«È l'uomo-simbolo dell'unione degli chef alle prese con l'emergenza Covid». A José Andrés il Basque Culinary Prize

Il cuoco-imprenditore spagnolo negli Usa, col suo progetto World Central Kitchen, ha fornito una risposta gastronomica globale alla sfida più impegnativa del nostro tempo

23-07-2020

Lo scorso anno era stato anche candidato al premio Nobel per la pace per il suo impegno solidale quando l’uragano Maria si abbatté su Puerto Rico, mettendo in ginocchio l’isola. Lui, chef ed imprenditore spagnolo ma proprietario di una catena di ristoranti negli Stati Uniti, abbandonò tutto per andare a dare una mano; in poche settimane creò un vero e proprio network di chef, che sotto il cappello della World Central Kitchen, nell’arco di un solo mese, servì più di due milioni di pasti ai portoricani.

È stata, quella, forse la più celebre delle tante "imprese" meritorie di José Andrés (nel passato ha utilizzato la sua influenza a sostegno di cause politiche e umanitarie contribuendo a creare una forma di resilienza alimentare anche durante una catastrofe ad Haiti, e ha dedicato anni a promuovere riforme dell'immigrazione e miglioramenti occupazionali nel settore della ristorazione); e non sorprende dunque che pochi minuti fa a San Sebastiàn sia stato lui il vincitore del Basque Culinary World Prize 2020, proprio per il suo progetto World Central Kitchen, che nel frattempo è diventato una risposta gastronomica globale e collaborativa anche alla sfida più impegnativa del nostro tempo: il Covid-19. Quando la diffusione del virus ha cominciato a crescere, Andrés è sceso in campo in diverse città degli Stati Uniti e in Spagna; qui, nei momenti peggiori della crisi, Wck ha gestito circa 150 cucine in 10 città in collaborazione con chef locali, con banchi alimentari e con la Croce Rossa.

José Andrés impegnato a distribuire cibo nell'ambito del World Central Kitchen, durante la pandemia

José Andrés impegnato a distribuire cibo nell'ambito del World Central Kitchen, durante la pandemia

Secondo la giuria del Bcwp, Andrés rappresenta al meglio gli sforzi fatti dagli chef di tutto il mondo per cercare di reagire alle sfide avanzate dalla crisi; impersona lo spirito collaborativo indispensabile in tempi così critici. La determinazione, rapidità ed efficienza dimostrate da Andrés a fronte della crisi del Covid-19 hanno stimolato anche altri professionisti a lanciare programmi per risollevare il settore della ristorazione. Nelle motivazioni del premio, José Andrés viene infatti riconosciuto come ispiratore da molti tra coloro che hanno deciso di promuovere iniziative a livello locale, divenendo un simbolo globale dell’impegno di tanti suoi colleghi nel facilitare l’accesso al cibo in zone di scarsità, gestire mense di solidarietà in contesti complessi, ripristinare le catene di fornitura per i piccoli produttori, fornire sostegno diretto al personale dei ristoranti.

Sempre Andrés durante iniziative solidali negli scorsi anni

Sempre Andrés durante iniziative solidali negli scorsi anni

Ma se questo è il focus - inevitabile - del Basque Culinary World Prize 2020, la guiria ha voluto segnalare, oltre al lavoro di Andrés, quello svolto da altri nove chef, che si sono mossi al meglio nello stesso ambito. Ne sarà lieto anche Massimo Bottura, visto con una delle menzioni speciali è stata attribuita a David Hertz, per l’istituzione di banchi alimentari e altre iniziative in Brasile e Messico. Questi è il creatore di Gastromotiva, l'organizzazione nata nel 2006 per favorire l'inclusione sociale in Brasile attraverso la gastronomia; dopo quattordici anni di attività e con la collaborazione di oltre 32 organizzazioni locali, Gastromotiva è diventata un successo globale con sedi in Brasile, Messico, Sudafrica ed El Salvador. Una delle sue iniziative di punta è il Gastromotiva Refettorio, mensa a Rio de Janeiro gestita in collaborazione con Food For Soul, l'associazione no-profit fondata da Bottura e da Lara Gilmore per combattere lo spreco alimentare nell'interesse dell'inclusione sociale.

