MiruMiru 2010
Mondo | Nuova Zelanda
La storia del vino in Nuova Zelanda è tanto affascinante quanto breve, certo, se paragonata a quella millenaria europea, non breve in sé. Da quel 1819 quando si registra il primo impianto viticolo a cura di un missionario anglicano Samuel Marsden ad oggi, due secoli dopo, con circa 750 aziende vitivinicole possiamo riconoscere questo Paese come un grande produttore di vino a dispetto della sua modesta estensione e popolazione. Marlborough è una delle regioni vinicole più importanti e più conosciute, se non per altro per essere la capitale del Sauvignon Blanc. Hunter’s qui ha i suoi vigneti e la sua cantina. Avventura iniziata alla fine degli anni 70, già nel 1982 l’azienda iniziava a mietere successi, raccogliere medaglie e a rendere importante il vino di Marlborough e della Nuova Zelanda. Nel 1997 fa la sua comparsa a Londra Miru Miru (bolle in lingua Maori) una cuvée in assemblaggio Chardonnay e Pinot Nero che colpisce subito per la sua qualità a tutto tondo immediatamente riconoscibile. Ricordiamo che gli Inglesi hanno storicamente un’ottima capacità di degustazione; quindi, questo riconoscimento ha un grande valore. Tanto è che ancora oggi Miru Miru svetta alta sul podio tra le migliori creazioni effervescenti dell’emisfero Australe.
Uve
Maturazione sui lieviti
Produzione biologica
Produzione biodinamica
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