TheFork Restaurants Awards 2021: ecco i 36 candidati del Nord Italia, Toscana compresa, nominati dai top chef italiani

Fino al 24 ottobre sarà possibile votare il vostro ristorante preferito tra nuove aperture o gestioni: per i votanti 50 Gift Card TheFork in palio per l'occasione

18-10-2021

Ancora sei giorni per poter votare il vostro indirizzo del cuore candidato alla terza edizione dei The Fork Restaurants Awards - New Openings.

80 top chef della cucina italiana, individuati da Identità Golose, hanno nominato 64 insegne tra quelle realtà nate - o che hanno cambiato gestione - tra gennaio 2019 e agosto 2021. Il voto potrà essere espresso dal pubblico entro e non oltre il 24 ottobre 2021 sul sito  www.theforkrestaurantsawards.it.

L'iniziativa, che ha lo scopo di valorizzare e sostenere le più convincenti nuove aperture o nuove gestioni del panorama gastronomico italiano, come pure di dare impulso a uno dei settori più colpiti dall'emergenza Covid, culminerà in un evento speciale di gala, il red carpet dei TheFork Restaurants Awards, che si terrà a Milano il 15 novembre 2021 presso gli spazi esclusivi della, Triennale quando saranno annunciate le insegne più votate.
Per i votanti, invece, in palio 50 Gift Card TheFork da 50 euro messe per l’occasione. E allora corsa alle votazioni.

Qui di seguito, la lista dei ristoranti in gara del Nord Italia, Toscana compresa. Che vinca il migliore!

1. Acquada, Milano - nominato da Marta Grassi  
Motivazione: “Segnalo con piacere una chef molto brava e preparata che ha scelto Milano per proseguire il proprio percorso gastronomico, una città dove può esprimere al meglio la propria libertà creativa”.
Acquada, acquazzone in dialetto lombardo, è il sogno divenuto realtà della chef Sara Preceruti, il luogo in cui la sua creatività incontra le migliori materie prime di stagione.

 

2. Ahimè, Bologna - nominato da Mauro Buffo
Motivazione: “La cucina è frutto sempre di mente fresca, accostamento creativo, agilità di esecuzione e originalità”.
Sta poco a poco rivoluzionando la scena golosa della città felsinea, in genere considerata piuttosto tradizionalista. La scelta è precisa: selezione di materia prima eccellente, cucina espressa, menù che cambia quotidianamente in base al mercato e che è strettissimo, nove piatti dall’antipasto al dessert.

 

3. Altatto, Milano - nominato da Riccardo Gaspari 
Motivazione: “Per la creatività e l'attenzione alla cucina vegetariana, estremamente creativa e ricca di sapori. E anche per la grande intuizione dell'asporto, unico in Italia estremamente sostenibile, durante il periodo di chiusura”.
Un nuovo concetto di cucina veg che nasce 6 anni fa dalla filosofia del catering vegan-vegetariano voluto da Giulia Marea Scialanga, Sara Nicolosi e Cinzia De Lauri a cui si sono aggiunti un'altra ex di LeemannCaterina Perazzi, oltre che Agostino Brambilla in sala. Qui le preparazioni sono attente, tecniche e complesse, ma si fruiscono in un ambiente rilassato. Il menu cambia ogni mese seguendo la micro stagionalità. 

Il ristorante Altrimenti di Milano

Il ristorante Altrimenti di Milano

4. Altriménti, Milano - nominato da Rosanna Marziale
Motivazione: “Un'insegna di nuova cucina borghese che attualizza con intelligenza grandi classici italiani”.
Nel processo di definizione di una "nuova cucina borghese" a Milano spicca una realtà che si sta consolidando sempre più, l'Altriménti di Eugenio Boer e Damian Janczara. Si tratta di insegne contemporanee, fresche, dinamiche, di approccio conviviale, che in ambienti curati propongono ottima cucina "di quartiere". Partito Marco Annunziata, in cucina c'è ora Loris Pema, classe 1990, esperienze al Luogo di Aimo e Nadia, al Pagliaccio e a Copenaghen al fianco di Christian Puglisi.

