TheFork Restaurants Awards 2021: ecco i candidati del Centro Italia, del Sud e delle isole nominati dai top chef italiani

Fino al 24 ottobre sarà possibile votare il vostro ristorante preferito tra recenti aperture e nuove gestioni

19-10-2021

Ancora pochi giorni per poter votare il vostro indirizzo del cuore, candidato alla terza edizione dei The Fork Restaurants Awards - New Openings.

80 top chef della cucina italiana, individuati da Identità Golose, hanno nominato 64 insegne tra quelle realtà nate - o che hanno cambiato gestione - tra gennaio 2019 e agosto 2021. Il voto potrà essere espresso dal pubblico entro e non oltre il 24 ottobre 2021 sul sito  www.theforkrestaurantsawards.it.

Dopo aver presentato i 36 candidati del Nord Italia, Toscana compresa, nominati dai top chef italiani trovate qui di seguito, la lista dei ristoranti in gara del Sud Italia, del Centro e delle isole. Corsa alle votazioni e che vinca il migliore!

 

1. Antica Friggitoria La Masardona, Roma - nominato da Salvatore Bianco
Motivazione: “La pizza fritta che sfonda nella capitale”.
I capisaldi della friggitoria napoletana ci sono tutti, la pizza fritta è meravigliosa e opulenta. Rispetto alla formula tradizionale dell’antica friggitoria, questa versione è più vocata alla ristorazione comoda.

 

2. Aprudia, Giulianova (Teramo) - nominato da Errico Recanati
Motivazione: “Enzo Di Pasquale un ragazzo in gamba, mi piace la sua tipologia di cucina e il percorso che ha fatto per arrivarci”.
Grande logica gustativa. Nulla di elementare. Le costruzioni sono sempre attente, precise. La parte golosa emerge dopo un paio di bocconi. Il senso di appagamento anche mentale è assicurato.

 

3. Aromaticus Trastevere, Roma - nominato da Cristina Bowerman 
Motivazione: “È un bel posto, easy e lo chef Nicolò Cini è sempre più agguerrito: lavora sulle fermentazioni della verdura, sulla kombucha, con l’idroponica… Un locale non solo vegetariano, ma dove i vegetali hanno un’importanza fondamentale”.
Da Aromaticus è possibile non solo mangiare (o portar via) una buona zuppa e un’insalata a pranzo, bere un succo di frutta pressato espresso, ma anchescegliere una pianta aromatica da regalare, semi biologici e growbag per l’orto cittadino.

 

4. Balice, Milazzo (Messina) - nominato da Moreno Cedroni e Pietro D’Agostino
Motivazione di Moreno Cedroni: “Giacomo Caravello è un giovane chef che avevo già conosciuto da Martina Caruso a Salina. Ora nel suo ristorante sono sicuro che farà molto bene".
Motivazione di Pietro D’Agostino: “Giacomo Caravello è un giovane promettente, con tanta carriera davanti. Lavora con materia prima siciliana sulla quale innesta il suo estro e la sua creatività in modo molto convincente”.
La cucina siciliana prossima ventura passa anche da Milazzo. Qui il 19 luglio 2019 ha aperto Balìce, il ristorante di Giacomo Caravello che appare innanzitutto come un locale splendido: forma a elle, il lato più lungo che all'esterno dà sulla strada con la quale dialoga attraverso tre grandi vetrate; all'entrata, saliti alcuni gradini, il bancone cocktail dirimpetto a un salottino; poi i tavoli ben distanziati, una cucina spaziosa a vista e tanto verde. Un design metropolitano, come ce ne sono pochi in Sicilia; l'idea è di far percepire subito come questo sia un locale diverso dagli altri.

 

5. BOP Dumpling, Napoli - nominato da Marianna Vitale 
Motivazione: “Dj, musicista e appassionato di cultura underground, Luca Affatto alias "Bop" produce nel suo piccolo shop a Napoli centro, i migliori dumpling del momento. Al banco e da asporto: pasta fresca, piatti caldi e kombucha home made”.
Ravioli e salse tutti fatti a mano con prodotti della filiera italiana e ricette originali.

