Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Krone Anphora Blanc de blancs 2017

Mondo | Sudafrica
Siamo in Sud Africa, un paesaggio dove i vigneti si alternano a savane. Curioso sottolineare che, in quest’area geografica, la viticoltura approdò nel 1600 per merito degli olandesi. Piantarono vigneti di Chenin Blanc e Chardonnay oltre a Pinotage, Merlot e altri vitigni a bacca rossa. Tulbagh, a nord est rispetto Città del Capo, rappresenta una zona viticola riscoperta in tempi recenti. Krone è una realtà che ha puntato molto sulla naturalità dei suoi vini. Il loro metodo classico si chiama MCC ossia Méthode Cap Classique. Terreni, esposizione e altitudini generano vini con grande personalità. Vigneti di Chardonnay a 700 metri s.l.m. che godono di una marcata escursione termica generata da un’insolita sosta di aria fredda dovuta al permeare dei venti, trattenuti dall’anfiteatro naturale delle montagne che li circondano. Krone Anphora Blanc de blancs 2017 esalta la freschezza di questo vitigno. Vendemmie manuali e rigorosamente notturne. Elemento fondamentale per mantenere un’elevata acidità con un basso contenuto di zucchero. Fermentato in anfora, zero dosaggio, non filtrato. Maturazione di 24 mesi. Uno Chardonnay che ti stupisce, quasi selvaggio seppur equilibrato e conviviale. Al naso e al palato si fonde in un’esplosione di agrumi e fiori di limone.
Recensione di
Cinzia Benzi

Nasce a Canelli, in Monferrato. Ama leggere e, da sempre, si applica per imparare tutto quanto sia umanamente possibile sul vino, sua ragione di vita. Una passione travolgente che le ha trasmesso papà Carlo. Si divide tra Milano, Cesenatico e Canelli. Milanese d’adozione, adora la Romagna e, dal 2020, proprio a Canelli ha eletto la sua dimora ufficiale. Ama cucinare e colleziona penne stilografiche. La Francia è la sua seconda casa, la sede dei suoi studi enoici più seri. Se i viaggi più memorabili si fanno con il cuore, quelli in terra bordolese le portano alla mente giornate indimenticabili, che cerca di trasferire in parole, attraverso i libri. Sauternes, Yquem e Bollicine sono la sua grande passione. Gli studi di psicologia sono stati fondamentali per ciò che fa oggi. Rapita dalla galassia gastronomica, complice un’insospettabile indole da buongustaia, in seguito all’incontro con il giornalista Paolo Marchi, ideatore e curatore del pianeta Identità Golose. Importante il sodalizio decennale con Giunti editore e lo chef Moreno Cedroni, di cui è biografa fin dal 2011. Hanno scritto, a quattro mani, “Susci più che mai” (2014) e “Cedroni: il pensiero creativo che ha cambiato la cucina italiana“ (2019). Nel 2017 è invece l’anno di “Vino: femminile, plurale”,14 interviste a grandi produttrici italiane e francesi. Nel 2024 scrive in più lingue "Chateau d'Yquem". Collabora regolarmente con Identità Golose firmando articoli del sito e schede della Guida Identità Golose oltre Identità di Vino con Raffaele Foglia. Coordinatrice del progetto Bollicine del mondo.

Cinzia Benzi
Uve

Chardonnay

Maturazione sui lieviti

24 mesi

Produzione biologica
Produzione biodinamica
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Krone

Twee Jonge Gezellen Rd, South Africa
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