Benedetta Nebbia

Ottimi prodotti, cucina semplice. Tre ragazzi hanno aperto in zona Navigli a Milano un'insegna di prospettive interessanti

19-12-2018 | 12:00
Mattia Grilli, Federico Fiore e Marco Marone di N

Mattia GrilliFederico Fiore e Marco Marone di Nebbia, novità milanese in via Torricelli 15, zona Navigli

Dopo aver tirato su la claire il 28 novembre, i ragazzi di Nebbia avrebbero voluto aprire alla chetichella. Iniziare in sordina per dare coerenza al nome o rodare la macchina in santa pace. Ma tale è la febbre per le nuove trattorie che il passaparola corre più veloce delle intenzioni. E la gente inizia ad arrivare oltre le attese.

Com’è come non è, siamo lieti di dare conto di quest’interessante apertura in via Torricelli a Milano, un’intersezione dell’Alzaia Naviglio Pavese che si fa sempre più calda per le presenze pregresse, nell’arco di un paio di isolati, di Contraste, Carlo e Camilla in Segheria e Sadler.

Nebbia («L'abbiamo chiamato così perché è un simbolo di Milano») è l’insieme di diverse vetrine su strada, la somma di un ex pub e un’ex cartoleria, due locali che 3 giovani soci hanno rilevato e accorpato per dare forma a un ambiente luminoso, con un bancone candido all’ingresso e 48 coperti senza tovaglie, spalmati sereni in due ambienti.

Tra gli antipasti, finocchiona di cinta, salsiccia di Bra, giardiniera

Tra gli antipasti, finocchiona di cinta, salsiccia di Bra, giardiniera

Zucca arrosto, latte di capra e sesamo

Zucca arrosto, latte di capra e sesamo

Il trio è composto da due cuochi milanesi, classe 1984: Federico Fiore e Mattia Grilli, già compagni di liceo al Vittorio Veneto. Il primo si è poi laureato in Giursprudenza, il secondo in Filosofia teoretica. No, come si dice sempre in questi casi, dopo non hanno messo le lauree nel cassetto per fare i cuochi: di certo gli studi importanti sono il terreno su cui è germogliata un’attenzione colta ai dettagli, un pensiero progressivo ma strutturato, un’identità che poggia su spalle forti.

Nella linea di cucina convergono pure le esperienze importanti che i due hanno sommato in 34 primavere: Fiore lo ricordiamo bene al Ratanà di Cesare Battisti («Un punto di riferimento umano») ma ne scorgemmo la presenza in un angolo della cucina del Piazza Duomo di Alba, e pure da Chateubriand e Dauphin con Aizpitarte, alfiere tra gli alfieri della bistronomie parigina e all’Erba Brusca. Grilli ha nel palmares Armani con Filippo Gozzoli, Ceresio 7, Rovello 18, Passerini a Parigi e Momofuku Seiobo in Australia.

Il terzo socio è il sommelier monzese Marco Marone, un altro classe ‘84 che ha speso un quarto dell’esistenza a mescere allo storico N’ombra de Vin di via San Marco. Oggi è felice di comporre una bella carta con piccoli ricarichi: ora sono una quarantina di referenze che non strizzano a tutti i costi l’occhio al mondo bio-biodinamico-naturale ma «al vino buono». Un'ottima premessa per un locale che intende lavorare anche solo come bar à vin.

Primi: Tagliatelle ragù d'agnello, cardoncelli e pecorino di fossa e Spaghetti, ragù di polpo e roccolo

Primi: Tagliatelle ragù d'agnello, cardoncelli e pecorino di fossa e Spaghetti, ragù di polpo e roccolo

Trippa all'Amatriciana

Trippa all'Amatriciana

Analogamente, nel piatto sono tradotte bene le intenzioni dei due cuochi: «Fare bene cose semplici, cucinare quello che piace mangiare a noi». Dietro alla nuova semantica delle portate in carta (Inizio, Prima, Poi, Fine) c’è la quadripartizione classica all’italiana. Gli antipasti, Inizio, sono idealmente divisi in due: semplice materia prima come produttore virtuoso l’ha colta o lavorata (finocchiona di Cinta senese, salsiccia di bra e giardiniera, ostriche di Marennes) e piatti con leggeri interventi e tecniche non invasive tipiche del sottobosco bistrot/traiteur globale dei due: Palamita cruda, mandorle e coriandolo e una splendida Zucca Arrosto, latte di capra e sesamo.

Generosissimi nelle porzioni e nei sapori i primi (Prima): Spaghetti, ragù di polpo e roccolo, Tagliatelle, ragù d’agnello, cardoncelli e pecorino di fossa ma anche degli Agnolotti ai 3 arrosti e sugo d’arrosto d’alta scuola.

48 coperti in tutto

48 coperti in tutto

Il bancone all'ingresso

Il bancone all'ingresso

La Trippa all’amatriciana tra i secondi (Poi) è un manifesto delle intenzioni. Un pensiero libero e laico, per nulla impantanato sui dogmi del territorio o del chilometro zero. Un progetto naturalmente ancora molto perfettibile e con ampi margini di manovra (fatevi portare al piano di sotto...). 

P.S. A pranzo Nebbia è aperto solo sabato e domenica, da febbraio estenderanno agli altri giorni della settimana. Fuori c'è un ampio spazio per disporre tavolini che si preannunciano affollati.

Nebbia Milano
via Torricelli 15
Milano
+39.02.82781557
Chiuso lunedì, a pranzo aperto solo sabato e domenica
Prezzi medi: antipasti 10 , primi 13, secondi 18, dolci 6 euro


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