Stefaan Anckaert, Birra del Borgo: l'emergenza aguzza l'ingegno

L'e-commerce, il focus rigoroso sul prodotto, l'identità della birra italiana: l'impegno dell'azienda nelle parole del suo AD

11-04-2020
Stefaan Anckaert, amministratore delegato di Birra

Stefaan Anckaert, amministratore delegato di Birra del Borgo

Stefaan Anckaert è l’amministratore delegato di Birra del Borgo, parte del gruppo Ab InBev. All'interno della multinazionale belga ha ricoperto ruoli commerciali, legati alla vendita, alla distribuzione diretta e alla sfera marketing. «Ho incontrato per la prima volta Leonardo Di Vincenzo nel 2016», ci racconta, «mentre ero direttore commerciale per il mondo horeca in Italia. Parlando con Leonardo mi sono appassionato al progetto Birra del Borgo e ho scoperto il mondo della birra italiana di qualità». L’abbiamo intervistato.

Come vivete questo periodo di emergenza?
Impossibile nascondere che anche noi stiamo soffrendo. L'assenza di socialità, di relazioni e di esperienze, fondamentali in un settore come il nostro, ci sta mettendo a dura prova. Siamo fortemente legati al mondo horeca del cibo con l'Osteria di Birra del Borgo e i nostri Banconi che abbiamo chiuso a prescindere dalle giuste indicazioni del governo, perché salute e sicurezza vengono prima di ogni cosa. Per non perdere il contatto con le persone abbiamo dovuto trovare velocemente soluzioni alternative: abbiamo attivato il servizio delivery per L'Osteria e il Bancone di piazza Bologna e lanciato una piattaforma e-commerce. Ovviamente stiamo vivendo molto la dimensione off trade, legata alla grande distribuzione nei supermercati. 

È vero che in Italia nell'ultimo mese il consumo è cresciuto? Se sì, con quali caratteristiche e curiosità?
Sì, il consumo è cresciuto, parliamo di un buon 20%, grazie anche a Lisa, la nostra lager dal carattere molto definito, italiana nel nome e nel gusto. A marzo l'emergenza ha rallentato la crescita soprattutto a causa della grande crisi vissuta dal mondo horeca, con la chiusura di locali e ristoranti. Potremo fare un bilancio a fine anno ma stiamo facendo il possibile per ripartire velocemente quando sarà il momento, soprattutto nel canale horeca, rappresentato da chi somministra alimenti e bevande, che resta il nostro core business. Per non fermarci e stare accanto ai consumatori abbiamo inoltre lanciato Lisa nella bottiglia da 50 cl, concentrandoci per il momento sulla distribuzione nei supermercati e nelle grandi catene alimentari.

Lisa, lager popolare di Birra del Borgo

Lisa, lager popolare di Birra del Borgo

Perle ai Porci, Oyster Stout in vendita da maggio

Perle ai Porci, Oyster Stout in vendita da maggio

Avete lanciato la piattaforma di e-commerce La Bottega. Quali sono i primi risultati?
Con l’e-commerce e delivery per alcuni dei nostri locali abbiamo cercato di adattarci alle nuove necessità dei consumatori. Abbiamo inaugurato la piattaforma il 18 marzo e in poche settimane abbiamo già ricevuto circa 500 richieste. Sul sito dedicato i consumatori possono trovare la nostra produzione al completo, a prezzi molto accessibili. Stanno funzionando molto bene le selezioni miste, composte da bottiglie scelte da noi, e l'Easter Pack, pensato per la Pasqua, con birre abbinate ai formaggi. La birra più scelta è la Lisa, seguita dalla Reale Extra, dal gusto più complesso. Questo la dice lunga sui desideri dei consumatori in questo momento: meno mainstream e più ricercatezza. Sulla piattaforma, a maggio, lanceremo anche la Perle ai Porci di quest'anno, ora in fermentazione. 