Il ristorante Carnal, a Roma

Il ristorante Carnal, a Roma

6. Carnal, Roma - nominato da Anthony Genovese e Alfio Ghezzi
Motivazione Anthony Genovese: “È la nuova avventura, molto interessante, di un collega che stimo: Roy Caceres”.
Motivazione Alfio Ghezzi: “Sono stato lì un paio di volte perché conosco i ragazzi che lo gestiscono - Riccardo Paglia insieme a Roy Caceres - e ho apprezzato sia lo spazio che la loro proposta, dove la contaminazione della cucina centroamericana di Roy si fonde perfettamente con uno spirito più romanesco e verace di Riccardo in una cornice molto informale e contemporanea. Bello anche l’abbinamento con bevande miscelate e ambiente davvero rilassante e divertente”.
Più che un ristorante, un progetto innovativo nato dallo chef Roy Caceres e da Riccardo Paglia, oggi alla guida di Carnal con Raul Grados. Insieme hanno scelto di non avere schemi, in uno spazio dove si respira calore fraterno e comfort domestico. La musica accoglie e per vivere a pieno l’esperienza bisogna  lasciarsi trasportare dal ritmo suadente della cucina. Qui la tavola è rilassata, libera, aggregante, l’influenza latinoamericana è visibile nelle portate dove però si trova anche tanta Italia.

 

7. Caro Melo, Donnalucata (Ragusa) - nominato da Pino Cuttaia
Motivazione: “Non posso che indicare il nuovo ristorante di un grande chef come Chiaramonte, sbocco di una carriera davvero rimarchevole”.
Si ferma a Donnalucata, l’andare erratico di Carmelo Chiaramonte, una delle più brillanti promessa della cucina d’autore siciliana che da vita a un luogo rappresentato da una cucina sfrontata e provocante, indifferente a tutto quello che succede, analogica e artigiana. Territorio, tradizione e cultura personale che si innestano e contaminano per dar vita ad una cucina lontana dall’ossessione della perfezione estetica e concentrata sull’esperienza palatale.

 

8. Contaminazioni Restaurant, Somma Vesuviana (Napoli) - nominato da Marco Sacco e Lino Scarallo
Motivazione Marco Sacco: “Yuki Mitsuishi e Giuseppe Molaro sono autori di una cucina che combina efficacemente tradizioni partenopee a suggestioni d'Oriente”.
Motivazione Lino Scarallo: “Giuseppe Molaro è uno chef talentuoso, la cui cucina prende spunto dalle esperienze fatte in giro per il mondo, e in particolare propone una fusione con la cultura gastronomica giapponese”.
Giuseppe Molaro è giovane, classe 1986, eppure ha già divorato tanta strada. La ristorazione e la voglia di comunicarsi cucinando ce l'ha proprio dentro. Ha viaggiato moltissimo per inseguire la sua sete di sapere, di novità, di contaminazioni. Giuseppe sa mettere insieme con una creatività vitale, quasi compulsiva, e precisione di stile, la cultura giapponese e le radici vesuviane. 

 

9. Coxinendi, Sanluri (Sud Sardegna) - nominato da Claudio Melis
Motivazione: “Formatosi alla corte di grandi professionisti in Francia e dopo due anni passati presso il ristorante Fradis Minoris di Pula, con Coxinendi Atzeni rinnova la cucina di Sardegna con tecnica, cuore e territorio. Un grande contributo alla crescita della gastronomia e una nuova cucina di Sardegna”.
Davide Atzeni è un classe 1986 da San Gavino Monreale, paese nell'entroterra della Sardegna ed è da lui a Sanluri che si può assaggiare una cucina sarda dove la tradizione viene sapientemente riletta con gli occhi della modernità. Qui è possibile gustare piatti nella loro espressione più pura, mediati dal talento dello chef, ma senza troppe sovrastrutture. 

 

10. Cresci, Roma - nominato da Francesco Apreda
Motivazione: “Noi chef quando non lavoriamo cerchiamo posti tranquilli e divertenti dove stare in famiglia e sentirci coccolati come se fossimo a casa. Questo è Cresci: i due proprietari, lo chef Danilo Frisone e Saverio Crescente che si occupa dell'ospitalità sono persone squisite. Non manca una bella selezione di vini e magnifici cocktail dal banco del bar”.
Cresci è il ristorante che porta la cucina di casa “fuori casa”. E non solo. Cresci è un piccolo forno con laboratorio a vista, una cucina che si allontana dai tecnicismi per tornare al gusto, la pizza in teglia da mangiare al tavolo, il lungo bancone cuore del cocktail bar.

Il ristorante Da Sebastiani, a Ortezzano (Fermo)

Il ristorante Da Sebastiani, a Ortezzano (Fermo)

11. Da Sebastiani, Ortezzano (Fermo) - nominato da Carlo Cracco
Motivazione: “Mi piace in Carlo Sebastiani l’aver fatto gavetta e poi servizio come chef in diversi solidi locali italiani cercando la sostanza e non i lustrini di esperienze fini a sé stesse.Il suo posto nell’entroterra marchigiano è una delle tantissime insegne che rendono varia e golosa l’Italia”.
Delizioso e rassicurante, le proposte sono molto italiane, colorate e accattivanti, figlie di buona padronanza del calore e della gestualità, senza voli pindarici tipici di chi pensa solo a stupire. 

