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Guida ai ristoranti d'autore in Italia e nel mondo con i premi alle giovani stelle

Francia

Le Clarence

Se dovessimo indicare la novità più importante nella ristorazione a Parigi negli ultimi tre anni non avremmo esitazioni: diremmo Le Clarence. Aperto alla fine del 2015 nell’elegante Hotel Dillon, ha passo dopo passo consolidato la sua fama per avviarsi a diventare il ristorante più di ogni altro in grado di mutare il volto dell’alta cucina parigina. Lo chef Christophe Pelé si è formato principalmente con Bruno Cirino e Pierre Gagnaire. Alla fine del 2007 il grande passo, l’apertura di un proprio ristorante, La Bigarrade. In questo è coadiuvato dal sous-chef che ancora è con lui a Le ClarenceGiuliano Sperandio.

Le Clarence non esistono menu, o carta, prefissati, si possono solo avere 3, o 5, o 7 piatti principali. Ma qui interviene la grande novità: la flessibilità della sala e della cucina nei confronti del cliente che voglia esporre le proprie particolari preferenze o esigenze, da intersecare con la varietà dei prodotti disponibili. Un menu “su misura”, in una sorta di haute couture della cucina.

In due giorni consecutivi abbiamo avuto due menu completamente diversi, di pressoché pari grande valore. Prendiamo uno dei due menu, costituito dagli amuse-bouche Scampi; Astice; Animelle; Anatra; Formaggi; I dessert. Gli scampi, serviti in quattro tempi nell’arco di un quarto d’ora. Un’ispirazione e una fantasia serene che spaziano in modo leggibile su tutta la tastiera della modernità. Grandioso anche il servizio e così la cantina.

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Le Clarence, Parigi ha il suo Pelé

Chef

Christophe Pelé

Sous-chef

Giuliano Sperandio

In sala

Cédric Servain

In cantina

Cédric Servain

Contatti

+33(0)182821010

31 avenue Franklin Delano Roosevelt
75008 - Parigi
le-clarence.paris
reservation@le-clarence.paris
PORTAMI LÌ
Chiusura
domenica e lunedì
Ferie
variabili
Menu degustazione
130, 190 e 320 euro

Ristorante con camere

Perché fermarsi
perché è la novità parigina più interessante degli ultimi 3 anni
Gianni Revello
Gianni Revello

ligure, nell'attesa di ciò che mangerà talvolta scrive di ciò che ha mangiato: buono da scrivere, buono da mangiare