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I miei 4 cantoni a New York, da Harlem a Williamsburg

di Michele Casadei Massari
Cafe Mogador, cucina marocchina nell'East Village (foto sideways.nyc)

Cafe Mogador, cucina marocchina nell'East Village (foto sideways.nyc)

New York City come Bologna? Ma perché no! E soprattutto, se è vero che il giallo e il rosso sono i colori della mia città di origine e la sua cucina e la sua cultura la rendono la grassa e la dotta, allora i cieli di New York City, cieli del tutto napoletani, e i grattaceli felliniani che corrono al cielo come sogni caotici rumorosi, la rendono la solare, musicale e “l’alta” New York City?

Esiste anche Williamsburg, l’affaccio di Brooklyn che guarda la città e io vivo proprio qui, sull’acqua a rimirar. Questa città la capisci al meglio vivendola nella pancia e guardandola dalle rive opposte, perché ti permette di sentirne il movimento continuo e vederne il profilo, lo skyline e volerne ancora e ancora. Forse Bologna come New York City non sono mai state vicine come ora al mio cuore, come in questi anni recenti di cambio e rivendicazione di quanto amo cosa faccio, come lo faccio e le mie motivazioni. Non ho mai avuto maggior appetito di condivisone e grandi cibi come ora. La mia lista, mi correggo, i miei 4 cantoni, il mio porticato culinario si eregge di una città che non ricorda nessuno, ma rende e ha reso popolari, inestimabili ed eterni tantissimi, al punto di non ricordarne i nomi, ma solo le gesta.

Dal 2009 inizio sempre la giornata da Williamsburg, stesso quartiere, stessa casa e un paesaggio mozzafiato in continuo cambiamento. Concertazione di palazzi che crescono e locali che aprono e chiudono. Conio un nuovo termine, il quartiere generazionale, un cambio generazionale che mi ha visto su queste stesse strade avventurarmi in preparazioni a base di quinoa e alghe spirulina e ora? Vedo Italiano, cibo, cibo italiano ovunque: rivisto, inglobato, incorporato, reinventato, pasticciato e riproposto. Qui una volta svettava la mitica e sfinita, poi rimpiazzata, Villita Bakery, che offriva torte personalizzate per ogni occasione, mai viste, se non quella in vetrina, con un nuotatore vintage che sposava Pocahontas… cose di qui.

La mattina tra le memorie dei video noleggi spariti e delle sempre più preoccupanti macchine a gettoni, camminando cauto a evitar monopattini e cicli di ogni genere e stazza, mi dirigo da North Side Bakery, avamposto polacco, perfetto per molteplici tipologie di colazioni, dalla più semplice, croissant e caffe, alle salsicce e pane nero o pierogi che vanno bene a tutte le ore.

Se fosse domenica mattina, inizio di settimana ebraico, sarei passato da Acme a mettermi in fila per entrare in fabbrica, la fabbrica del salmone affumicato, per aggiudicarsi gli scraps, i treams, insomma scarti di lusso e ritagli deliziosi, delle loro migliori varietà di salmoni, dal Lox agli affumicati, una sorta di maltagliati a prezzo super conveniente e freschissimi; quanto ricchi di un gusto unico, elegante e pieno di tradizione al pari degli ortodossi. Siamo nel loro quartiere, in preghiera ed elegantissimi, sorridenti in panchina davanti a una città che fa ancora finta di dormicchiare. Uno sbadiglio e grande saluto con in mano un caffè amaro, bruciato oleoso, bollito tutta la notte, ma perfetto accostamento con un bagel preso da Peter Pan: che fortuna che sei per me Williamsburg!

I tavoli outdoor di Lucciola, 621 Amsterdam avenue, Upper west Manhattan

I tavoli outdoor di Lucciola, 621 Amsterdam avenue, Upper west Manhattan

Con le micce nella testa prendo la L, la metropolitana che mi porterà a Union Square, snodo chiave per orientare le mie giornate che prendono pieghe imprevedibili: visitare un cliente, andare a far spesa, correre a cucinare nella mia Lucciola, ritirare un corriere o prendere un aereo per il prossimo evento, ma tra i miei quattro cantoni mi ritrovo e trovo sempre cosa mangiare. Il boccone perfetto e pieno di ricordi, perché qui, da subito, fin da bambino ho capito che il cibo è alla guida della città, permettendo integrazione, generando incontri magnifici.

