24-26 Ottobre 2020 - MiCo Milano Congressi
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Identità Golose 2020
Il senso di responsabilità
Costruire un nuovo futuro

Identità Golose Milano 2020

Identità Golose 2020 vuole fortemente contribuire a tracciare linee future che aggrediscano la crisi e questo ci ha spinto anche a scegliere un nuovo piatto simbolo, una ricetta che avesse i piedi ben saldi nella tradizione ma che fosse nuova, proiettata nel futuro proprio per darvi nuova forma. Ecco in pagina la Costata alla brace in brodo di Riccardo Camanini, con il fratello Giancarlo titolare del Lido 84 a Gardone Riviera sulla sponda bresciana del lago di Garda.

Rinascita e futuro, un futuro che andrà costruito da noi stessi, sono queste due le nostre parole d’ordine da quando l’Italia a maggio ha iniziato a riaprire i battenti e si è rimessa in moto. Molto lentamente e tra mille e mille precauzioni, ma anche, taluni, con atteggiamenti e scelte molto superficiali e proprio per questo pericolosi in chiave lotta al Covid. È un confronto continuo tra chi non crede si sia già tornati alla normalità, e ha ben cosciente i rischi che tuttora si corrono, e chi arriva a negare l’esistenza stessa del virus ma fa ben poco perché il sistema Italia sia messo nelle condizioni di tornare a camminare e produrre.

Una prima Italia che, ben conscia dei pericoli, reagisce, comunque fa impresa, intende produrre senza mettere a repentaglio la salute di tutti, e una seconda che, all’atto pratico, si arrangia, è a caccia di sussidi, si lamenta, ma alla fin fine non ha ricette reali per uscire dalla crisi perché in fondo si accontenta del poco che può uscire da una macchina frenata, rallentata dalla crisi economica e da troppe persone che preferiscono un tran tran di bassa lega.

Noi di Identità Golose ci sforziamo di rientrare sempre nella prima metà e non ci tiriamo indietro, né a Identità Golose Milano, l’Hub in via Romagnosi dove si danno appuntamento tantissimi addetti ai lavori, né in vista della 16esima edizione del congresso di Identità Golose in via Gattamelata. Tali gli impegni che ci vengono richiesti, naturalmente non solo a noi, che evitiamo di usare la parola ripartenza. Non abbiamo nulla contro di essa, da tantissimi usata, ma cerchiamo il più possibile di evitarla perché non si tratta di rimettersi in moto e basta.

Non stiamo riaprendo la casa al mare dopo l’inverno o un albergo stagionale sulle Alpi. Non siamo andati a fare il tagliando di un’auto lasciata troppo a lungo ferma in garage e l’abbiamo ritrovata con la batteria scarica e le gomme a terra. E nemmeno si tratta di cambiare il menù seguendo le stagioni.

La pandemia ha azzerato le certezze, ci ha bloccati, ha seminato paura, instillato dubbi su dubbi, svuotato interi settori dell’industria, dell’istruzione, dell’accoglienza. Il vocabolo giusto per noi è rinascita perché siamo in lotta con un nemico invisibile, subdolo nel suo diffondersi, vile. Si tratta di guardare al futuro cambiando marcia, anticipando scelte e passaggi. Quando non si ha più un presente normale, una continuità con quanto ci ha preceduto, quando gli spazi si restringono, gli spostamenti sono ridotti e anche il viaggiare in Europa diventa un’impresa, è il momento di capire come si rinasce.

È per tutta questa serie di considerazioni e di motivi che il nuovo tema della sedicesima edizione di Identità Golose 2020, nel solco del Senso di responsabilità, è Costruire un nuovo futuro. Tutto è diventato per lo meno modernariato, qualcosa di datato. Dal 24 al 26 ottobre, come quotidianamente nel sito, nelle newsletter e in via Romagnosi, proveremo a disegnare la ristorazione che verrà, l’accoglienza e la sicurezza, la produzione agricola e alimentare, la comunicazione, il turismo di affari e di piacere, il mantenersi in equilibrio tra l’imperativo di non ammalarsi e l’imprescindibile necessità di rimettere in moto l’Italia.

La risposta non è tapparsi in casa in attesa del vaccino. La risposta è prendere ogni precauzione perché si possa costruire un nuovo futuro razionalizzando quanto vissuto da fine febbraio in poi. Ed è per tutta questa serie di pensieri e di considerazioni che viviamo come un dovere il mandare in scena la 16esima edizione. Non basta parlare di rinascita, bisogna anche portare i propri mattoni.

Paolo Marchi

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