Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

N.S. Della Neve Metodo Classico

Piemonte |
NOVITÀ
2026
N.S. Della Neve Metodo Classico

«C’era già tutto nelle note di Thomas Jefferson. Abbiamo soltanto aggiunto una parte di Pinot Nero, per esaltare la finezza dei profumi e rendere omaggio allo Champagne». Questa frase di Aldo e Milena Vaira esprime al meglio il pensiero che c’è dietro a N.S. (Nostra Signora) della Neve, il metodo classico dell’azienda G. D. Vajra. Il 18 aprile 1787 Thomas Jefferson, in visita a Torino, disse: «C’è un vino rosso di Nebbiolo in questa zona che è davvero singolare. È dolce come il setoso Madeira, astringente al palato come il Bordeaux e vivace come lo Champagne. È un vino piacevole». Aldo Vaira ha cosi deciso di andare in quella direzione, utilizzando vigneti di Nebbiolo e Pinot Nero che crescono sulle marne bianche di Roddino, in Alta Langa. Vino rigorosamente biologico, visto che Aldo Vaira nel 1971 fu tra i primi a sposare questa filosofia produttiva e le vigne, da allora, sono cresciute secondo questi dettami. Tutte le uve vengono selezionate più volte durante la raccolta. Poi un rapido contatto con le bucce, pressatura e lunga fermentazione a bassa temperatura. Affinamento di almeno 60 mesi prima della sboccatura. Nostra Signora della Neve ha un approccio molto delicato, con un naso comunque piuttosto ampio ma non invadente. Rosa e fragolina di bosco si aggiungono a note di agrumi, con un finale anche leggermente speziato. In bocca si sentono leggermente i tannini, che danno una nota ancora più vibrante a un vino lungo e piacevole.

Recensione di
Raffaele Foglia

Quando era piccolo, sperava sempre di seguire suo papà che, una volta all’anno in primavera, partiva da Como con un furgoncino alla volta del Monferrato per acquistare qualche damigiana di Barbera o di Grignolino, da imbottigliare poi a casa. Ma doveva andare a scuola. Cresciuto a pane e vino del Piemonte, quando aveva solo 16 anni ha iniziato a scrivere articoli di sport, quasi per gioco, al Quotidiano La Provincia di Como. Ingegnere informatico mancato, ha proseguito nel mondo del giornalismo, diventando professionista e redattore, sempre alla Provincia, dove tuttora segue la cronaca, in particolare la nera. Per il rosso, il rosa e il bianco, invece, c’è sempre il vino. Dopo aver curato per quattro anni la pagina di enogastronomia “Percorsi” sullo stesso quotidiano locale comasco, ha iniziato a collaborare con Identità Golose fin dalla seconda edizione della Guida ai ristoranti, entrando a far parte poi della stessa redazione, curando in particolare, dal 2015, la newsletter Identità di Vino e seguendo, insieme a Cinzia Benzi, tutto il mondo vino. Crede fortemente che dentro ogni bicchiere di vino ci sia una storia da raccontare.

Raffaele Foglia
Uve

Nebbiolo e Pinot Nero

Maturazione sui lieviti

60 mesi

Produzione biologica
Produzione biodinamica
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