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L'attesa

Le mani incrociate di Giancarlo Perbellini raccontano il momento che precede l'azione

05-12-2015

Le mani dello scatto di Francesca Brambilla e Serena Serrani sono quelle di Giancarlo Perbellini, chef di Casa Perbellini a Verona

L’attesa. E’ un momento che appartiene a ognuno di noi. Non c’è essere umano che non ne conosca il significato e che non l’abbia vissuta. Attesa come desiderio, aspettativa, ansia, delusione. L’attesa di un amore, di una soluzione, di un evento, di un esame. Quella tensione che prende lo stomaco prima della partita, che fa tremare il cuore prima di quell’incontro così importante. Quell’attesa figlia del desiderio. Già, l’attesa.

Qualunque essa sia, ha il potere di renderci irrequieti, di rallentare lo scorrere del tempo. Di distorcere la realtà. Finché giunge quella frazione di secondo in cui espiri lentamente, il cuore rallenta, la paura svanisce. E’ quello l’attimo che precede la fine dell’attesa. Quando a un esame chiamano il tuo nome, quando la persona che ami è dietro quella porta, quando stringi la mano alla firma di un contratto, quando in cucina arriva la prima comanda. Proprio così, un secondo prima era l’attesa, l’attimo dopo il ritorno al ritmo frenetico di cui facciamo parte.

Saper attendere è una dote che non deve mai mancare a un fotografo. Comprendere quand’è il momento giusto per scattare ma soprattutto quando NON scattare. E' la capacità di attendere. 


Rubriche - Cibografando

Percorsi emozionali nel pianeta cibo, con inedite visioni di dettagli imperdibili

a cura di

Francesca Brambilla e Serena Serrani

Socie dal 2007, Francesca Brambilla e Serena Serrani conciliano la professione (la fotografia) con una grande passione: la buona tavola. Numerose le loro pubblicazioni e collaborazioni sul tema