteleone, pera di San Pietro, fico bianchello in conserva e zafferano

Farro spezzato di Monteleone, pera di San Pietro, fico bianchello in conserva e zafferano

Farro spezzato di Monteleone, pera di San Pietro, fico bianchello in conserva e zafferano

È chef di Borgo Santa Cecilia a Gubbio (Perugia): romana e con una laurea in filosofia, nel 2009 fa «una scelta di vita per aprirsi alla vita». Insieme al marito Giuseppe Onorato lascia la città per dedicarsi a un progetto ambizioso: restituire vita e senso a un luogo abbandonato, un antico borgo rurale del XIX secolo, immerso in oltre 320 ettari di boschi, campi e pascoli. Sembrava impossibile recuperare quel luogo in rovina e invece oggi è diventato un cerchio della vita: ospitalità, agricoltura, allevamento, tutela ambientale e cucina in un ecosistema coerente e sostenibile. È in quel paradiso umbro “rigenerato” che nascono i piatti di Serena, racconto di un’Umbria meno turistica, più profonda, fatta di varietà antiche, gesti tramandati e prodotti da preservare. «Nel passato – spiega la chef – ci sono gli strumenti per vincere le sfide del futuro». Non a caso a Identità Umbria ha portato un piatto con quattro ingredienti che meritano di essere valorizzati: farro spezzato di Monteleone di Spoleto, pera di San Pietro agrodolce, fico bianchello in conserva e zafferano. Semplicità e identità, una visione costruita sulla terra e nella terra, rispettata e coltivata con passione.


IG2026: Identità Future

Tutto sulla ventunesima edizione del congresso organizzato da Identità Golose, dal dal 7 al 9 giugno 2026 nei grandi spazi dell’Allianz MICo North Wing di Milano. Tre giorni di lezioni, approfondimenti, novità.

Paola Pellai

di

Paola Pellai

giornalista professionista, nata in un'annata di vino buono. Ha spaziato in ogni settore, dallo sport alla politica perché far volare in alto la curiosità è il sistema migliore per non annoiare e non annoiarsi. Non ha nessuna allergia né preconcetto alimentare, quindi fatele assaggiare di tutto. E se volete renderla felice, leggete il suo libro di fotostorie, Il tempo di uno sguardo

Consulta tutti gli articoli dell'autore