No Planet B di Franco Aliberti, un dessert contro l'inquinamento

Il ricordo d'estati lontane e spiagge ora invase dalla plastica nel dolce dello chef dei Tre Cristi a Milano, che riapre domani

01-09-2019
No Planet B, dessert al piatto con biscotto, crema

No Planet B, dessert al piatto con biscotto, crema al limone, un ghiacciolo alla menta e cialde croccanti di menta, fragola e zafferano. Il suo autore è Franco Aliberti

Quella delle spiagge invase dalla plastica è un’immagine alla quale, ormai, siamo purtroppo abituati. Tanto da non farci quasi più caso. Invece dovremmo tutti rifletterci un po’ di più. Andando anche al di là delle belle parole, dei plausi all’impegno delle associazioni ambientaliste come il Wwf per la pulizia dei litorali e della soddisfazione per i divieti all’utilizzo della plastica in spiaggia (per fortuna, si moltiplicano). A porre l’attenzione, a suo modo, sulla questione è Franco Aliberti. L’executive chef del Tre Cristi di Milano lo fa usando un linguaggio che padroneggia alla perfezione, quello della pasticceria. Nella carta del locale meneghino di cui Aliberti ha preso le redini dopo aver lasciato La Preséf de La Fiorida, insieme ai piatti monoingrediente che non prevedono scarti, c’è No Planet B.

Aliberti è molto impegnato nella lotta per l'ambiente e la sostenibilità, anche in cucina. Contro immagini come questa

Aliberti è molto impegnato nella lotta per l'ambiente e la sostenibilità, anche in cucina. Contro immagini come questa

Si tratta di un dessert al piatto con biscotto, crema al limone, un ghiacciolo alla menta e cialde croccanti di menta, fragola e zafferano. Simboleggia, allo stesso tempo, il ricordo delle estati al mare com’erano una volta e le spiagge invase dalla plastica. «Un dolce per riflettere sulla plastica che ogni giorno finisce nel cibo che mangiamo e, nello stesso tempo, un invito a prenderne coscienza per fare la nostra parte», racconta Aliberti dimostrando così che ognuno può dire la propria anche seguendo canoni non tradizionali.

Franco Aliberti

Franco Aliberti

«Nel dolce le cialde croccanti di menta, fragola e zafferano rappresentano la plastica abbandonata sulla spiaggia. Il biscotto con la crema al limone, invece, è la spiaggia stessa sulla quale è poggiato anche un sasso apparente, con un cuore di cioccolato cotto», spiega lo chef. Accanto al piatto un altro elemento che completa: un camioncino con un ghiacciolo alla menta con l’immancabile legnetto. Chiarisce il cuoco, impegnato ogni giorno in un percorso di ecosostenibilità che non è solo di facciata: «Il ghiacciolo è il ricordo che contestualizza tutto il dessert e ne diventa icona, quello dell’infanzia al mare».

«Spero – conclude Aliberti - che questo dessert possa diventare un modo per aiutare a prendere coscienza del problema, un invito a tutti a impegnarsi a fare la propria parte. Un impegno che, per quanto mi riguarda, ho assunto in prima persona anche come membro dell’associazione Ambasciatori del Gusto». Godendo un po’ della dolcezza del dessert e della nostalgia dell’infanzia.


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