New York City è cibocentrica e avventuracentrica e generazionale, lo si è visto in mille pellicole e lo si vede ancor. Le nubi di fumo agli incroci ci sono anche in presenza di una piadina invece che un hot dog, o un hamburger, ormai estinti l’uno con l’altro o forse tutti in viaggio per l’Italia? Me lo direte voi. Io, vi aspetto qui. Con tutto il mio ardore.

HARLEM
Rokc
Questo posto è una gemma nascosta, ramen eccezionale

El Tepeyac Food Market
El Tepeyac significa "collina". Storicamente noto con i nomi Tepeyacac e Tepeaquilla, questo locale si trova all'interno della delegazione o distretto più settentrionale di Città del Messico. Secondo la tradizione cattolica, è il luogo in cui San Juan Diego incontrò la Vergine di Guadalupe, la dea azteca della terra, del mais e della fertilità. Cucina messicana-ewyorkese.

Super Nice Coffee and Bakery di Danny Macaroons - Espresso
Caffetteria, frequentata da intellettuali e appassionati di coffe e dolcetti.

Dinosaur Bar-B-Que
Situato sotto il Riverside Drive Viaduct, sulla 125th Street, a West Harlem, l'Harlem Dinosaur Bbbq occupa abbondantemente la memoria dei newyorkesi per il BBQ.

The World Famous Cotton Club
Latino con fusione nelle memorie di Harlem, l'obiettivo di Madden per il Cotton Club era fornire «un autentico intrattenimento nero a un pubblico ricco e solo bianco». Langston Hughes, una figura chiave del Rinascimento di Harlem, ha frequentato il Cotton Club come raro cliente nero.

MANHATTAN
Desi Deli Indian Kitchen
Cucina indiana, la più consigliata dai tassisti Sikh ondiani in cerca di un pasto veloce ed economicissimo.

Saravanaa Bhavan
Masala dosa e Indian thali, enormi coni di farina di ceci e vassoietti magici di colori e sapori.

Astor Wines & Spirits
Negozio di vini, ottima cantina e grandi degustazioni alle porte di Soho.

La Colombe Coffee Roasters
Torrefazione e caffetteria, ottimo cappuccino e stizzosissime ceramiche.

Ippudo NY
Ramen e bao a casa di pescatori giapponesi, dal primo saluto si è a Ippudo.

Joe's Shanghai
Soup dumpling cinesi, tortellini giganti con il brodo dentro (io mi porto il Balsamico di Giusti da casa…).

Burger Joint
Hamburger senza fronzoli, pensavi fosse un hotel… invece, dietro a una tenda rossa, si cela il miglior hamburger di sempre: mai pretenzioso, ordinane subito almeno due!

Cafe Mogador
Cucina marocchina. Un’istituzione dell’East Village: dove si spacciava crack ora si mangia alla grandissima. Sbarcato anche a Williamsburg, io preferisco l’originale: pane, carote e tajine da non perdere. Il miglior tahini di sempre.

Ilili
Cucina libanese. A cena in un sontuoso corridoio di una nave fenicia, ottimo bar e cocktails, magnifiche mezze. Vicinissimo al Flat Iron, magnifica passeggiata.

Levain Bakery
Cookies, i migliori di tutta New York City. Non perdetevi  i mitici chocolate chip walnut cookie, croccanti fuori e morbidissimi dentro. Mangiatene uno solo, se possibile mezzo e niente bagno per le 72 ore a seguire!

Miznon
Cucina Mediterranea di Nazareth al Chelsea Market. Ordinate sabich, cavallo al forno da mangiare a mano con il tahini, le patate prese a pugni e shawarma. Dite che vi ho mandato io o chi volete voi sorridono sempre!

