Londra e il Covid-19: dagli chef italiani un aiuto concreto a bisognosi e medici in prima linea

Francesco Mazzei e Danilo Cortellini sono stati protagonisti di iniziative solidali in collaborazione con enti no profit

06-05-2020
Francesco Mazzei e Danilo Cortellini: due chef it

Francesco Mazzei e Danilo Cortellini: due chef italiani a Londra impegnati a dare un aiuto in tempi d'emergenza

“Come va a Londra?” - la domanda ci arriva ogni giorno dall’Italia da quando la crisi pandemica è esplosa, probabilmente anche per capire le differenze tra il giustamente più restrittivo lockdown italiano e quello alquanto vago impostoci dal governo Johnson.

Una delle differenze con l’Italia - se non altro con gran parte delle regioni Italiane - è che qui molti ristoranti sono riusciti a portare avanti l’attività nonostante le restrizioni, trovando spesso un modo per tenersi occupati e in molti casi facendo allo stesso tempo del bene. Molti chef infatti hanno messo a disposizione le proprie cucine, i propri rifornimenti e il proprio staff (con le dovute precauzioni ovviamente) per cucinare pasti per chi ne ha bisogno o per il personale medico e altri lavoratori chiave.

Tra costoro due connazionali: Francesco Mazzei e Danilo Cortellini. Volti noti - celebrity chefs, che strana espressione - eccellenti rappresentanti della nostra cucina nel Regno Unito e che conosciamo da tempo. Sappiamo bene che essere coinvolti in iniziative benefiche non ha niente a che vedere con la necessità di farsi notare, anzi.

Francesco Mazzei, ambassador Grana Padano all'ombra del Big Ben

Francesco Mazzei, ambassador Grana Padano all'ombra del Big Ben

Un dettaglio delle porzioni di Gnocchi alla sorrentina preparate in questi giorni da Francesco Mazzei

Un dettaglio delle porzioni di Gnocchi alla sorrentina preparate in questi giorni da Francesco Mazzei

Avendo chiuso temporaneamente i suoi 3 ristoranti della capitale, Francesco Mazzei, ambassador Grana Padano all'ombra del Big Ben, proprio non ce la faceva a stare con le mani in mano; dalla sua bella cucina di casa ha cominciato a condividere degli appetitosi tutorial sui social (i bomboloni con la crema che ha fatto per i figli erano da leccarsi i baffi) con tanto di ‘cook along’ (seguitelo soprattutto per scoprire i segreti della pasta fatta in casa). Ma non gli bastava e così ha riaperto la cucina della trattoria Radici per preparare ogni giorno dei piatti all’italiana per lo staff medico impegnato in prima linea, che così può almeno trovare un ben meritato momento di pausa e rifocillarsi come si deve.

Tutto questo reso possibile da una partnership con una non profit locale - Heroes - fondata da personale NHS in sostegno ai propri colleghi; l’ente ha identificato tra aree di interesse chiave durante la pandemia la consegna di cibo attraverso infrastrutture esistenti come ristoranti, cucine commerciali e attività di ristorazione.

La cucina di Radici al lavoro in questi giorni particolari

La cucina di Radici al lavoro in questi giorni particolari

I piatti di Mazzei vanno quindi alla mensa dell’ospedale di Mile End Hospital che viene utilizzata dal personale del gruppo Barts Health. A tutt’oggi, Francesco e il suo staff hanno preparato, impacchettato e consegnato oltre 800 pasti: in menu, tra le altre cose, Gnocchi alla sorrentina e Stufato di pollo ai funghi.

Dall’altro lato della città, in una surreale e vuota Mayfair - Danilo Cortellini, head chef della nostra Ambasciata a Londra - pur continuando a cucinare per l’Ambasciatore - ha deciso di offrire un aiuto a una charity con la quale da anni collabora, FoodCycle. E' una associazione solidale che combatte l'isolamento delle persone più vulnerabili attraverso la creazioni di pasti settimanali con ingredienti di recupero; i benefici sono duplici, perché si trova una vera e propria soluzione etica al 'surplus' alimentare sfamando chi ne ha bisogno.

Danilo Cortellini

Danilo Cortellini

FoodCycle opera in tutto il Regno Unito e la richiesta crescente che i loro servizi hanno avuto negli ultimi anni parla chiaro, provando quanto siano efficaci i loro sforzi. Oltre al team principale che lavora full time per l'associazione, FoodCycle conta su un esercito di circa 5000 volontari; inoltre, la grande maggioranza dei 'progetti' ovvero delle location utilizzare per preparare e servire i pasti viene messa a disposizione a titolo gratuito.

Allo scoppio della pandemia tutti i progetti FoodCycle sono stati chiusi e la charity si è trovata senza cucine. In poco tempo si sono organizzati per il servizio di consegna pacchi con prodotti alimentari ed alcuni progetti sono riusciti così a ripartire. Chi si trova in difficoltà - anziani, soggetti ad alto rischio di contagio, i meno abbienti - può quindi registrarsi sul sito di FoodCycle attraverso un formulario per poter usufruire di tale servizio.

Ma c’era bisogno di fare di più. Danilo quindi non ha esitato a mettere a disposizione il proprio lavoro e la propria brigata ancora una volta per provvedere alla mancanza di pasti pronti. Con il supporto dell'Ambasciatore Trombetta utilizza la cucina della sede per creare degli "Italian take-aways", forte anche delle donazioni di prodotti che i suoi fornitori stanno facendo per offrire un ulteriore aiuto all’iniziativa.

Per il momento i pasti italiani sono distribuiti dai volontari di Marylebone e Hackney, due tra i progetti della città. «I numeri sono ancora relativamente bassi - spiega con modestia Danilo - qualche centinaio a settimana ma da qualche parte bisogna iniziare».

Questi numeri non ci sembrano per niente riduttivi, anzi; tra i piatti preparati Pasta al forno con besciamella e Grana Padano e Polenta al tartufo. Questa iniziativa ha anche permesso a Danilo e i suoi ragazzi di cucina di ritrovare l’energia dei tempi pre-pandemia: «Finalmente dopo un mese e mezzo di stallo abbiamo nuovamente un po' di grinta in corpo!».

E non sono solo i grandi chef a offrire le proprie capacità per fare del bene, ma tanti Italiani meno conosciuti. Tra gli altri, vale la pena menzionare la pizzeria napoletana Theo’s di Camberwell: aperta solo per un ridotto numero di pizze take away ogni sera per la gioia di chi abita in zona, tramite il proprio sito raccoglie fondi per poi sfornare pizze e panuozzi consegnati allo staff dell’ospedale del King’s College nel centro di Londra.


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