Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Asti Spumante e Moscato d'Asti

Piemonte |
enti / consorzi
Asti è una città medievale, nel cuore del Monferrato, incastonata tra vigneti e colline dove ha origine l’omonimo spumante creato con il vitigno Moscato. Qui è nato il Consorzio dell’Asti, riconosciuto dal 1932, dove tuttora è presente la sede storica in Piazza Roma. Un organo di tutela che promuove e valorizza l’Asti e il Moscato d’Asti DOCG sia in Italia sia nel mondo. Un Consorzio che svolge tutte le funzioni di controllo di filiera e vigila sulle contraffazioni della denominazione. Asti è la città delle cento torri medievali tra cui spicca la monumentale cattedrale gotica romana di Santa Maria Assunta, che identifica il volto di un comune di mercanti e di banchieri. Una città che ha dato i natali a Giorgio Faletti, Paolo Conte e Vittorio Alfieri. Proprio il cuore cittadino è un tributo ad Alfieri: a lui sono dedicate una via, una piazza, un liceo e un bellissimo teatro. Parafrasando la sua celebre frase “Volli, volli, fortissimamente volli” si può affermare che gli astigiani sono vigneron tenaci, sempre pronti a lavorare per ottenere grandi vini. Nel 2014 questi paesaggi vitivinicoli sono stati nominati Patrimonio Mondiale dall’UNESCO. Programmate un viaggio nelle terre del Moscato per scoprire un paesaggio fiabesco che non dimentica le tradizioni esaltando la qualità della vita. Tavole imbandite di tajarin, agnolotti del plin, carne cruda di Fassona battuta al coltello, vitello tonnato e peperone con la bagna cauda: qui la tradizione si affianca all’innovazione per ristorare corpo e anima. I ricordi d’infanzia di chi scrive sono intrisi di uve Moscato, la merenda perfetta era un grappolo d’uva succoso, dolce e dal profumo floreale. Il Moscato è il vitigno piemontese a bacca bianca coltivato solo nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria. Un acino d’uva che gli antichi Greci chiamavano anthelicon moschaton e i Romani “uva apiana” perché si riteneva che la dolcezza ne attirasse le api. Non si può dimenticare Canelli, patria del Moscato d’Asti, che dal 2012 vanta una sottozona omonima. Uno dei borghi più belli d’ Italia circondato da filari pennellati da una collina all’altra. Imperdibili le visite delle cantine canellesi definite Cattedrali Sotterranee, interamente scavate a mano, per una superficie di circa 5.000 metri quadrati e protette dall’UNESCO. Da pochi anni, oltre alla versione dolce, è possibile produrre un Asti Spumante dry, extra dry, brut, extra brut e non dosato sia con metodo Martinotti sia con metodo Champenoise.
Recensione di
Cinzia Benzi

Nasce a Canelli, in Monferrato. Ama leggere e, da sempre, si applica per imparare tutto quanto sia umanamente possibile sul vino, sua ragione di vita. Una passione travolgente che le ha trasmesso papà Carlo. Si divide tra Milano, Cesenatico e Canelli. Milanese d’adozione, adora la Romagna e, dal 2020, proprio a Canelli ha eletto la sua dimora ufficiale. Ama cucinare e colleziona penne stilografiche. La Francia è la sua seconda casa, la sede dei suoi studi enoici più seri. Se i viaggi più memorabili si fanno con il cuore, quelli in terra bordolese le portano alla mente giornate indimenticabili, che cerca di trasferire in parole, attraverso i libri. Sauternes, Yquem e Bollicine sono la sua grande passione. Gli studi di psicologia sono stati fondamentali per ciò che fa oggi. Rapita dalla galassia gastronomica, complice un’insospettabile indole da buongustaia, in seguito all’incontro con il giornalista Paolo Marchi, ideatore e curatore del pianeta Identità Golose. Importante il sodalizio decennale con Giunti editore e lo chef Moreno Cedroni, di cui è biografa fin dal 2011. Hanno scritto, a quattro mani, “Susci più che mai” (2014) e “Cedroni: il pensiero creativo che ha cambiato la cucina italiana“ (2019). Nel 2017 è invece l’anno di “Vino: femminile, plurale”,14 interviste a grandi produttrici italiane e francesi. Nel 2024 scrive in più lingue "Chateau d'Yquem". Collabora regolarmente con Identità Golose firmando articoli del sito e schede della Guida Identità Golose oltre Identità di Vino con Raffaele Foglia. Coordinatrice del progetto Bollicine del mondo.

Cinzia Benzi