Champagne Rosé de Saignée ADN de Meunier Brut Nature
Europa | Francia
Christophe Mignon ha un rapporto privilegiato con il Meunier. Il vitigno, un tempo considerato il brutto anatroccolo della Champagne, ha trovato una sua dimensione: se in passato produrre cuvée extra brut (se non pas dosé) era una rarità, oggi, con l’abbassamento delle acidità in seguito al cambiamento climatico, un’uva meno spigolosa come il “mugnaio” diviene di attualità nel realizzare Champagne che non soffrono le acidità non bilanciate dagli zuccheri aggiunti. Christophe, da grande interprete del territorio di Festigny, nella valle della Marna, ha accolto questa sfida per produrre Champagne di carattere debordante, divenendo un riferimento di stile e approccio agronomico: pur non possedendo certificazioni, quelli che lui autodefinisce “metodi alternativi”, non sono altro che pratiche biodinamiche e omeopatiche mutuate dagli antichi sistemi di lavorazione, con la luna fondamentale riferimento. E lo si può smentire di fronte al Rosé de Saignée ADN de Meunier? Assolutamente no: già dal colore intenso, quasi un rosso scarico, denota un olfatto di frutti rossi, maturi e intensi, con l’arancia in evidenza e cenni speziati di paprica. Il sorso è sorprendente, agile e fresco, si eleva fruttato e scorrevole malgrado la struttura imponente. Come un calabrone.
Uve
Meunier
Maturazione sui lieviti
48 mesi
Produzione biologica
Produzione biodinamica
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