Riservato ma determinato, umile e in controtendenza. Le scelte e lo stile di Paolo Lopriore sin dai tempi del Canto a Siena e fino ai giorni nostri, nello spazio familiare della sua Appiano Gentile che ormai ha già qualche anno sulle spalle, hanno sempre fatto discutere per l'originalità e il talento indiscusso del protagonista.
Un nome, quello di Paolo, che pur rimanendo ai margini delle stelle e delle liste, le quali sembra siano ormai le uniche a determinare la bontà o la fortuna di un ristorante (ma in realtà non è vero), non manca quasi mai nella memoria storica di molti dei cuochi contemporanei. A riprova che il talento, il palato, il percorso professionale (parliamo di un Marchesiano di ferro) e la sensibilità non vengono meno col passare degli anni anche in un indirizzo defilato come Il Portico, che unisce un'idea di convivialità e condivisione al tavolo a un'approccio semplice e diretto, nei luoghi del cuore del cuoco.
I piatti vivono, come detto, grazie anche all'interazione dell'ospite che decide in quale misura giocare con gli elementi che vengono distribuiti sul tavolo.Un esempio di quello che arriva dalla cucina in un menu degustazione? Uovo all'uovo cacio e pepe, riso in cagnone, filetti di lavarello e burro alla salvia, salmerino affumicato, fichi in carpione, radicchio tardivo, burro nocciola, chiodi di garofano, limone, vitello arrosto con intingolo di vino bianco, pancetta croccante, pepe nero, cipolle candite in forno, purea di patate e rosmarino.
Unico e inimitabile, Lopriore rimane una splendida eccezione in un mondo troppo spesso fatto di uniformità.
+39031931982
Tavoli all'aperto
giornalista per riviste di turismo ed enogastronomia italiana, ama le diverse realtà della cucina internazionale e viaggiare