Firenze torna a essere il palcoscenico d'eccellenza dell'arte contemporanea grazie a un nuovo, stimolante progetto ospitato dal Gallery Hotel Art, parte della Lungarno Collection – la società di gestione alberghiera di proprietà della Famiglia Ferragamo. Fino all'autunno 2026, gli spazi della struttura accolgono la mostra Please Take This Seriously dell’artista Daniele Sigalot, curata da Valentina Ciarallo.
Un hotel che respira arte e design

La mostra al Gallery Hotel Art di Firenze
Aperto nel 1999, a pochi passi da Ponte Vecchio, come primo design hotel in Italia su progetto dell'Architetto Michele Bonan, il Gallery Hotel Art è una galleria d'arte contemporanea in costante evoluzione che interpreta e attualizza la straordinaria vitalità del Rinascimento fiorentino. L'hotel offre un'atmosfera di grande relax ispirata agli orizzonti dei grandi viaggiatori. Nel DNA della struttura spicca una vocazione artistica profonda, che negli anni ha visto sfilare nelle sue sale le opere di maestri della fotografia e dell'arte internazionale come Steven Klein, David LaChapelle, Lise Sarfati, Hans Van DerMeer, Eliott Erwitt e persino Andy Warhol. Negli ultimi anni, il Gallery ha saputo far uscire l'arte all'aperto, trasformando Vicolo dell'Oro in una vivace piazzetta d'autore grazie a installazioni iconiche entrate nell'immaginario collettivo della città: dalle biciclette sospese di
Cycling Up (2013) ai manichini zoomorfi di
Personal Unpersonal (2014). E ancora, dalle monumentali girandole per le energie rinnovabili (
WOW, 2016) ai richiami pop con le Vespa e le opere warholiane.
La mostra: il paradosso di Daniele Sigalot

Please Take This Seriously
In questo contesto dinamico e in continua reinvenzione si inserisce perfettamente il progetto di Daniele Sigalot. Il titolo della mostra,
Please Take This Seriously, funziona fin dal primo istante come un cortocircuito intellettuale. Un invito che si incrina nel momento stesso in cui viene accolto, rivelandosi via via impraticabile. È la cifra stilistica dell'artista — romano di nascita e berlinese d'adozione, il cui studio romano "La Pizzeria" è un vivace laboratorio di idee —, che fa dell'ironia uno strumento critico tagliente per destabilizzare ogni certezza. Il percorso espositivo riunisce opere create appositamente per gli spazi dell'hotel, giocando con oggetti quotidiani trasfigurati in elementi permanenti e monumentali. Installato nella lobby e nella zona comune,
The Ping Pong Paradox, il tavolo da ping-pong divide lo spazio in due metà inconciliabili, una psichedelica, libera e multicolor, l'altra geometrica e rigorosa in bianco e nero. Il gioco diventa così la metafora visiva di un conflitto esistenziale irrisolvibile tra razionalità e creatività. Proseguendo verso il living g
li aeroplanini in acciaio inox
, oggetti leggeri legati all'immaginario infantile che, tradotti nel metallo, acquisiscono una nuova monumentalità stabile, sospesi tra il desiderio di volo e l'ancoraggio alla realtà. Nelle sale e nei corridoi si leggono invece le frasi dei
post-it in alluminio laccato
, simboli di pensieri effimeri e promemoria temporanei, i famosi foglietti quadrati vengono tradotti in un materiale freddo e resistente come l'alluminio, trasformando una nota personale in un messaggio condiviso e permanente. Le frasi provocatorie
come
Art Must Be Taken Seriously,
Buy now o
This Artwork looks great above the sofa ironizzano apertamente sulle logiche del marketing e sui cliché patinati del sistema dell'arte.
Un invito ad attraversare l'ambiguità

Please Take This Seriously
La mostra si configura come un gioco di illusioni in cui apparenza e realtà convivono senza mai elidersi. Sigalot non pretende di offrire risposte definitive, ma invita il pubblico ad abitare il dubbio e a sorridere. Sull'onda del pensiero di Marcel Duchamp, l'arte e l'accoglienza tornano a essere un grande spazio collettivo da vivere con leggerezza, unendo la bellezza del soggiorno fiorentino a una profonda resistenza critica nei confronti di una realtà che tende a semplificare tutto.