La carica del 1024

A tavola nella "calda" Hastings, isola nord della Nuova Zelanda. Specialità, verdure

18-01-2014
L'ingresso del Restaurant 1024 (Ten Twenty Four) d

L'ingresso del Restaurant 1024 (Ten Twenty Four) di Pakowhai, Isola Nord della Nuova Zelanda, appena fuori 
Hastings, telefono +64.(0)6.8706440. 40 coperti interessanti, controllati a vista da Kent Baddeley, chef-patron già al lavoro nel noto Petit Lyon di Wellington

Il Restaurant 1024 si trova a Pakowhai, nell’Isola Nord. Il nome deriva dal numero civico del risorante sulla Pakowhai road, appena fuori Hastings; la zona è Hawke’s Bay, quindi a est, che molto spesso ricorda alcuni paesaggi italiani. La zona è prona a siccità e mediamente più calda della costa occidentale, e offre molte possibilità di divertimento per i moderni foodies.

Nella cucina a vista si intravedono 4 persone al lavoro per quelli che sono complessivamente circa 40 coperti alloggiati in un'ex winery. All’esterno ci sono botti ovunque, che hanno trovato una nuova vita come portafiori, tavoli di appoggio ed elementi decorativi, a ridosso di un dehors pavimentato che si incastra nell’atmosfera nostrana del luogo. Non potrebbe essere più countryside neozelandese fuori, ma dentro si respira il passo delle cucine moderne di città.

Cervella d'agnello, romesco e fichi disidratati

Cervella d'agnello, romesco e fichi disidratati

Kent Baddeley, lo chef-patron, ha gestito e portato al successo uno dei più famosi e costosi locali di Wellington anni addietro, il Petit Lyon, per poi ritirarsi qui e riproporre la sua cucina completamente rinnovata e alleggerita della zavorra che lo obbligava a praticare prezzi estremamente impopolari. Invece al 1024 si respira aria più alla mano e contemporaneamente molto rilassata per quello che aspira a essere un punto di riferimento tra Napier e Hastings.

Si cena senza tovaglia e con bicchieri aggraziati seppure dallo stile retrò, con un menu che non viene ufficializzato prima di mezz’ora dall’inizio delle danze. I piatti che arrivano in tavola sono estremamente colorati e seguono chiaramente una tematica comune nella successione. Si lavora molto sulle verdure qui anche se non mancano carne nè pesce, e si trae ispirazione dalla mutivariegata composizione demografica della zona, sia nella ricerca delle suggestioni che degli ingredienti.

Il cuoco Kent Beddeley

Il cuoco Kent Beddeley

Qualche imprecisione sfugge e si nota. A noi é capitato uno sbilanciamento su un piatto a base di tacchino che voleva richiamare i classici tronchetti natalizi con il candido colore centrale opposto alle più colorate materie di contorno: ne è risultato un piatto leggermente troppo asciutto ma è impossibile non apprezzare la necessità di Baddeley di spaziare e stupire. La carta dei vini è estremamente regionale, ma talvolta è concesso il bio per occasioni speciali. I dessert chiudono con grazia la cena, dai marshmallows ravioli ai board di formaggi e piccole produzioni enoiche di accompagnamento.


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