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Champagne Extra Brut Les Galipes de Coulommes

Europa | Francia
NOVITÀ
2026
Champagne Extra Brut Les Galipes de Coulommes

Les Galipes de Coulommes è uno Champagne che non si accontenta di seguire le regole: le riscrive con grazia. È un Extra Brut che osa, ma con garbo, nato da un assemblaggio che mette in scena un equilibrio vibrante: 65% Pinot Meunier per la polpa, la terra, il frutto; 25% Chardonnay per la tensione e la luce; 10% Pinot Noir per la spina dorsale, discreta ma essenziale. Il risultato è un vino che parla a voce piena con tono gentile. Coulommes è una parcella, ma anche un racconto: di gesso e umidità, di brezze fresche e radici profonde. In cantina, si lavora con misura e mestiere: fermentazioni controllate, legno dosato con intelligenza, lunghi mesi sui lieviti e un dosaggio che accarezza senza coprire – solo quello che serve per lasciare il vino nudo, ma non spoglio. Nel calice esplodono profumi che sfuggono ai cliché: fava tonka, pera matura, pepe bianco, gesso bagnato e un’eco di nocciola fresca, leggermente tostato. La bocca è pura energia: dinamica, salina, tesa, con una bolla finissima che danza più che spingere. Un finale che non chiude, ma svanisce lentamente, come una frase bella lasciata in sospeso. Les Galipes de Coulommes è uno Champagne per chi ha sete di autenticità e di sorprese. Per chi beve per capire, ma anche per sentire. Un calice che non si impone e si fa ricordare.

 

Recensione di
Stefania Oggioni

Cresciuta tra profumi che sanno di casa, stagioni e tavole condivise, ha imparato presto che il vino non si degusta soltanto: si ricorda. La prima scintilla nasce da giovanissima, lavorando in un locale: uno spezzatino accompagnato da un calice di rosso, assaggiato quasi distrattamente prima del servizio. Di quel vino non ricorda l’etichetta, ma la magia improvvisa di quell’abbinamento sì, ed è stata proprio quella sensazione a spingerla verso il mondo vitivinicolo, con il desiderio di ritrovarla e, un giorno, regalarla anche agli altri. Per lei ogni calice è un archivio emotivo, capace di riportare alla luce luoghi, persone e istanti con la stessa precisione di un profumo ritrovato. È da questa sensibilità olfattiva, profondamente legata alla memoria, che nasce il suo modo di raccontare vino e cibo. Nelle sue degustazioni l’aspetto tecnico convive sempre con quello umano: conta il vino, certo, ma anche la luce di una sera, la voce di chi siede accanto, il paesaggio oltre la tavola e l’emozione che accompagna il primo sorso. Per questo non racconta mai bottiglie casuali, ma bottiglie vissute, attraversate da storie, incontri e sensazioni che continuano a sedimentare nel tempo, proprio come fanno i grandi vini.

Stefania Oggioni
Uve

65%bPinot Meunier, 25% Chardonnay, 10% Pinot Noir

Maturazione sui lieviti

48- 60 mesi

Produzione biologica
Produzione biodinamica
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Jean Servagnat

37-39 rue Boissière
51390 - Coulommes-la-Montagne

info@champagneservagnat.com

Jean Servagnat