 

5. Bianca sul lago, Oggiono (Lecco) - nominato da Danilo Ciavattini
Motivazione: “Per l'attenzione verso la memoria della nostra cultura gastronomica e l'importanza per la scelta della materia prima”.
Struttura composta da un relais 5 stelle con 10 camere, un bistrot e un ristorante gourmet. Il percorso passa da mare a terra con grande facilità: accostamenti inediti in Italia di crostacei e animali da cortile (Scampo di Sicilia e faraona con cavolfiore e mela verde), grande varietà, mescolanza di stili ispirati a grandissimi chef. Flessibile ma ferreo nel rispetto delle regole del territorio e della trasformazione della materia prima.

 

6. Bites, Milano - nominato da Viviana Varese e Antonio Guida 
Motivazione di Viviana Varese: “Un progetto dallo stile moderno, che riesce a interpretare, anche con poco personale, una formula semplice ed esclusiva. Ho mangiato piatti ottimi!”
Motivazione di Antonio Guida: “Questi ragazzi hanno dimostrato tanta voglia di crescere e ora stanno mettendo in pratica quello che hanno imparato: non posso che esserne fiero!”.
Una proposta molto originale per un format che prevede un solo menu degustazione, servito solo a cena, in contemporanea ai 16 ospiti del ristorante, di cui 8 seduti al bancone - per avere un posto in prima fila a tu per tu con gli chef. Qui si possono provare brace, fermentazioni, influenze giapponesi e nordiche. 

 

7. Cà dei Volti, Cembra (Trento) - nominato da Alessandro Gilmozzi 
Motivazione: “Mi lega un profondo affetto a questo ristorante: un localino grazioso, in una vecchia cantina, con arredi in vetro e una vista privilegiata sulla Val di Cembra, terra del Trento DOC. Ha una proposta di cucina interessante, che definirei una locanda contemporanea: in una parola, divertente. Ci vai e passi delle ore piacevoli, mangi cose fatte bene con una bella vena creativa Insomma, è una realtà del cuore”.
Locanda contemporanea nel centro storico di Cembra, dove si condensa il giusto mix tra cucina tradizionale e la ricerca di nuovi sapori. Un progetto che fonda le sue radici nel suolo della Val di Cembra e del Trentino più in generale, una cucina a tratti territoriale, legata a prodotti di stagione con l’utilizzo di materie prime d’eccellenza, che strizza l’occhio a ingredienti di altri luoghi.

 

8. Casa Buono, Trucco (Imperia) - nominato da Ugo Alciati 
Motivazione: “Un piccolo ristorante, familiare, accogliente con uno chef di grande esperienza, che propone una cucina di prodotto molto attenta e gustosa”.
Un piccolo ristorantino sulla bella strada che da Ventimiglia porta al Colle di Tenda: come racconta l'insegna è effettivamente la "casa" che si sono scelti Antonio Buono e Valentina Florio, dopo essersi conosciuti mentre entrambi lavoravano con Mauro Colagreco, al Mirazur di Mentone. La proposta gastronomica richiama l'idea della "spesa del giorno": in base a quello che di fresco arriva quotidianamente al ristorante, Antonio Buono prepara una carta di 5 piatti. 

 

9. Ciciarà, Milano - nominato da Niko Romito
Motivazione: “Lo chef Aronne Giorgetti ha fatto un lungo percorso di crescita umana e professionale, prima nella mia scuola e poi come prezioso collaboratore da Spazio a Milano per 4 anni. Tecnicamente bravissimo, anche nella sua nuova realtà ha mantenuto saldi i principi filosofici che gli ho trasmesso negli anni”.
Una trattoria che asseconda le tradizioni di un tempo con gli ingredienti poveri delle cucine del passato rilette con uno stile diverso grazie all’estro di Giovanni e Maria Moratti insieme a Michele Mette e Aronne Giorgetti.

