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Nel 1994, l’ampelografo francese Jean Michel Boursiquot, chiamato in Cile da Viña Carmen per una consulenza, passeggiando tra i vigneti di Merlot della cantina, si rese conto che le piante che stava esaminando non erano effettivamente Merlot ma Carmenere, un vitigno francese originario della regione di Bordeaux che era stato considerato, fino a quel momento, estinto a seguito della devastante epidemia di fillossera che aveva distrutto i vigneti del Vecchio Continente nella seconda metà dell’800. Questo episodio della storia della viticoltura mondiale ben rappresenta l'unicità del Cile come territorio vinicolo. Singolarità conferitagli dalla morfologia del suo territorio: protetto a nord dal più arido deserto al mondo, a est dalle nevi e dalle altitudini della Cordigliera delle Ande, a sud dalle distese desolate e dai ghiacciai della Patagonia cilena e a ovest dall’Oceano Pacifico, il Cile è chiuso in una sorta di "cassaforte naturale che permette alla sua agricoltura di prosperare senza dover combattere le piaghe che affliggono altre realtà. Non si avventuri ad attraversare le frontiere, l’incauto viaggiatore, con una mela dimenticata nello zaino come snack: gli ufficiali di frontiera - che si stia attraversando un passo delle Ande a 4000 m di altezza o ci si trovi in un aeroporto del paese - la troveranno, senza alcun dubbio, e vi faranno passare una delle più spiacevoli mezzore della vostra vita: l’eccezionale isolamento geografico del Paese va difeso da elementi esterni potenzialmente nocivi - vedi la mosca della frutta - di cui una mela può essere involontario veicolo. Il Cile è un “lungo petalo di mare e vino e neve” come lo descriveva Pablo Neruda: un Paese che registra come punto di massima larghezza 360 km e che si estende, per la sua lunghezza, da nord a sud, per 4200 km. Condizioni che regalano un'impressionante varietà climatica spostandosi dall’estremo settentrionale all’estremo meridionale, a cui corrispondono terroir che danno vita a vini con caratteristiche molto diverse. Il suo paesaggio vinicolo si divide in 16 Valli (da non confondere con le 16 regioni amministrative in sui è diviso il Paese) che si snocciolano da nord a sud: dalla Valle de Copiapó, nell’estremo settentrionale, nella regione di Atacama, dove i vigneti si piantano tra i 2400 e i 3200 m di altezza, alla Valle de Osorno, nell’estremo meridionale del Paese, dove la temperatura media annuale è di 10 gradi e i vigneti crescono bagnati da abbondanti piogge e su suoli vulcanici.