Starbucks Reserve Roastery New York
Caffetteria per Ingegneri e Architetti e ode alle panificazioni di Princi

Pizza San Matteo
Pizzeria Napoletana, pizza in Napoletano dalla prima all’ultima. Spazio minuto e di qualità sempre.

Barney Greengrass
Lox, salmone affumicato e la miglior frittata di scalogno e salmone e cortina di yogurt, bottega e ristorante immutati dai primi del Novecento. Che viaggio!

Wah Fung Fast Food
Chinese Barbecue: anatre e maiali caramellati deliziosi, in tutte le forme possibili, accettati e propinati per voi su un ceppo di legno irriducibile con tanto di accetta sorrisi e zero inglese! Take out only.

Le bistecche di Debragga 

Le bistecche di Debragga 

Debragga New York Butcher
Macelleria - La mia macelleria.

Pastis
French Bistrò nel Meatpacking, tutto da manuale, servizio impeccabile e amichevole inclusi.

Cafe Cluny
New American Food. Nostalgico, galante e minutino, perfetto per brunch e chiacchierine.

ASTORIA
Grecia, Giappone e India come se confinassero

Taverna Kyclades
Cibo greco autentico, come lo si può essere da quei mari. Narrano di branzini importati dalla Grecia ma si mangiano sogliole giganti, alla mugnaia a loro insaputa e patate al limone, polpo alla griglia… E dite no grazie, no dessert… È così che a fine pasto ad addolcire un conto del tutto equilibrato arriverà anche il mitico e da copione… Galaktoboureko!

HinoMarus
Ramen Rustico - tavoli comuni in legno, vi consiglio il brodo tonkatsu a base di maiale da anticipare con takoyaki (polpettine di polpo) e tempura di broccoli croccanti.

BROOKLYN-WILLIAMSBURG
Casa, vivo qui senza portici ma sono sempre all’ombra del ponte

Acme Smoked Fish Corp
Salmoni e storioni affumicati, un viaggio senza tempo nel mondo delle affumicature.

Marlow & Sons a Williamsburg (foto Frances F. Denny per The New Yorker)

Marlow & Sons a Williamsburg (foto Frances F. Denny per The New Yorker)

Marlow & Sons
Fornaio con colazione e pranzo. Prima che Brooklyn fosse Brooklyn, prima che Williamsburg fosse Williamsburg, qualità assoluta.

Marlow & Daughters
Generi alimentari. Panino con la cotoletta inimitabile!

Diner
Pranzo, cena, drinks in un Diner anni Cinquanta con cucina stagionale, locale e molto curata tra hipster e tanto buon gusto.

Gelateria Gentile
Gelato Italiano. Avamposto dell’omonimo pugliese. Forti applausi ragazzi!!

Peter Pan Donut & Pastry Shop
Ciambelline, bagel, bomboloni fermi nel tempo. Siamo negli anni Sessanta e i prezzi pure…

Patrizia's of Williamsburg
Pizza e vero avamposto di Cucina tradizionale italo-americana. Qui si va per mangiare family style, una vera lezione di cucina e atmosfera italo-americana. Meglio sapere di calcio, avere la collezione di Toto Cotugno ed essere aggiornatissimi su tu tutte le hit di Celentano. Si mangia a sazietà in una caciarra mai vista. Assolutamente da provare, proprio sotto casa. Quanti ricordi amici!

DuMont Burger
Hamburger “cicciuto”, ottime birre, montagne di patatine, mac and cheese da lezione. E hipsters!

Fette Sau
BBQ. Da un garage escono prelibatezze per carnivori irriducibili.

Radegast Hall & Biergarten
Birreria, concerti e tavoli lunghisssimiiiiiii. Scusi, per Monaco quanto manca? Poco, pochissimo. Si accomodi, birra da un litro a salire, cotolette, würstel e tanta allegria in padiglione da Oktoberfest.

Michele Casadei Massari
Michele Casadei Massari

classe 1975, nato a Riccione e cresciuto a Bologna, dopo la formazione ad Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nel 2009 si trasferisce a New York City, mettendo radici. Chef e consulente curioso e di successo, tra le tante attività è patron di Lucciola, insegna di cucina italiana a 3 isolati da Central Park