Negrini e Pisani: a tutta pasta da Nord a Sud

Una proposta diversa e un sugo eretico: sul palco di Identità di Pasta i due chef stupiscono (e narrano la storia di un’amicizia)

26-03-2019
Alessandro Negrini e Fabio Pisani sono stati tra i

Alessandro Negrini e Fabio Pisani sono stati tra i protagonisti a Identità Milano 2019, nella sezione Identità di Pasta (foto Brambilla-Serrani)

Nord o Sud? Orecchiette o pizzoccheri? Olio o burro?

Quando si parla di pasta la faida gastronomica tra Nord e Sud si fa più accesa che mai. Eppure c’è una coppia di chef capace di conciliare gli opposti, quelli geografici e quelli culinari.

I due sul palco con Eleonora Cozzella

I due sul palco con Eleonora Cozzella

A Identità Milano 2019 i primi chef della giornata di Identità di Pasta - condotta come sempre, da ormai 10 edizioni, dalla straordinaria Eleonora Cozzella - sono stati Alessandro Negrini e Fabio Pisani. Chi può parlare di Costruire nuove memorie, tema del congresso, meglio dei due, che avevano 52 anni complessivi quando hanno preso in mano le cucine de Il luogo di Aimo e Nadia, tempio della ristorazione italiana che, sotto la loro guida, ha continuato a far risplendere le due stelle Michelin? Sono sempre riusciti a innovarsi e ad affrontare nuove sfide, come quella più recente di Voce. Poi loro, quando si parla di pasta, non hanno mai avuto paura - basti pensare al popcorn di pasta, al cous cous di spaghetti, allo stracotto di paccheri... (leggi anche Complotto nordista: pasta scotta) E anche stavolta non si sono risparmiati.

Gnocchi di tarallo, un'idea di Fabio Pisani

Gnocchi di tarallo, un'idea di Fabio Pisani

Gli Gnocchi di tarallo (riscaldati in una bouillon di finocchietto selvatico fino a gonfiarsi, poi ripassati in padella e in forno) con un ragù di agnello del Gargano e una crema di latte all’aceto. Sono stati la proposta di Fabio Pisani a Identità di Pasta

Gli Gnocchi di tarallo (riscaldati in una bouillon di finocchietto selvatico fino a gonfiarsi, poi ripassati in padella e in forno) con un ragù di agnello del Gargano e una crema di latte all’aceto. Sono stati la proposta di Fabio Pisani a Identità di Pasta

Sul palco il duo si è alternato a preparare due piatti di pasta ispirati alle loro rispettive provenienze geografiche. Il pugliese Pisani ha fatto uno gnocco di tarallo (riscaldato in una bouillon di finocchietto selvatico fino a gonfiarsi, poi ripassato in padella e in forno) con un ragù di agnello del Gargano e una crema di latte all’aceto. Il valtellinese Negrini invece ha azzardato ancora una volta una ricetta decisamente eretica: una “pummarola delle Alpi” con burro, cipolla, concentrato di pomodoro e Grana Padano. Come quella che gli preparava sua mamma - e che ancora rappresenta l’idea di “sugo all’italiana” in buona parte del mondo. Come formato gli spaghetti Felicetti, 100% Monograno Senatore Cappelli: «Siamo orgogliosi di portare sul palco la pasta secca che è sempre stata snobbata,» dice Riccardo Felicetti

La Pummarola delle Alpi di Alessandro Negrini

La Pummarola delle Alpi di Alessandro Negrini

Due modi diversi di intendere la pasta, due diverse memorie del gusto. «Al Sud prima si fa il sugo e poi la pasta. Invece al Nord noi buttiamo la pasta e poi ci chiediamo: e ora?» così Negrini spiega come al Nord, almeno nelle famiglie, il condimento venga dopo, e non sia mai il protagonista, nemmeno nell’impiattamento. Pisani annusa il piatto, scherza: «Senti che profumo di pizzoccheri! Proprio come il ragù di mia nonna la domenica...».

Poi tornano seri. «Si pensa alla gastronomia italiana come qualcosa che cambia e si dimentica. Noi invece facciamo ricerca sul passato, senza mai ripetere la ricetta reale, ma solo cercando di capire.»

Interviste di Negrini-Pisani al termine della loro lezione a Identità Milano: qui negli studi di La Cucina Italiana...

Interviste di Negrini-Pisani al termine della loro lezione a Identità Milano: qui negli studi di La Cucina Italiana...

...e qui in quelli di Tgcom24

...e qui in quelli di Tgcom24

Alla fine, senza nulla togliere alla pasta, la curiosità maggiore rimane un’altra. Come fanno Negrini e Pisani a lavorare insieme, dopo tanti anni, tante avventure e soprattutto un confronto quotidiano? Come fanno a farlo con quello spirito? «Penso che lavoreremo insieme altri cinquant’anni. Ormai abbiamo creato un metodo di lavoro» afferma convinto Pisani. «Il segreto del nostro successo è l’amicizia. L’uno vede l’altro più spesso di quanto vede la propria moglie. E non ci basta! Pensa che quando non sono al ristorante mi chiama» conclude Negrini. E ridono insieme.


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