 

10. Coco Loco, Milano - nominato da Pasquale Palamaro
Motivazione: “Un'interessante riproposizione a Milano della cucina di pesce e crostacei di tradizione napoletana e partenopea. Materie prime e sapori leggeri e prepotenti”.
Lo chef Diego Nuzzo offre un menù vario e creativo, che va dai crudi di pesce ai tagliolini con tartufo bianco, fino a piatti a base di carne come la pasta alla Genovese, vero must della cucina napoletana.

 

11. Cucina Rambaldi, Villa Dora (Torino) - nominato da Davide Palluda e Karime Lopez 
Motivazione Davide Palluda: “Perché Giuseppe Rambaldi è un grande professionista allenato alla cucina d’autore, e che ora ha messo a disposizione tutto il suo talento e il suo sapere per una cucina casalinga chic”.
Motivazione Karime Lopez: “Come non segnalare uno stimato professionista come Giuseppe Rambaldi, che ti accoglie in casa sua con una cucina di tradizione e grandi materie prime”.
Beppe "Rambo" Rambaldi ha aperto il suo ristorante a inizio 2019 in val Susa. La location è una bella sfida, in un territorio spesso dimenticato dai flussi turistici, in cui i commensali bisogna guadagnarseli uno a uno, con la giustezza dei piatti e del conto. La danza dei piatti segue una visione che prevede un giusto mix di tradizione e sperimentazione, di prodotti vicini e lontani, con una forte predilezione per quelli emiliani e piemontesi perché Beppe si è formato proprio nell'Emilia paterna. 

 

12. Cucina Nervi, Gattinara (Vercelli) - nominato da Davide Oldani
Motivazione: “Esperienze di livello dello chef per un approccio alla cucina intelligente, dalla selezione dei collaboratori a quella delle materie prime”.
Un team di giovani che hanno lavorato in ristoranti di paesi diversi si incontra a Gattinara per una cucina del territorio rivisitata alla luce delle loro esperienze. Proposta gastronomica moderna che non dimentica le proprie origini, unendo i saperi trasmessi nel tempo alla freschezza delle tecniche provenienti da tutto il mondo.

 

13. Da Lucio, Rimini - nominato da Chiara Pavan
Motivazione: “Brace e frollatura del pesce, Jacopo Ticchi esplora due tecniche tornate popolari, studiando molto e applicando un invidiabile istinto ai fornelli”.
Non ci hanno messo molto i due non ancora trentenni Enrico Gori (in sala) e Jacopo Ticchi (in cucina) a conquistare cuore e palato dei riminesi che amano mangiar bene, diventando l'insegna da consigliare a chi cerca qualcosa di speciale. Dall'ambiente, insomma, si potrebbe non capire subito che si tratta di un ristorante particolare, in cui si fa ricerca; soprattutto in cui il pesce, protagonista indiscusso, viene proposto in una chiave innovativa per il nostro paese, anche se in rapida diffusione. 

 

14. Felix Lo Basso Restaurant & Home, Milano - nominato da Maurizio e Sandro Serva e Vitantonio Lombardo
Motivazione Maurizio e Sandro Serva: “La nuova iniziativa, originale e coraggiosa, di un collega che stimiamo e che sa cosa vuol dire fare ristorazione d'autore”.
Motivazione Vitantonio Lombardo: “Non posso che candidare il mio amico Felix. Il suo nuovo locale propone il talento di un professionista vero in una casa, col concetto fantastico di unire tutti a una stessa tavola condividendo una grande passione”.
Era da parecchio che Felix Lo Basso sognava un bancone, pochi clienti, il rapporto diretto con loro, una cucina basata sul mercato, è ciò che ha creato in via Goldoni 36, nei locali che ospitavano un vecchio panificio dove ora si respira un’atmosfera rilassata  con lo chef che può sfoderare tutta la propria verve. Lo stile in cucina è il suo: un Mediterraneo eccellente, che coccola gli italiani e stupisce gli stranieri.

