Qbo - Universal Processing System, un prezioso alleato per la ristorazione

La macchina prodotta dall'azienda bolognese Roboqbo offre una varietà quasi infinita di procedimenti per l'alta cucina

21-03-2019
Qbo - Universal Processing System

Qbo - Universal Processing System

Un’unica macchina, un unico sistema di produzione in grado di eseguire migliaia di diverse preparazioni. Si chiama Qbo - Universal Processing System, ed è progettato e interamente costruito, in ogni sua parte, dall'azienda Roboqbo, che dal 1978 ha sede a Bentivoglio (Bologna). La continua ricerca ed evoluzione di questo straordinario strumento ha permesso all'azienda bolognese di conquistare la fiducia di moltissimi clienti, molto diversi tra loro.

Il sistema Qbo può infatti soddisfare le esigenze delle industrie conserviere come delle pasticcerie artigianali, delle cioccolaterie e dei caseifici, delle aziende agricole e anche dei ristoranti. E non solo: le ultime ricerche hanno permesso di far emergere delle potenzialità di questo sistema produttivo che possono essere interessanti anche per l'industria cosmetica e quella farmaceutica. 

A noi di Identità Golose, chiaramente, affascinano e interessano le applicazioni maggiormente legate alla ristorazione e siamo felici di poter avere, così come già accadde negli anni scorsi, Roboqbo al prossimo Congresso Identità Golose, a Milano dal 23 al 25 marzo 2019. Dove la chef del ristorante milanese Alice, Viviana Varese, sarà presente in diverse occasioni allo stand dell'azienda per raccontare come e quanto questa macchina sia uno strumento prezioso per il suo lavoro: sia per le preparazioni dedicate al suo ristorante, sia per quelle che invece vengono vendute nello spazio gastronomia dello store di Eataly Smeraldo

L’imprenditore Giuseppe Malavasi, al centro, insieme agli chef e tecnologi alimentari che ogni giorno mettono a punto nuove ricette all’interno dell’azienda Roboqbo

L’imprenditore Giuseppe Malavasi, al centro, insieme agli chef e tecnologi alimentari che ogni giorno mettono a punto nuove ricette all’interno dell’azienda Roboqbo

Abbiamo incontrato il fondatore e titolare di Roboqbo, Giuseppe Malavasi, per farci raccontare meglio come il sistema Qbo possa essere usato nella ristorazione e quali vantaggi possa offrire. «C’è una caratteristica della nostra macchina - ci ha detto Malavasi - che è sicuramente molto preziosa per la ristorazione, ed è la grandissima flessibilità. E' possibile usarla in moltissimi modi diversi, per produrre dagli antipasti fino ai dessert e ai gelati. La macchina non fa materialmente il gelato, ma può essere usata per tutti gli altri procedimenti che precedono la mantecatura del gelato. Questo è uno dei maggiori punti di forza della nostra macchina: copre le esigenze di tutta la gamma di produzione».

Qual è il vostro rapporto con i clienti del settore ristorazione?
E' un rapporto di costante dialogo e scambio di idee. Anche perché noi siamo un’azienda metalmeccanica, di produzione di attrezzature, non abbiamo competenze specifiche nei settori in cui operano la maggior parte dei nostri clienti. Per questo abbiamo sempre cercato delle partnership con i professionisti di questi diversi ambiti: parlando di ristorazione, ad esempio, da questo approccio è nata la collaborazione e l’amicizia con Viviana Varese.

Al vostro interno c'è anche un team di ricerca e sviluppo che lavora proprio sulle applicazioni per la ristorazione, vero?
Certamente. Per noi sono elementi fondamentali l'evoluzione e l’implementazione costante delle potenzialità del sistema Qbo: per l’ideazione di nuove ricette e nuovi processi possiamo contare in azienda su un team composto da tecnologi alimentari, chef, pasticcieri e gelatieri, che quotidianamente sperimentano e studiano nuove applicazioni. Poi però è altrettanto importante ascoltare quei professionisti del settore che entrano in contatto con noi, e che magari si dimostrano un po’ visionari come noi.

In che senso visionari?
Per noi è molto utile avere a che fare con clienti che possano vedere nella macchina delle potenzialità, aiutandoci quindi a svilupparle. Mi viene in mente che uno dei primissimi rappresentanti dell’alta ristorazione a interessarsi al sistema Qbo fu, ormai parecchi anni fa, Ferran Adrià. Lui e suo fratello Albert vennero a visitare il nostro stand durante una fiera in Spagna e videro immediatamente che la nostra macchina aveva delle grandi potenzialità e poteva venire incontro a esigenze che loro sentivano già allora. Oggi quelle esigenze sono molto più diffuse: nel campo della ristorazione sono sempre di più le realtà che hanno come obiettivi l’innovazione, la ricerca, la standardizzazione di processi produttivi complessi. La nostra macchina offre esattamente tutto questo. 

Viviana Varese

Viviana Varese

Le macchine Qbo possono quindi essere personalizzate per andare incontro alle richieste dei clienti?
Il sistema ha insito in sé delle possibilità di sviluppo, in base alle esigenze del cliente. Molto spesso succede che chi si affida al sistema Qbo nel corso degli anni lo arricchisca con varie implementazioni. Questo secondo noi dimostra come la macchina non solo permetta ai professionisti di fare meglio e più velocemente ciò che facevano prima, ma che soprattutto li stimoli a fare qualcosa di diverso, di nuovo, che magari prima non avevano neanche immaginato. Anche per questo sono diversi i grandi chef che hanno scelto Roboqbo in questi anni, oltre a Viviana Varese: professionisti di altissimo livello come Gennaro Esposito, Massimiliano Alajmo e ancora molti altri. Ma non solo: parlando sempre di gastronomia di qualità, anche se non di ristorazione, possiamo citare il lavoro che da più di dieci anni fa il gruppo Esselunga sulla sua produzione del fresco, dei prodotti che vendono venduti al banco gastronomia. Nascono tutti nel laboratorio di Pioltello grazie all’uso di una serie di nostre macchine, e anche in questo caso c’è stata un’evoluzione nel tempo: inizialmente utilizzavano una trentina di ricette, mentre ora sono arrivati a un centinaio. 

Quando parliamo di ricette per il sistema Qbo, a cosa ci riferiamo nello specifico?
La macchina è dotata di un computer e di un'interfaccia touch, con cui è possibile utilizzarla in modalità manuale, quando si fanno produzioni estemporanee o test di ricerca sui prodotti. Quando si arriva a un procedimento che ha raggiunto i risultati desiderati, questo può essere memorizzato nella gestione automatica e ripetuto all’infinito, con la certezza di ottenere sempre il medesimo risultato. Si possono memorizzare fino a cento ricette, ma la memoria può essere ulteriormente espansa. In questo modo la macchina può essere utilizzata prima come unità di ricerca e immediatamente dopo come unità produttiva: uno dei vantaggi è che in modalità automatica anche operatori non specializzati, senza competenze professionali specifiche, possono ottenere prodotti fantastici, dovendo semplicemente caricare gli ingredienti nel sistema Qbo e avviarlo. 

Per approfondire ulteriormente la conoscenza con Qbo - Universal Processing System, siete invitati a visitare lo stand di Roboqbo, nell'area espositiva del Congresso Identità Golose: da sabato 23 a lunedì 25 marzo, all'interno di MiCo, in via Gattamelata. 


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