Masseria Spina, la Puglia che adoro

Da due anni a Monopoli brilla il talento di Angelo Sabatelli, un cuoco 42enne geniale e intelligente

18-08-2012
Il cortile di accesso alla Masseria Spina, il rist

Il cortile di accesso alla Masseria Spina, il ristorante che il 42enne Angelo Sabatelli gestisce dal luglio 2010 nella sua città natale: Monopoli in provincia di Bari. Il locale non si trova sul mare, bensì in campagna, in viale Amdo Moro 27, a ridosso della superstrada che unisce il capoluogo regionale a Brindisi. Info e prenotazioni ai numeri +39.080.802396 e +39.340.5101419, e-mail info@masseriaspina.com

A volte l’ignoranza aiuta perché ti permette di accomodarti a tavola a testa vuota, niente pregiudizi, zero attese, nessuna illusione, nulla di nulla se non il desiderio di pranzare e godere della cucina di quel certo chef. Certo, avrei preferito leggere già quest’anno della Masseria Spina nella guida di Identità e non limitarmi a cogliere al volo il suggerimento di Francesco Zompì, avvocato e golosa penna salentina, ma meglio tardi che mai, soprattutto quando la storia ha un lieto fine.

Ignorante di un ignorante (inciso: temo di essere tra i pochissimi nel mio mestiere a non essere nato imparato): non sapevo assolutamente nulla di Angelo Sabatelli, 42enne pugliese di Monopoli in provincia di Bari. Non è una scusante, è giusto la verità. Da due anni, luglio 2010, è lui l’anima e il motore di Masseria Spina, +39.080.802396 e +39.340.5101419, che, per via di quel masseria nell’insegna, credevo fosse una locanda, un pugno di stanze e un ristorante. Invece sì, trattasi di una masseria, antica e fascinosa, in viale Aldo Moro 27, a meno di un chilometro dall’uscita Monopoli Nord della superstrada tra Bari e Brindisi, ma oltre l’ingresso ecco un eccellente, intelligente tavola. Per riposare e coccolarsi bisogna cercare altrove, ad esempio al Don Ferrante in via San Vito 27 sempre a Monopoli, +39.080.742521.

Un pranzo a ridosso di Ferragosto, con l’attenta Laura Sabatelli in sala e l’appassionato Gianni Tortora in cantina, sommelier che ringrazio per avermi suggerito la Syrentum al limone (le bucce dei limoni sorrentini) del Birrificio Sorrento di Striano, +39.081.8773708, scelta rivelatasi perfetta per quello che avremmo ordinato e gustato.

La Puglia è una regione dei mille volti. Chi scende lungo l’Adriatica e, superato il Molise, si ferma subito sul Gargano coglie un’unica gemma. Mi ricordano coloro che vanno in Francia lasciandosi alle spalle la Liguria e si accomodano a Mentone, bella e rasserenante, nessun dubbio, ma appena oltre il confine.

Scegliendo Masseria Spina nemmeno si entra in Monopoli, è sulla destra spalle al mare, il cartello che la indica è piccolo e il varco d’accesso in pietra grigia. Facile andare oltre e dover poi fare dietrofront per tornare indietro. Nulla di fastidioso, ma occhio a come guidano i pugliesi, i più ignorano il codice della strada e se ne inventano uno tutto loro.

"Cìalla" di taralli scaldatelli con crudo di gamberi violetti, antipasto di Angelo Sabatelli lunedì 13 agosto 2012 a pranzo alla Masseria Spina di Monopoli in provincia di Bari

"Cìalla" di taralli scaldatelli con crudo di gamberi violetti, antipasto di Angelo Sabatelli lunedì 13 agosto 2012 a pranzo alla Masseria Spina di Monopoli in provincia di Bari

Avevo sfiorato Sabatelli in facebook e nulla più. L’originale (mi auguro che nessuno creda che fb sia la realtà) è da applausi per la professionalità e la cura dei dettagli a iniziare dal sito, preciso e chiaro, con tanto di menù e di prezzi aggiornati, quando in Italia si viaggia facilmente tra la poesia più patetica e dati ammuffiti. A marzo rinunciai a prenotare per cena in un locale poco fuori Palermo perché dalle foto dei piatti, e da un generico bla bla bla, non avevo proprio capito cucina e prezzi e temevo la delusione da cucina finto-creativa.

Il sito è la principale finestra sul locale, l’osservatorio più immediato per la clientela che ancora non conosce qual certo posto o, se uno lo conosce già, per capire se ci sono nuovi piatti o eventi speciali da seguire o da evitare. Per capirci: io il 14 febbraio andrei al ristorante solo se il titolare mi assicura che non ci sono menù di San Valentino e coppie sbaciucchianti così come scappo dal carnevale per l’alto rischio di trenini, trombette e cretinate.

La carta di Masseria Spina si apre con una intera pagina di pensieri dello chef, che ruotano tutti attorno alla creatività nella semplicità, con l’innovazione vista come frutto dell’esperienza. Angelo è solido, dà l’impressione di poterti presentare i piatti della tradizione nella loro forma più ortodossa, sempre ne esista una ben precisa e non sia giusto uno stereotipo. Solo che non gli interessa. Lui propone la sua cucina, come Cracco a Milano o Gennaro Esposito a Vico Equense. Prendere o lasciare...

1. continua


Rubriche

Cibi Divini

I ristoranti di tutto il mondo raccontati nel Giornale da Paolo Marchi dal febbraio 1994 all’inverno 2011. E dalla primavera per i lettori del sito identitagolose.it