Destinazione Cinque Terre / 1

I migliori indirizzi di uno dei luoghi più caratteristici e meglio preservati della costa ligure

26-07-2014
Per tutti coloro che nelle prossime settimane pass

Per tutti coloro che nelle prossime settimane passeranno da quelle parti, ripubblichiamo in due capitoli l'articolo con cui Marianna Corte, per la Guida ai ristoranti di Identità Golose 2014, editore Mondadori, ha presentato i suoi luoghi del cuore nelle splendide Cinque Terre. La prima tappa è Monterosso

Una volta ho incontrato a La Spezia Dario Vergassola, che in questa città vive, e parlando delle Cinque Terre le ha descritte come «uno spicchio di Sud al Nord» per i terrazzamenti a picco sul mare dove si allevano vitigni anche autoctoni che danno una doc, Cinque Terre appunto, aspra e salmastra. E poi per i limoni e per le acciughe che si mettono sotto sale nelle tipiche arbanelle chiuse da un disco di ardesia sopra il quale poggiare un sasso pesante: acciughe che fino a qualche anno fa si mangiavano nelle cantine con il pane e con un bicchiere di vino bianco.

Tutto è cambiato oggi, ma “gotto” di vino e terre sono ancora le parole magiche; proprio in esse, più che nei versi di Montale che pure a Monterosso ha trascorso più di un’estate, si racchiudono emozioni da vivere lontani da locali notturni rumorosi e spiagge troppo organizzate.

Qui non è così. Malgrado siano una delle mete più ambite anche dai turisti stranieri, le Cinque Terre riescono a difendersi e a preservare il proprio fascino, proprio perché sono complicate da raggiungere e da percorrere, salvo che ci si dimentichi l’automobile – che è bandita – e si salga su un treno, su una barca o ci si incammini lungo un sentiero.

Il viaggio ha necessariamente inizio così. E per comodità è opportuno che cominci da Monterosso, dove le strutture d’accoglienza sono di più, dove i treni si fermano con maggior frequenza e i posti macchina, pochi quelli organizzati, sono comunque abbastanza accessibili.

Il pesce è ovviamente il punto di forza di Miky, il primo consiglio di Marianna Corte a Monterosso

Il pesce è ovviamente il punto di forza di Miky, il primo consiglio di Marianna Corte a Monterosso

Questo borgo, insieme a Vernazza, è passato agli onori della cronaca per l’alluvione dell’ottobre 2011, un evento drammatico di cui ora si conservano poche cicatrici e qualche disagio. Suddiviso in due zone unite da una galleria, ha una parte storica, dove ci sono quasi tutti i ristoranti e gli alberghi, e una più nuova chiamata Fegina, costruita negli anni ’50, dove si trovano Villa Montale, oggi suddivisa in appartamenti privati e non aperta al pubblico, e anche le spiagge più grandi e l’unica scultura interessante di tutte le Cinque Terre: il Gigante, come si chiama la grande statua liberty, in cemento armato, che un tempo sorreggeva una conchiglia e dietro il quale si nasconde un circolo velico privato.

La passeggiata per il paese parte proprio dal Gigante e attraversa il lungomare, classico, con le tamerici in fila, un percorso obbligato e anche il luogo della prima e forse più interessante sosta golosa.

La sala della Cantina di Miky, bistrot dove si può mangiare a tutte le ore

La sala della Cantina di Miky, bistrot dove si può mangiare a tutte le ore

Ecco infatti Miky, ristorante con tre forchette sulla Michelin: merita per la degustazione di pesce gratinato. Dal 2008 ha anche un bistrot, La Cantina, a due passi, dove si può mangiare a qualunque ora: ideale per le acciughe in ogni versione e per gli aperitivi lunghi o i dopocena all’insegna dei cocktail.

Altra tappa gourmet, prima di entrare nel borgo, è il ristorante L’Ancora della Tortuga (salita Cappuccini 6, Monterosso, +39.0187.800065), accessibile dalla pedonale sopra la galleria: ha una bella vista sul golfo e propone piatti creativi al punto giusto, come un buon Rombo con le foglie di vite.

1. continua


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