Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Champagne Parte 1

Europa | Francia

La zona di produzione dello Champagne è situata al limite settentrionale della coltivazione della vite, e beneficia di un doppio influsso climatico, il clima mite dell'Atlantico e il clima rigido continentale, con le sue forti escursioni termiche completa la magia di questo terroir ed è responsabile nel conferire al prodotto finale una meravigliosa acidità ed eleganza. La composizione del terreno è altresì molto importante, composto di craie: pietra calcareo - gessosa, che costituisce il 75% del suolo della Champagne, fenomeno derivato dal ritirarsi delle acque marine, avvenuto circa 70 milioni di anni addietro. Quattro sono le tipologie di terreno prevalenti: gessosi nella Montagna di Reims, nella Grande Vallée de la Marna (settore orientale della Vallée), in Côte des Blancs, in Côte de Sézanne, nel Vitryat e a Montgueux; argillosi in Vallée de la Marne (settore occidentale); marnosi (argillo-calcarei) nell’Aube (pressoché identici a quelli di Chablis, ricchi di fossili marini del Kimmeridge); sabbioso-silicei a nord della Montagne di Reims, nei dintorni del Massif de Saint Thierry. I VITIGNI La produzione si concentra su tre vitigni principali: Chardonnay (30%), pinot noir(38%) e Meunier (32%). I tre vitigni concorrono in assemblaggio o da soli, alla produzione dello Champagne. Le tre varietà, avendo particolari peculiarità che le contraddistinguono, conferiscono al vino caratteristiche diverse. Ma altri 4 vitigni sono autorizzati e rappresentano solo lo 0,4% della superficie vitata: l’Arbane, il Pinot blanc, il Petit Meslier e il Pinot gris. Contribuisce alla creazione di un prodotto straordinario, non solo il territorio ed il clima ma anche l’uomo, che ha redatto una regolamentazione specifica e severa nelle diverse fasi di produzione, che riguarda: - la coltura, - che consente di utilizzare solo alcuni vitigni; - sistemi di allevamento e potatura differenziati da zona a zona; - la densità di piantagione; - la vendemmia; - le rese in campagna e le norme per la pressatura delle uve; - le norme per il processo di spumantizzazione: la méthode Champenoise. - le norme che regolano la produzione dello Champagne nella Regione Champagne. Il 4 luglio 2015 l’UNESCO ha deliberato l’iscrizione di “Coteaux, Maisons et Caves de Champagne” Patrimonio dell’Umanità. È il giusto modo per affermare, anche nella sua diversità, che “il n’y a de Champagne que dans la Champagne”.

Recensione di
Manlio Giustiniani

Nato in una raggiante Catania degli anni Sessanta, cresce con la passione per James Bond e sviluppa, negli anni, una competenza profonda e riconosciuta nel mondo dello Champagne. Una regione che ama visceralmente e dove trascorre molti mesi ogni anno, seguendone da vicino terroir, vigneron e Maison.

Officier de l’Ordre des Coteaux de Champagne, è relatore in manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale dedicate al vino e alla cultura champenoise.

Co-founder di Champagne chez Moi, collabora con James Magazine, Sparkling & Dining, Champagne Society e con la guida Bollicine del Mondo, contribuendo con approfondimenti, degustazioni e analisi tecniche rivolte a un pubblico di appassionati e professionisti.

Manlio Giustiniani