 

12. Dalla Gioconda, Gabicce Monte (Pesaro Urbino) - nominato da Massimo Bottura, Matteo Metullio e Alberto Faccani
Motivazione Massimo Bottura: “Davide Di Fabio maneggia i fondamentali come pochi e tutto lo staff è proiettato nella definizione del ristorante del futuro, in termini di etica e sostenibilità”.
Motivazione Matteo Metullio: “Dopo un lungo apprendistato all'Osteria FrancescanaDavide Di Fabio dimostra di saper padroneggiare e ravvivare i principi della cucina classica applicandoli alle materie prime di un territorio che incrocia suggestioni di terra e mare a importanti istanze sostenibili”.
Motivazione Alberto Faccani: “Una nuova realtà, un grande investimento nella riviera adriatica guidata da un gruppo di giovani imprenditori, e uno chef come Davide farà parlare di sé nei prossimi anni, vista la sua attitudine e professionalità”.
Davide Di Fabio, 36 anni, 16 dei quali spesi come cuoco all’Osteria Francescana. Nel giugno del 2021 ha realizzato il suo sogno: ha aperto in un ex dancing un ristorante con due scenografiche terrazze, con vista struggente sul porto che divide Gabicce Mare da Cattolica. Un luogo di una bellezza rara ma anche easygoing. La linea del debutto è quasi tutta di pesce. Il menu mostra una maestria impareggiabile sulla definizione delle salse, una certa levità e una precisione chirurgica sulle cotture. 

 

13. DLR DopoLavoroRicreativo, Frascati (Roma) - nominato da Antonio Ziantoni
Motivazione: “Jacopo Ricci è un bravissimo cuoco che si è voluto mettere in gioco nel suo territorio, aprendo una trattoria contemporanea che mette al centro la materia prima, e riuscendo a creare una rete di piccoli produttori del luogo e pescatori di lago”.
Il ristorante offre una cucina ricca di particolari, innovativa, con gli ingredienti classici propri della tradizione usati con estro e fantasia.

 

14. Gennaro Amitrano Ristorante, Marina Piccola, Capri (Napoli) - nominato da Ernesto Iaccarino
Motivazione: “Amitrano è un giovane chef che ha fatto esperienze importanti in maison di prestigio e che incarna al meglio la cucina mediterranea”.
Innovazione e tradizione in un legame perfetto: il tocco personale di Amitrano, la qualità delle materie prime e la straordinaria capacità lavorarle trasformano un piatto apparentemente semplice in una vera e propria esperienza di gusto, sofisticata ed elegante. 

 

15. Hyle, San Giovanni in Fiore (Cosenza) - nominato da Caterina Ceraudo
Motivazione: “Il nuovo progetto di Antonio Biafora: un luogo elegante e ricercato. All'ingresso una sala camino, che sarà il primo posto d'incontro con la cucina di Antonio perchè qui viene servito l'aperitivo. Successivamente ci si addentra in una sala pulita e classica, solo 16 posti a sedere, un posto unico dove gli ospiti possono dialogare con la sala così come con la cucina senza barriere di fronte ai tavoli. Nei piatti di Antonio parla la materia prima calabrese e, in modo particolare, della Sila. La sua è una cucina di ricerca, di passione, di studio e di costanza, una cucina dinamica, mai statica, divertente alla vista e al palato. Una chicca è la splendida cantina al piano inferiore dove si possono trovare vini territoriali e non”.
il nuovo ristorante di Antonio Biafora trasporta in uno spazio dal sapore nordico, lineare, pulito, riscaldato da tanto legno e da uno scenografico camino sospeso. La sua cucina rappresenta una partitura che fra prodotti e preparazioni suona una Calabria, quella del suo interno e delle sue montagne, gastronomicamente forse meno conosciuta, che restituisce intera la profondità e la potenza di un territorio straordinario e la maturità della mano che lo lavora.