Massimo Bottura al Refettorio Gastromotiva di Rio de Janeiro

Massimo Bottura al Refettorio Gastromotiva di Rio de Janeiro

Le altre otto menzioni speciali sono finite invece a Mariana Aleixo, per il suo lavoro nelle favelas di Rio de Janeiro con Maré de Sabores; Elijah Amoo Addo, per progetti quali Food for All Africa e Chefs on Wheels in Ghana; Greg Baxtrom, per le importanti iniziative di benficienza a New York in occasione della pandemia; Simon Boyle, per gli aiuti alle persone disagiate con il suo Brigade a Londra; Tracy Chang, per Off Their Plate e Project Restore Us a Cambridge, Massachusetts; Ed Lee, per il suo lavoro a favore dei dipendenti dei ristoranti in tutti gli Stati Uniti; Juan Llorca, in Spagna, per l’aiuto dato ai genitori durante il lockdown fornendo ricette semplici e sane per i ragazzi; Nicole Pisani (nome italiano, ma ha origini maltesi, ndr), di Chefs in Schools nel Regno Unito, per avere fornito cibo a giovani disagiati durante la chiusura delle mense scolastiche.

 

«Solo coloro che lavorano nel settore della ristorazione possono contribuire a rilanciare l'economia e allo stesso tempo ricostruire le comunità»
José Andrés

Il Basque Culinary World Prize è un premio unico nel suo genere, che riconosce 100.000 euro a uno chef di qualunque parte del mondo il cui lavoro abbia contribuito a trasformare la società attraverso la gastronomia. È assegnato dal Basque Culinary Centre, istituzione leader a livello mondiale nella gastronomia, e dal Governo Basco. Il vincitore è scelto da una giuria costituita dai più importanti chef ed esperti alimentari del mondo. Presieduta da Joan Roca (El Celler de Can Roca), ne fanno parte personaggi conosciuti nel settore gastronomico come  Ferrán Adrià (El Bulli Foundation), Mauro Colagreco (Mirazur), Gastón Acurio (Acurio Restaurants), Manu Buffara (Manu), Dan Barber (Blue Hill Farm), Eneko Atxa (Azurmendi), Dominique Crenn (Atelier Crenn), Andoni Luis Aduriz (Mugaritz), Enrique Olvera (Pujol), Trine Hahnemann (Hahnemanns Køkken) e Yoshihiro Narisawa (Les Créations de Narisawa). E del comitato tecnico che ha selezionato i finalisti ha fatto parte lo stesso Massimo Bottura (Osteria Francescana).

La giuria del Basque Culinary World Prize 2020 riunita online

La giuria del Basque Culinary World Prize 2020 riunita online

Joan Roca, presidente della giuria, ha dichiarato: «In questo anno eccezionale, la nostra responsabilità era quella di essere all’altezza delle sfide attuali. Dopo molte e intense riflessioni, abbiamo deciso di focalizzarci sulle problematiche che il pianeta deve affrontare a causa del Covid-19, sfida che Jose Andrés ha affrontato con coraggio, valore e con uno sforzo titanico. La sua dedizione la lavoro è ammirabile, la capacità di gestire crisi umanitarie e la sua leadership sono state fonti di ispirazione per molte persone che si sono unite alla sua iniziativa World Central Kitchen in tutto il mondo. Questo progetto ha tra l’altro reso visibile il lavoro dei volontari che hanno trasformato la gastronomia in un potente strumento sociale»

 

 «La dedizione di Andrés la lavoro è ammirabile; la capacità di gestire crisi umanitarie e la sua leadership sono state fonti di ispirazione per molte persone che si sono unite alla sua iniziativa World Central Kitchen in tutto il mondo»
Joan Roca

Joxe Mari Aizega, direttore generale del Basque Culinary Centre, ha aggiunto: «Il 2020 ci ha messo alla prova, e il Basque Culinary World Prize dimostra come il settore abbia avuto un ruolo importante in una crisi senza precedenti. Gli chef hanno capito che potevano utilizzare le loro conoscenze, leadership, imprenditorialità e creatività per aiutare la società in diversi modi. La pandemia ha messo in luce i contributi del nostro settore nella sua interezza; di conseguenza non sarebbe stato sufficiente scegliere un solo vincitore, ma era doveroso riconoscere, con le 10 menzioni speciali, il contributo di professionisti esemplari che hanno utilizzato le loro conoscenze, creatività e volontà di intervenire nella società, sfruttando al meglio la capacità trasformativa della gastronomia».

Infine Bittor Oroz, viceministro del Governo Basco, ha affermato: «In questo complesso contesto provocato dal Covid-19, abbiamo scelto di mantenere il Basque Culinary World Prize, che è già alla sua quinta edizione, quale testimone di una crisi senza precedenti. Il premio ribadisce il proprio ruolo di individuazione e promozione di attività che favoriscano un mondo più sostenibile. Mai come quest’anno è il momento di essere vicini a un settore rilevante come la gastronomia, circondato da realtà molto complesse ma anche da un impulso al miglioramento. Penso che sia più che mai importante mettere in luce la professionalità, il carattere innovativo e d’avanguardia, l'atteggiamento solidale di uomini e donne che operano nella gastronomia».


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