 

15. Fratelli Torcinelli, Milano - nominato da Alessandro Negrini Fabio Pisani
Motivazione: “Rappresenta a pieno la nostra idea di street food di qualità in chiave pugliese. C’è tutta l’attenzione alle materie prime di qualità lavorate con grande maestria”.
Le specialità della Valle d’Itria a Milano: bombette, salsiccia e torcinelli

 

16. Hazama, Milano - nominato da Takeshi Iwai
Motivazione: “Dello chef Satoshi Hazama, il ristorante è aperto dal 2020 in via Savona. Satoshi è un amico e uno chef di talento. Nel suo ristorante mi sento come a casa, la sua è un'interpretazione delicata e raffinata della cucina tradizionale kaiseki”.
Da Hazama oggi va in onda una promettente cucina kaiseki, il rituale estetico/gustativo più solenne e cerimonioso della tradizione giapponese. Il locale, spoglio e piuttosto scuro, 22 coperti in 2 sale, cerca di imbastire un menu di partitura giapponese (nella tecnica e nei condimenti) e note italiane (le materie prime).

Hosteria Toblino di Madruzzo, in provincia di Trento

Hosteria Toblino di Madruzzo, in provincia di Trento

17. Hosteria Toblino, Madruzzo (Trento) - nominato da Peter Brunel
Motivazione: “Lo chef Sebastien Sartorelli, già con Alfredo Chiocchetti allo Scrigno del Duomo di Trento, è entrato in carica nel 2019 e sta cambiando volto a questo luogo del mangiar bene, trasformandolo poco a poco in un indirizzo gourmet”.
Piatti inequivocabilmente gourmet, che raccontano viaggi e anni di ricerca, tutti accomunati dalla filosofia di sperimentazione e rispetto delle materie prime.

 

18. Il Fenicottero Rosa, Faenza (Ravenna) - nominato da Gianluca Gorini
Motivazione: “Un nuovo e ambizioso ristorante a Faenza, in Romagna, che conferma il grande fermento gastronomico che si sta sviluppando su tutta la regione”.
Approccio delicato alla tradizione e all’innovazione che permetterà di sperimentare i sapori ancestrali della cucina dell'Adriatico, con una vista scenografica inusuale.

 

19. Irina Trattoria, Savigno (Bologna) - nominato da Christian Milone
Motivazione: “Sono stato a mangiare da lei e credo che sia un progetto che meriti di essere valorizzato, in un posto molto bello, non così conosciuto, che porta in tavola il lavoro degli artigiani del territorio. È un piccolo bacino di tesori perché porta avanti la tradizione italiana rinnovandola con rispetto”.
Irina: una protagonista, un ristorante, una donna sola al comando in cucina. Due grandi maestri (Massimo Bottura e Niko Romito), un grande territorio gastronomico, l’Emilia Romagna. Queste le basi di costruzione del pensiero e del cucchiaio di Irina Steccanella, a Savigno. Grande tradizione in un piccolo ristorante che può sembrare di paese, ma che starebbe meravigliosamente in ogni grande città europea.

 

20. La Barca Tellaro, Lerici (La Spezia) - nominato da Cristoforo Trapani
Motivazione: “Un giovane ragazzo che ha avuto il coraggio di aprire in questo periodo così instabile e che cucina con passione il suo territorio. Giuliano Viaggi è in grado di selezionare la materia prima sia in termini di qualità, che di stagionalità”. 
Trattoria nata per divulgare la qualità nel suo significato più profondo. Propone una cucina con materie prime di estrema qualità preparate a regola d’arte con ingredienti rigorosamente di stagione.

 

21. La Cucina de La Darbia, Vacciago (Novara) - nominato da Antonino Cannavacciuolo
Motivazione: “È un ristorante che ha un ottimo connubio di tradizione e innovazione in una location meravigliosa con un giovane chef di grande valore. Molto attenti alla sostenibilità con ingredienti dall’orto a km zero”.
Il territorio è l’essenza del ristorante. Tutto ruota intorno ai prodotti del Piemonte, che rendono le scelte gastronomiche della cucina coerenti con la natura del luogo.

 

22. Loste, Milano - nominato da Davide Caranchini
Motivazione: “Materia prima, tecnica, freschezza e tanto godimento. La bakery che vorrei avere sotto casa!”.
Loste, contrazione di Lorenzo e Stefano, è una caffetteria e pasticceria con un forno a legna con 12/15 posti a sedere, un bancone con top in rovere, sgabelli attorno e una costosissima macchina Marzocco, segnale di una volontà di procedere oltre il conservatorismo italiano.