Birra in Italia, quali tendenze vedete per il futuro prossimo?
La birra italiana sta finalmente trovando la sua identità, tanto che finalmente si inizia a parlare di "stile italiano". Birra italiana e alta qualità sono concetti sempre più associati. Così come l'italianità è sempre più legata al territorio e all'ingrediente locale e lo sarà ancora di più dopo questa emergenza. Le persone riscopriranno il bere in casa, cercheranno alternative intelligenti al social drinking, concentrandosi sul prodotto e sulla qualità. Una modalità di fruizione più meditativa, dunque, fatta di assaggio e di scoperta. Cercheranno birre meno banali, più interessanti, con maggior carattere. Per fare un esempio, posso citare ancora la nostra Lisa.

Avete deciso di rinsaldare la partnership con Identità Golose. Qual è il filo che lega la birra di qualità alla cucina d'autore? Quali attese avete?
Potremmo parlare di obiettivi che vanno in due direzioni: quelli legati al consolidamento della sinergia con il mondo della cucina, da sempre importante nello sviluppo dei nostri progetti, e quelli legati allo sviluppo di nuove sinergie e alla creazione di scambi e relazioni proficue. Quanto al legame della birra con la cucina d'autore preferiamo definirla cucina di qualità, per abbracciare anche la cucina legata alla tradizione, ai gesti tramandati e al territorio. Nel congresso Identità Golose 2020 porteremo una novità assoluta dando voce all'elemento fondamentale dell'identità italiana: la Trattoria. Poco studiata dalla critica, scelta da tanti, ammirata nel mondo ma considerata una realtà di serie B rispetto all'alta cucina. Il paradosso è che oggi molti grandi cuochi si rifanno a quelle tradizioni e tanti giovani ne aprono di contemporanee. Nella trattoria di oggi Birra del Borgo vede il futuro. Ripensare la birra e le tradizioni per noi significa anche questo: prendere atto dei cambiamenti sociali, culturali ed economici del nostro paese e proiettarli nel futuro, valorizzarli, rendendoli attuali e dunque più fruibili.

Particolare della Bottega, il nuovo shop online di Birra del Borgo

Particolare della Bottega, il nuovo shop online di Birra del Borgo

Luca Pezzetta, Osteria di Birra del Borgo

Luca Pezzetta, Osteria di Birra del Borgo

Il tema del congresso è “il senso di responsabilità”.
Sì, è un tema che ben sintetizza il messaggio che da sempre cerchiamo di diffondere: ‘Promuovere la cultura della Birra in Italia’. Per diffonderlo negli anni abbiamo cercato nuove strade per la valorizzazione della birra in Italia, abbiamo ripensato la cultura della birra alla luce dei cambiamenti avvenuti nella cultura gastronomica del nostro paese, abbiamo lavorato con i grandi cuochi e  investito nella formazione, prima con Accademia Niko Romito, poi con Giunti Academy School of management e la nascita in Italia del primo master in "Beer Business Management". Mantenendo salda la nostra identità abbiamo favorito l'avvicinamento del mondo della cucina a quello della birra puntando su qualità, ricerca e gusto. La partnership con Identità Golose è per Birra del Borgo la naturale continuazione del percorso iniziato anni fa, volto a veicolare riflessioni innovative per l'intero panorama brassicolo, mirate a dare valore alla birra italiana.

L'emergenza impone di ideare nuove formule creative di vendita e acquisto. Cosa potete anticipare su quello che farete nei prossimi mesi, in Italia e negli altri mercati?
Sicuramente la vendita online continuerà a crescere, si riscoprirà il consumo di birra in casa e anche coloro che non hanno mai comprato online inizieranno a farlo. E poi sarà il momento delle riflessioni, della riscoperta degli ingredienti, dei piatti della tradizione e dei luoghi vicini. Faranno la differenza i prezzi accessibili, le persone e l'identità. Punteremo molto sulle persone, su Luca Pezzetta per quanto riguarda l'Osteria e sulla forte identità di Birra del Borgo in generale. Questo momento sarà poi un'occasione per riscoprire l'Italia, un paese che ha sempre ricercato nella convivialità e nello stare insieme la sua forza, il suo fondamento. E allora bisognerà trovare un nuovo modo di stare insieme perché io, pur non essendo italiano, non riesco a immaginare l'Italia senza i valori che la rendono un posto unico da visitare, fatto di incontri e di straordinaria bellezza.


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