Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Spumante Pjenusac

Europa | Croazia
NOVITÀ
2026
Spumante Pjenusac

In una delle pieghe più autentiche dell’Istria occidentale, dove il vento salmastro si fonde con l’argilla rossa e la pietra calcarea affiora tra gli ulivi, nasce un vino che è insieme gesto agricolo e sussurro poetico: il Pjenusac Brut Nature di Giorgio Clai.  Questa bollicina non segue le mode, ma la misura del luogo. Clai lavora e combina tra loro uve di Malvasia Istriana,— vitigno autoctono che in queste colline attorno a Buje trova un’espressione salina e profonda — Chardonnay e Negra Tenera con una filosofia di inevitabile valorizzazione dell’uva e delle sue caratteristiche. Breve macerazione sulle bucce di Negra Tenera, fermentazione spontanea dei tre mosti, per poi assemblarli nelle vasche d’acciaio. Segue poi una rifermentazione in bottiglia con l’aggiunta di mosto appassito e matura per due anni sui lieviti. Ne risulta un Brut Nature di grande tensione gustativa, dalla bollicina finissima, che accarezza il palato e lo allunga su toni gessosi, salini, con note agrumate, di mandorla fresca e pane integrale. Il Pjenusac non sarebbe lo stesso se non nascesse qui. L’Istria, terra di frontiera e di sintesi, ha una forza identitaria che si riflette nei vini di Giorgio Clai. L’influenza mediterranea si intreccia con la bora dell’interno, regalando escursioni termiche che donano freschezza naturale e aromi stratificati. Nel bicchiere, tutto questo si traduce in un sorso minerale, verticale, vibrante.

Recensione di
Stefania Oggioni

Cresciuta tra profumi che sanno di casa, stagioni e tavole condivise, ha imparato presto che il vino non si degusta soltanto: si ricorda. La prima scintilla nasce da giovanissima, lavorando in un locale: uno spezzatino accompagnato da un calice di rosso, assaggiato quasi distrattamente prima del servizio. Di quel vino non ricorda l’etichetta, ma la magia improvvisa di quell’abbinamento sì, ed è stata proprio quella sensazione a spingerla verso il mondo vitivinicolo, con il desiderio di ritrovarla e, un giorno, regalarla anche agli altri. Per lei ogni calice è un archivio emotivo, capace di riportare alla luce luoghi, persone e istanti con la stessa precisione di un profumo ritrovato. È da questa sensibilità olfattiva, profondamente legata alla memoria, che nasce il suo modo di raccontare vino e cibo. Nelle sue degustazioni l’aspetto tecnico convive sempre con quello umano: conta il vino, certo, ma anche la luce di una sera, la voce di chi siede accanto, il paesaggio oltre la tavola e l’emozione che accompagna il primo sorso. Per questo non racconta mai bottiglie casuali, ma bottiglie vissute, attraversate da storie, incontri e sensazioni che continuano a sedimentare nel tempo, proprio come fanno i grandi vini.

Stefania Oggioni
Uve

Malvasia Istriana

Maturazione sui lieviti

24 mesi

Produzione biologica
Produzione biodinamica
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Giorgio Clai

Brajki 105, Krasica
52460 - Buje
+39 52776175
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Giorgio Clai