Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Alta Langa

Piemonte |

L'Alta Langa DOCG è lo spumante brut del Piemonte che vanta una lunga storia poiché rappresenta il primo metodo classico prodotto in Italia. Fin dalla metà dell’Ottocento testimonianze storiche attestano che i conti di Sambuy, vicini geograficamente e culturalmente alla Francia, diedero inizio alla coltivazione di alcuni vitigni francesi tra cui Pinot Nero e Chardonnay in terra sabauda, per produrre bollicine secondo il modello della Champagne. Carlo Gancia, giovane enologo, da Canelli arrivò a Reims nel 1848 per studiare il fenomeno spumantistico dello Champagne e tornato in Monferrato, con il fratello Edoardo, avviarono una piccola attività per iniziare a produrre il primo spumante italiano con il metodo “champenoise”. Dal Novecento ai giorni nostri l’evoluzione è stata costante con l’obiettivo di puntare sulla qualità assoluta e proprio nel 1990 nacque il Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte poi trasformato in Tradizione Spumante. Oggi la denominazione ha una produzione di 3 milioni di bottiglie dalla vendemmia 2021. Solo nel 2002 Alta Langa è diventata Denominazione di Origine Controllata e nel 2011 ha ottenuto la DOCG. Un disciplinare molto rigido che prevede l’utilizzo di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o in blend, in percentuale variabile. Può esistere un Alta Langa bianco, rosé, brut e non dosato. L’affinamento minimo sui lieviti è di 30 mesi. Il tempo è un elemento fondamentale per generare una bollicina di alta qualità. L’Alta Langa è uno spumante esclusivamente millesimato ossia nasce da un’unica vendemmia riportando in etichetta l’anno del raccolto delle uve. Il terroir ideale per questa denominazione vede l’altitudine come alleato primario. Le colline di produzione distese tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria partono dai 250 metri sul livello del mare. Sono terre molto diverse tra loro intrise di storia, circondate dalle montagne, talvolta non distanti dal mare e perfettamente ventilate per ottenere uve impeccabili per il processo produttivo. Le peculiarità territoriali che esprimono questo mosaico di colline generano bollicine diverse tra loro con un comune denominatore: l’eleganza assoluta. Il consorzio di tutela è composto attualmente da 90 soci viticoltori maggiormente presenti nelle provincie di Asti e Cuneo. Interessante lo sviluppo recente dei comuni di Murazzano, Vicoforte e Dogliani che svelano bollicine identitarie di un territorio meno noto che riserverà grandi sorprese nel prossimo futuro.

Recensione di
Cinzia Benzi

Nasce a Canelli, in Monferrato. Ama leggere e, da sempre, si applica per imparare tutto quanto sia umanamente possibile sul vino, sua ragione di vita. Una passione travolgente che le ha trasmesso papà Carlo. Si divide tra Milano, Cesenatico e Canelli. Milanese d’adozione, adora la Romagna e, dal 2020, proprio a Canelli ha eletto la sua dimora ufficiale. Ama cucinare e colleziona penne stilografiche. La Francia è la sua seconda casa, la sede dei suoi studi enoici più seri. Se i viaggi più memorabili si fanno con il cuore, quelli in terra bordolese le portano alla mente giornate indimenticabili, che cerca di trasferire in parole, attraverso i libri. Sauternes, Yquem e Bollicine sono la sua grande passione. Gli studi di psicologia sono stati fondamentali per ciò che fa oggi. Rapita dalla galassia gastronomica, complice un’insospettabile indole da buongustaia, in seguito all’incontro con il giornalista Paolo Marchi, ideatore e curatore del pianeta Identità Golose. Importante il sodalizio decennale con Giunti editore e lo chef Moreno Cedroni, di cui è biografa fin dal 2011. Hanno scritto, a quattro mani, “Susci più che mai” (2014) e “Cedroni: il pensiero creativo che ha cambiato la cucina italiana“ (2019). Nel 2017 è invece l’anno di “Vino: femminile, plurale”,14 interviste a grandi produttrici italiane e francesi. Nel 2024 scrive in più lingue "Chateau d'Yquem". Collabora regolarmente con Identità Golose firmando articoli del sito e schede della Guida Identità Golose oltre Identità di Vino con Raffaele Foglia. Coordinatrice del progetto Bollicine del mondo.

Cinzia Benzi