 

16. I Tenerumi del Therasia Resort, Vulcano (Messina) - nominato da Isabella Potì e Alessandro Proietti Refrigeri
Motivazione Isabella Potì: “Che dire di Davide Guidara? Bastano tre parole: ricerca, ambizione, coraggio”.
Motivazione Alessandro Proietti Refrigeri: “Grande tecnica, un percorso originale nella cucina vegetariana ma il gusto è sempre al centro del piatto, proprio come piace a me”.
Davide Guidara, classe 1994, qui proporre un menù vegetale. A lui è affidata una cucina di altissimo livello costituita di pura essenzialità, di territorio riletto in modo ammirevole, con un taglio che si potrebbe raccontare come un mix dell’arte culinaria di Romito, Crippa, Klugmann e Gorini, con un po’ di Nord e molto Sud, quindi, in definitiva, assolutamente personale.

Il ristorante Il Bikini, a Vico Equense (Napoli)

Il ristorante Il Bikini, a Vico Equense (Napoli)

17. Il Bikini, Vico Equense (Napoli) - nominato da Alfonso Caputo
Motivazione: “Per la genuinità della materia prima che conserva la tradizione con eleganza, per l'atmosfera immutabile nel tempo”.
Contraddistinto dalla panoramica terrazza sul mare, accoglie l’ospite in uno scenario unico. A pranzo sii caratterizza per un menù di tradizione, con piatti classici di mare, mentre per la sera propone un servizio fine dining con proposte gourmet.

18. Itaj Un Ristorantino, Porto Sant'Elpidio (Fermo) - nominato da Philippe Léveillé
Motivazione: “Francesca Silvan ha lavorato per quattro anni con me, come anche Marta Sbaffi, in più periodi. Ecco: quando qualcuno della tua brigata ti lascia è certamente un dispiacere, ma è giusto così: e sono molto molto orgoglioso che loro, così giovani, proprio nel corso della pandemia si siano lanciate insieme in un’avventura così stimolante, un ristorante sulla spiaggia. Sono come figlie, e sono convinto che faranno bene perché hanno grinta, coraggio, sono fresche e davvero in gamba. Hanno le carte in regola”.
Chalet in riva al mare dall’arredo stile bistrot, dinamico e giovane. Una cucina ricercata che propone le ricette della tradizione rivisitate, il pesce è la loro forza.

 

19. La Locanda di Ditirambo, Castro dei Volsci (Frosinone) - nominato da Antonello Colonna
Motivazione: “Ho scoperto questo ristorante di recente e ne sono rimasto estremamente affascinato. Daniela Vivaddio non si è lasciata sedurre da mode o tendenze, né ha pensato di fare un copia-incolla delle ormai più insignificanti contaminazioni. Cura nei dettagli, nella semplicità e spontaneità del servizio, una cucina curata senza alcun volo pindarico. Una rinascita della vera cucina casereccia”.
Menu preparati con cibi sani, ricette che raccontano storie passate. Piatti tradizionali, sapori ricercati, leccornie e prelibatezze.

 

20. Landi Degustazione e Mescita, Ostia (Roma) - nominato da Daniele Usai 
Motivazione: “Con l’arrivo del nuovo chef Claudio Prossomariti, questo storico locale di Ostia si è rilanciato. Stanno facendo un lavoro di grande livello”.
Enoteca con cucina nel cuore di Ostia. Proposta culinaria che valorizza le materie prime del Belpaese: qualità e genuinità della terra e del mare.

 

21. Languorino Montefiascone, Montefiascone (Viterbo) - nominato da Iside De Cesare
Motivazione: “Due ragazzi talentuosi e competenti hanno aperto un locale curato e dove la materia prima è scelta con cura. Interessante selezione dei vini”.
Grande ricerca nella preparazione per offrire accostamenti insoliti e particolari, prodotti tipici e spezie del territorio. 

 

22. Luigi Lepore, Lamezia Terme (Catanzaro) - nominato da Luca Abbruzzino
Motivazione: “Ristorante aperto a Lamezia dall'omonimo chef. Giovane di grande esperienza e prospettiva. Un cuoco con grandi doti tecniche che, dopo varie esperienze in ristoranti importanti, ha deciso di tornare in Calabria e aprire questa insegna gourmet”.
Luigi Lepore e la sorella Stefania hanno aperto un piccolo ristorante d’autore nel cuore di Lamezia Terme. Alle difficoltà previste e prevedibili dell’essere una start-up si sono aggiunti i mesi di fermo dovuti al covid, ma loro hanno resistito, e non appena è stato possibile riappropriarsi della libertà di movimento e della socialità, hanno rimesso in campo una proposta di grandissima qualità e personalità. La cucina qui è tutta accelerata e verticale, di spigoli vivi sul palato, di profumi acuti che acquisiscono consistenza materica, di materie prime che pennellano una Calabria intensa.

