Franciacorta
Lombardia |
Franciacorta, punto. È sinonimo di vino effervescente - guai a chiamarlo spumante, il Consorzio dei produttori si dissocia - generato dalla rifermentazione in bottiglia. Lunga, minimo 18 mesi per le etichette che non riportano l’annata; almeno 30 per il Millesimato e 60 per le Riserva. Prima DOCG italiana istituita per la specifica tipologia (correva l’anno 1995), nasce nel territorio di 20 comuni in provincia di Brescia con epicentro nell’anfiteatro morenico a sud del lago d’Iseo. L’assioma territorio-vino è naturalmente stato generato dalle caratteristiche pedoclimatiche: non si possono infatti raggiungere certi risultati senza basi - nel caso specifico, una parola che ha duplice valenza – compatibili con il progetto. Ma quest’ultimo deve essere necessariamente elaborato dagli uomini, dalle loro ambizioni e dalle scelte che ne conseguono. Se a Franco Ziliani della Guido Berlucchi si deve nel 1961 la genesi del primo Franciacorta dell’era moderna, alle cantine capitanate da nomi illustri che hanno puntato sulla qualità a 360 gradi si deve la crescita del movimento enologico. Un percorso riassunto nel disciplinare di produzione, opportunamente modificato a più riprese per centrare l’obiettivo di specializzare e migliorare il vigneto e il metodo Franciacorta. Attualmente sono poco più di tremila gli ettari iscritti alla DOCG: il 70% circa costituito da Chardonnay; il 20% pinot nero; il 10% pinot bianco. Si affaccia l’Erbamat, vitigno bianco autoctono a maturazione tardiva a forte concentrazione acida, introdotto nel 2017 fino ad un massimo del 10% (in realtà fino ad oggi si contano sulle punte della dita di una mano le cantine che effettivamente lo utilizzano). In crescita continua la produzione e la vendita che proprio nel 2021 ha superato la soglia dei 20milioni di bottiglie. La fa da padrone il Brut senza annata anche in versione Satèn, marchio esclusivo del Franciacorta ottenuto da sole uve bianche (quasi sempre Chardonnay in purezza) con aggiunta inferiore di zuccheri al tiraggio e di conseguenza minore sviluppo di C02 in bottiglia (4,5 atm invece delle consuete 6). Da notare come nel corso degli anni i dosaggi siano diminuiti diventando sempre meno impattanti. A tal proposito va segnalato come il quantitativo di zucchero aggiunto sia dimezzato nel corso del tempo, passando da una media per i Brut che si attestava sui 10 gr/litro agli attuali 5. E sempre più hanno successo i Franciacorta a Dosaggio Zero (sinonimi: Nature; Zero; Pas Dosè).