Guida di Identità Golose Bollicine del Mondo

Caluso Docg

Piemonte |
Nel mondo del vino piemontese, è una zona spesso dimenticata o semplicemente sottovalutata. Eppure è una denominazione storica. Nel Canavese, non lontano da Torino, l’Erbaluce di Caluso fa parte della storia enologica della zona. E ora sta crescendo la consapevolezza di avere la possibilità di realizzare delle bollicine importanti anche qui. Il primo a crederci, negli anni Novanta, è stato Remo Falconieri, fondatore dell’azienda Cieck, che venne soprannominato “l’Archimede delle bollicine” da Carlin Petrini, anima di Slow Food. Falconieri fu il primo a vedere in questo vitigno le caratteristiche per fare un grande spumante, di qualità: la sua intuizione era giusta, grazie alle caratteristiche di acidità e di struttura dell’Erbaluce di Caluso. Attualmente sono coltivati 270 ettari per la Docg, 80% dei quali dedicato al vino fermo. Il resto è per il Passito, un’altra perla della zona, e per le bollicine. Secondo il disciplinare della Docg, l’Erbaluce di Caluso (o semplicemente Caluso Docg) nella sua versione spumante è esclusivamente Metodo Classico, 100% Erbaluce, con permanenza minima sui lieviti di 18 mesi. I terreni hanno un’origine glaciale: si tratta di una conformazione che porta a una grande variabilità di terroirs, ma anche alla possibilità di avere vini di ottima profondità. A guardare bene, si possono distinguere due versanti: uno legato alla serra morenica, con i laghi che mitigano il clima, e un altro dell’area di Caluso, dove invece, si ha una maggiore presenza di pietra focaia. Per quanto riguarda l’altitudine ci troviamo dai 200 ai 400 metri sul livello del mare. Le caratteristiche dell’Erbaluce sono legate a sensazioni di acidità e sapidità, che portano ad avere dei vini dalla notevole longevità. Assaggiando le diverse espressioni di bollicine della zona, abbiamo potuto apprezzare come questo vitigno riesca ad avere, con la spumantizzazione, grandi complessità olfattive, buona struttura e una notevole longevità. Se il disciplinare prevede 18 mesi sui lieviti, la maggior parte dei produttori si spinge su affinamenti ben più importanti. E non si tratta di un inutile esercizio di stile: l’Erbaluce di Caluso spumante sa farsi valere nel tempo. Il futuro di questa denominazione potrebbe essere davvero effervescente: credere nel Metodo Classico potrebbe essere un “X Factor” importante, per diventare protagonisti nel mondo delle bollicine.
Recensione di
Raffaele Foglia

Quando era piccolo, sperava sempre di seguire suo papà che, una volta all’anno in primavera, partiva da Como con un furgoncino alla volta del Monferrato per acquistare qualche damigiana di Barbera o di Grignolino, da imbottigliare poi a casa. Ma doveva andare a scuola. Cresciuto a pane e vino del Piemonte, quando aveva solo 16 anni ha iniziato a scrivere articoli di sport, quasi per gioco, al Quotidiano La Provincia di Como. Ingegnere informatico mancato, ha proseguito nel mondo del giornalismo, diventando professionista e redattore, sempre alla Provincia, dove tuttora segue la cronaca, in particolare la nera. Per il rosso, il rosa e il bianco, invece, c’è sempre il vino. Dopo aver curato per quattro anni la pagina di enogastronomia “Percorsi” sullo stesso quotidiano locale comasco, ha iniziato a collaborare con Identità Golose fin dalla seconda edizione della Guida ai ristoranti, entrando a far parte poi della stessa redazione, curando in particolare, dal 2015, la newsletter Identità di Vino e seguendo, insieme a Cinzia Benzi, tutto il mondo vino. Crede fortemente che dentro ogni bicchiere di vino ci sia una storia da raccontare.

Raffaele Foglia