Identità Expo

E' festa per i (primi) 50 anni Ais

Ieri a Milano l'evento celebrativo. Il presidente Maietta lancia un messaggio per l'unità del settore

08-07-2015

Taglio della torta per il 50 anni dell'Associazione italiana sommelier. Al centro, il grande Jean Valenti, classe 1923, tessera numero uno dell'Ais. Con lui, da sinistra, Hosam Eldin Abou Eleyoun, delegato Ais Milano, Fiorenzo Detti di Ais Lombardia e il presidente nazionale Antonello Maietta

«Dio santo, ma qui bisogna cambiare tutto!», esclamò esterrefatto il sommelier italo-francese Jean (ma all'anagrafe fa Giovanni) Valenti, quando, appena sedutosi a un tavolo dell'allora prestigiosissimo Savini di Milano, si vide rivolgere la fatidica, terribile domada: «Bianco o rosso?». Sì, bisognava cambiare tutto, la lunga marcia per far sì che anche in Italia si diffondesse una cultura del vino era ancora da inizare. E Valenti, con pochi altri, 20 iscritti in tutto, iniziò. C'è anche una data precisa: 7 luglio 1965. Cinquant'anni fa, ieri.
 
La copertina di Vitae, rivista ufficiale dell'Associazione italiana sommelier, con riprodotto l'atto costitutivo dell'Ais stessa, il 7 luglio 1965

La copertina di Vitae, rivista ufficiale dell'Associazione italiana sommelier, con riprodotto l'atto costitutivo dell'Ais stessa, il 7 luglio 1965

“Costituzione di Associazione – L’anno 1965, questo giorno sette del mese di luglio a Milano, nella casa in via Quintino Sella – Avanti a me dott. Marco Orombelli, notaio…”, eccetera. E’ il documento che campeggia sulla copertina di Vitae di giugno, la rivista dell’Associazione italiana sommelier. Perché il sodalizio compie gli anni. Di più: celebra appunto il cinquantenario, un’occasione speciale di festeggiamento che coglie l’Ais in piena salute, con la bellezza di 32mila iscritti in tutto il Paese, la più grande associazione mondiale del settore; e che è stata ricordata ieri com’è giusto sia: con un grande evento, nello stesso hotel Palace (oggi Westin Palace) di piazza della Repubblica 20, a Milano, dove la neonata Ais venne presentata alla stampa specializzata, c’erano in platea personaggi come Vincenzo Buonassisi. Ora è sede delle iniziative promosse dalla delegazione milanese di Ais, guidata dal delegato Hosam Eldin Abou Eleyoun. E anche il presidente lombardo Fiorenzo Detti vi è di casa. Un luogo quanto mai simbolico, insomma.
 
Eleyoun, Detti... C'erano, ieri, con tantissimi altri. E pure Valenti, che ormai assai attempato («Sono nato il 25 aprile 1923») ma in ottima forma, ha ricordato l'episodio dal quale siamo partiti noi, e dal quale è partita anche Ais. Insieme a loro, c'erano anche alcuni dei presidenti che hanno fatto la storia dell'associazione, come Eddy Furlan - nominato per l'occasione presidente emerito - e Giuseppe Vaccarini, che venne straordinariamente ammesso in Ais - ha raccontato - quando aveva solo 15 anni, dopo uno di attesa, con la motivazione che la sua passione era troppo grande per tenerla a bada in attesa della maggiore età.
 
Il tastevin d'argento

Il tastevin d'argento

Tutti riuniti dal loro omologo attuale, il presidente Antonello Maietta, che ha voluto celebrazioni all'insegna dell'unità del mondo vinicolo, dopo tante diatribe e diaspore: «Noi, Onav, Fisar, l'Aspi di Vaccarini... Ci stiamo "annusando", per superare le incomprensioni e trovare un terreno comune d'azione». Già è stata creata una consulta comune, primo passo di un percorso che s'intraprende ora, cinquant'anni dopo.
 
Al Westin Palace si trovavano ieri anche altri personaggi, magari meno legati al mondo del vino. Ad esempio il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che ha ricordato la necessità e il proprio impegno per la lotta alla contraffazione. C'era anche il varesino Giuseppe Fezzardi, classe 1939, un pensionato che mezzo secolo si trovava non a Milano, ma in Francia: “Quel 7 di luglio del 1965 si respirava grande entusiasmo in Italia - ha scritto Maietta nel suo articolo per Vitae - Nel pomeriggio la radio aveva diffuso la notizia della vittoria di Fezzardi alla quindicesima tappa del Tour de France. Nell’impegnativo percorso tra Carpentras e Gap, l’abile gregario della Molteni, giunto per primo sul Col de la Sentinelle, subisce a duecentocinquanta metri dall’arrivo la scorrettezza dello scatto in volata del belga Gilbert Desmet, rimastro comodamente al suo traino fino a quel momento. Le immagini dell’epoca ci consegnano una foto di Desmet che sta alzando le braccia al cielo, preceduto di un nulla sulla linea del traguardo dal “nostro” Fezzardi grazie a un fulmineo colpo di reni".
 
Foto di gruppo dei sommelier Ais. Oggi l'associazione conta oltre 32mila iscritti. Dei circa 7mila partecipanti ai corsi nel 2014 oltre il 30% per cento è costituito da donne. Il 52,6 % dei soci che hanno frequentato i corsi hanno ottenuto l’attestato di sommelier. Il 45% degli iscritti ai corsi è costituito da persone appartenenti a una fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni. La sola Lombardia conta nel 2015 circa 4.500 soci di cui 1.700 sono milanesi

Foto di gruppo dei sommelier Ais. Oggi l'associazione conta oltre 32mila iscritti. Dei circa 7mila partecipanti ai corsi nel 2014 oltre il 30% per cento è costituito da donne. Il 52,6 % dei soci che hanno frequentato i corsi hanno ottenuto l’attestato di sommelier. Il 45% degli iscritti ai corsi è costituito da persone appartenenti a una fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni. La sola Lombardia conta nel 2015 circa 4.500 soci di cui 1.700 sono milanesi

L’evento organizzato da Ais è vissuto di altri momenti, dopo l'incontro-presentazione riservato a stampa e sommelier.  Nel pomeriggio si è aperto un grande banco di degustazione che coinvolto più di 130 aziende provenienti da tutta Italia, che hanno deciso di essere al Westin per rivivere ll storico momento. Il tutto ha avuto culmine col taglio della torta, mentre un desk di Poste Italiane applicava alle cartoline celebrative riservate ai soci uno speciale annullo e in sala faceva bella mostra di sé  – terminando così il proprio tour lungo tutta la Penisola, portato in staffetta dai 22 presidenti regionali Ais (Emilia e Romagna sono sdoppiate, come Trentino e Sud Tirolo) - il prezioso tastevin commemorativo, simbolo dei sommelier e strumento dell’arte della degustazione: un'opera in argento 925/000, cesellato e sbalzato interamente a mano con intarsi di ametista rosata a forma di grappoli, realizzato dal maestro orafo crotonese Gerardo Sacco.
 
E tutto questo - ha ricordato Maietta - è stato solo il «primo evento di una festa che proseguirà fino alla fine dell’anno». A novembre è infatti fissato il congresso Ais. Per continuare al meglio una bella storia.

Rubriche - In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

a cura di

Carlo Passera

classe 1974, giornalista professionista, si è a lungo occupato soprattutto di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa esattamente l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta sui viaggi e sulla buona tavola. Identitagolosino della prima ora