Iginio Ventura

Foto Brambilla-Serrani

Foto Brambilla-Serrani

Gelateria Pina Gel

corso Umberto I, 7
71010 Peschici (Foggia)
+39 338 407 0879
info@gelateriapinagel.it

Foggiano di Peschici, Iginio Ventura, classe 1980, è orafo per mestiere e gelatiere per vocazione: “Da bambino mi facevo chiamare Andrea, perché Iginio non lo azzeccava nessuno e allora tagliavo corto”. Un destino dolce nel nome, trascorso fra pozzetti e carapine, quelle di Pinagel, come mai avrebbe immaginato. “Nella mia vita hanno sempre gravitato grandi donne, mia nonna Lucrezia, trent’anni a far gelati, mia madre Pina che ha dato il nome alla gelateria, e poi le vicine di casa, la tata che mi accudivano a turno nel corso della mia infanzia a Peschici vecchia”.

Figlio e nipote d’arte, il piccolo Iginio cresce e decide che da grande vuol fare l’orafo. Detto fatto, se ne parte per Valenza Po in provincia di Alessandria, epicentro del comparto. Nel 2001 crollano le torri nel World Trade Center di New York e l’eco di quella frana si riflette sull’economia mondiale travolgendo l’oreficeria alessandrina. Sono mesi di buio pesto e d’incertezze, trascorsi a chiedersi che fare.

Un giorno la madre domanda: “Mi porti al mare?”. È lì che mamma Pina propone al figlio di prendere in mano le redini della gelateria di famiglia. Il giorno appresso la decisione è presa, e chiarisce a entrambe: “Se devo fare il gelato lo farò a modo mio. Mi sfoderarono un doppio, irresistibile sorriso. Così è andata”.

“Le prime volte che mi sono cimentato col gelato mi sono accorto che avevo introiettato i gesti solo osservando mia nonna. Le mie mani si muovevano come mosse da un automatismo”, spiega il gelatiere, e prosegue: “Non sono cambiate molte cose con il mio ingresso, ma molte cose sono migliorate”. Identica è rimasta la ricetta Crema degli angeli, cavallo di battaglia di Pinagel. Una crema classica, cotta lentamente a mano sul fuoco, i profumi sono quelli di una scorza di limone e un quarto di cannella. Solo tuorli d’uova, leggera e soffice.

“Mia nonna mi ha sempre detto: svegliati presto ma non tanto. Va per la tua strada e fa cose buone”, e Iginio ha preso la faccenda alla lettera partendosene ogni estate con l’apecar carica di meraviglie ambulanti. A distribuire gelato come rime baciate, perché il gelato come la poesia non è di chi lo fa, è di chi gli serve. E a chi non serve un poco di dolcezza?

Ha partecipato a

Identità Golose


a cura di

Sonia Gioia

Cronista di professione, curiosa di fatto e costituzione, attitudine applicata al giornalismo d’inchiesta e alle cose di gusto. Scrive per Repubblica, Gambero rosso, Dispensa