 

23. LuLa Pane e Dessert, Trani - nominato da Annie Féolde e Riccardo Monco
Motivazione: “Talento indiscusso nel panorama mondiale della pasticceria e della panetteria, capace di esprimersi sempre ad alti livelli. Progetto ambizioso nella sua città natale”.
Panetteria contemporanea e pasticceria, convivio dolce-salato, bakery urbana, fucina di sperimentazioni sui cioccolati al pari delle farine e i grani, ma anche pasticceria d’antan per piaceri al cucchiaio, anzi al cucchiaino.

 

24. Marotta, Squille (Caserta) - nominato da Andrea Berton, Giuseppe Iannotti e Domenico Candela
Motivazione Andrea Berton: “Lo chef Domenico Marotta è un giovane con grandi prospettive: dopo esperienze importanti ha deciso di aprire il suo ristorante e credo che sentiremo parlare molto di lui. Posso dire che sia uno dei cuochi più bravi che in questi anni ha lavorato nella mia squadra”.
Motivazione Giuseppe Iannotti: “In una terra sconosciuta, acrobazie gastronomiche! Orto, vegetali, ma anche carni e pesci, cotture perfette degne di un curriculum di eccellenza, non sono solo su carta, ma concreto!”.
Motivazione Domenico Candela: “Una sala minimale ma accogliente, la cucina da grande spazio al mondo vegetale con attenzione alle carni e ai pesci nella selezione e nelle cotture. Rispetto degli ingredienti e delle stagioni, una cucina pulita e di gusto. Marotta Ristorante è Domenico Marotta, rientrato a Squille dopo importanti esperienze italiane e nel mondo. Il locale si trova a pochi km da Caiazzo e tra le bellissime colline dell'Alto Casertano”.
Domenico Marotta è figlio d'arte, il suo Marotta Ristorante - nato nel giugno 2019 - è la costola gourmet di Villa La Collinetta, gestito dai suoi genitori proprio accanto. Marotta jr è approdato alla sua impresa dopo aver imparato da maestri importanti: in primis Andrea Berton ed Enrico Crippa. La sua cucina è rappresentata da note soffuse, accostamenti minimali, un tocco ispiratissimo. 

 

25. Marzapane, Roma - nominato da Gianfranco Pascucci 
Motivazione: “Un locale che si distingue per la sua accoglienza: è una interessante novità con una cucina buona e divertente”.
Marzapane da gennaio 2021 la “nuova casa” si è trasferito in via Flaminia, in una struttura che consente un’evoluzione al format. Al piano terra un bancone da 8 posti per osservare il lavoro della cucina con la nuova e bellissima brace. Al primo piano la sala da poco più di 20 posti e in chiusura la terrazza. La meticolosa opera di ricerca e selezione delle materie prime condotta dagli chef e da Mario Sansone, patron del locale che gestirà la sala con la new entry Tommaso Viggiani, struttura abbinamenti e main course molto intriganti.

 

26. Mercato Trattoria Pop, Senigallia (Ancona) - nominato da Mauro Uliassi 
Motivazione: “Una bella novità guidata da un team giovane e pieno di entusiasmo, capace di proporre una cucina moderna di città”.
Trattoria che nasce dall’idea di recupero di sapori ed emozioni. È il ricordo di “qualcosa di bello e di buono”, caratterizzato da estrema cura nella scelta degli ingredienti.

 

27. Ottolire, Locorotondo (Bari) - nominato da Domingo Schingaro
Motivazione: “Vincenzo Digiuseppe ha lavorato con me per diversi anni, prima di diventare nel 2019 lo chef di questa bellissima masseria trasformata in resort. Nella sua cucina è molto attento a interpretare le varietà antiche e locali, sia nei vegetali che nei grani: mi piace pensare di averlo in parte ispirato personalmente in questo percorso”.
Cucina che parte dalla tradizione culinaria tipica pugliese e la eleva, contaminandola con impulsi provenienti dalle migliori cucine europee, miscelando accuratamente sostenibilità, qualità e stagionalità dei prodotti.

Il ristorante Sintesi, ad Ariccia (Roma)

Il ristorante Sintesi, ad Ariccia (Roma)

28. Sintesi, Ariccia (Roma) - nominato da Valeria Piccini
Motivazione: “Sara Scarsella e Matteo Compagnucci sono due giovani ragazzi di talento che hanno lavorato nella mia brigata: conosco la loro serietà e auguro loro la migliore fortuna”.
Passione, studio, esperienze. Il menù non si limita solo al territorio, ma va oltre, utilizzando tecniche orientali e metodi di conservazione nord europei.