Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Altos de Pinto Bandeira

Mondo | Brasile
NOVITÀ
2026

Quando si annoverano i grandi territori del vino che sono particolarmente vocati per gli spumanti, il Brasile viene difficilmente menzionato. Nell'immaginario collettivo è il Paese del calcio, con la Seleção verdeoro cinque volte vittoriosa nella Coppa del Mondo FIFA, delle spettacolari spiagge oceaniche, da Baía do Sancho a Jericoacoara, da Praia do Forno a Copacabana o Ipanema, e del caffè, di cui è il primo produttore mondiale con una quota superiore al 30%. Eppure, quattro anni fa, una piccola area di 6500 ettari nel Rio Grande do Sul è riuscita a conquistare un primato che ha attirato l'attenzione del mondo enologico: Altos de Pinto Bandeira è stata infatti riconosciuta come la prima Denominazione d'Origine del Nuovo Mondo dedicata esclusivamente agli spumanti Metodo Tradizionale. Siamo nella Serra Gaúcha, la principale regione viticola del Paese, e qui, tra i 520 e i 770 metri di altitudine, il clima è molto diverso da quello associato agli stereotipi tropicali brasiliani; le temperature più moderate, unite a una significativa escursione termica e a precipitazioni ben distribuite durante l'anno, consentono una maturazione graduale delle uve e la conservazione di un patrimonio fondamentale per la spumantistica di qualità: l'acidità naturale. Per quanto riguarda i terreni, derivano da antiche colate basaltiche che hanno modellato l'altopiano meridionale del Brasile, e, assieme alle condizioni climatiche, contribuiscono anch’essi alla produzione di vini base caratterizzati da freschezza, precisione aromatica e tensione gustativa. La fortuna di un territorio vitivinicolo non è però esclusivamente dovuta alle sole condizioni pedoclimatiche di cui può godere, ma anche alle persone, e alle loro storie, che in tale area si stabiliscono: come le migliaia di famiglie immigrate dall’Italia, soprattutto da Veneto e Trentino, che a partire dalla fine dell’Ottocento portarono con sé una tradizione agricola che avrebbe radicalmente trasformato il paesaggio locale. Se per decenni i loro vini rimasero un prodotto essenzialmente destinato al consumo interno, nel corso del Novecento crebbe la consapevolezza che quei territori possedessero potenzialità straordinarie e particolarmente adatte alla produzione di basi spumante di altissima qualità, come, tra i primi, ben intuì l'enologo cileno Mario Geisse, arrivato in Brasile negli anni Settanta per sviluppare il progetto Chandon. Da quel momento, una costante sinergia tra produttori, centri di ricerca e università ha definito il progetto che, nel 2022, ha condotto al riconoscimento ufficiale della D.O. e del relativo disciplinare: uve provenienti da soli 65 km2 localizzati tra i comuni di Pinto Bandeira (76,6%), Farroupilha (19,0%) e Bento Gonçalves (4,4%); Chardonnay, Pinot Noir e Riesling Italico le sole varietà autorizzate; resa massima 12 tonnellate per ettaro; seconda fermentazione esclusivamente secondo il Metodo Tradizionale; affinamento minimo sui lieviti pari a 12 mesi; tipologie di sapore consentite: Nature, Extra-Brut, Brut, Sec e Demi-Sec.

Recensione di
Luca Torretta

Millesimo 1974, una laurea in Ingegneria civile e un’innata passione per cocktail, distillati e vini che non si stanca mai di scoprire, conoscere e degustare. Fermamente convinto che la profonda conoscenza di una disciplina sia indispensabile al fine di avvalersene e divulgarla al meglio, ha prima frequentato i corsi per sommelier Ais ed è poi approdato alle qualifiche Wset con lo scopo di approfondire ulteriormente le competenze internazionali in vino, spiriti e sake. Dal 2016 è collaboratore di Identità Golose.

Luca Torretta