 

23. Makorè, Ferrara - nominato da Giancarlo Perbellini e Antonia Klugmann 
Motivazione Giancarlo Perbellini: “Federico Belluco era il mio chef al Marriott di Venezia. Ha una mano moderna e concreta, capace di esaltare il gusto”.
Motivazione Antonia Klugmann: “Il nuovo ristorante di Federico Belluco, un collega che seguo con interesse. Sa trattare molto bene la materia prima vegetale e, al Makoré, propone una cucina italiana soprattutto di mare, legata alle tradizioni ma con accento contemporaneo”.
Un viaggio gastronomico che inizia con la curiosità, quella di scoprire un ingrediente raro, una consistenza mai provata prima o un equilibrio nuovo, perfetto nella sua rinnovata creatività.

 

24. Mos Ristorante, Desenzano del Garda (Brescia) - nominato da Martina Caruso
Motivazione: “Lo chef Stefano Zanini e il responsabile di sala Mattia Moro, dopo un’esperienza al Signum, hanno intrapreso una bella avventura sul Lago di Garda: nei loro piatti si ritrovano le loro storie, i loro viaggi e le loro esperienze”.
La cucina vuole raccontare il territorio con la ricerca di un equilibrio di sapori privi di costruzioni, codici e artifici. Una spontanea armonia di gusti che trova nel palato la sua intonata sinfonia.

 

25. Opera, Torino - nominato da Matteo Baronetto, Michelangelo MammolitiChristian e Manuel Costardi
Motivazione Matteo Baronetto: “Proprietà e chef giovane, cercano di portare nuova freschezza, qualità e alta cucina a Torino in un ambiente non ingessato ma raffinato, che ti accoglie come a casa”.
Motivazione Christian e Manuel Costardi: “Conosciamo Stefano Sforza fin dai tempi del Turin Palace. Un ragazzo con grande capacità tecnica e tenacia: è riuscito a coronare il suo sogno e sta facendo un ottimo percorso all'insegna dell'impegno, della ricerca e della solidità”.
Motivazione Michelangelo Mammoliti: “Stimo molto questo chef, credo che farà strada nei prossimi anni perché ha fame di crescere e ha voglia di esprimere se stesso attraverso i suoi piatti”.
Un ristorante classico, elegante, con un tocco di sussiego. ​La cucina di Sforza è tutta sferzate e acidità, freschezza e contrappunti,quanto di meno tradizionale ci sia a un passo dalla Mole. Il menù propone tante idee intrecciate, Oriente e Occidente, dolce e acido, il tutto condito da un servizio coreografato da Quartiero Perlo.

 

26. Orto by Jorg Giubbani, Moneglia (Genova) - nominato da Giorgio Servetto 
Motivazione: “Ingredienti genuini per una cucina territoriale e allegra. Finalmente alta ristorazione in una cornice deliziosa”.
Orto by Jorg Giubbani si trova all’interno dell’hotel Villa Edera di Moneglia, un luogo davvero accogliente, gestito con passione ed eleganza dalla famiglia Schiaffino. Lo chef Giubbani, classe ’92 propone 4 menu: Ligustico, dai sapori liguri; Inte l’orto, con materie prime del posto e primizie del giardino dell’hotel; Oltre i confini, le scorribande golose; e Qui e ora, il mano libera da 7 portate.

 

27. Osteria degli Assonica, Sorisole (Bergamo) - nominato da Nicola Portinari 
Motivazione: “Due fratelli molto bravi e motivati in grande crescita”.
La nuova Osteria degli Assonica è una storia di famiglia e di passioni, perché vi lavorano in cucina Alex Manzoni, il fratello Vittorio e in sala la moglie di quest’ultimo, Giovanna Danzo. I due fratelli chef hanno il dinamismo della gioventù, unito a una consolidata disciplina che li aiuta a raggiungere risultati sorprendenti e a mantenersi costanti in tutta la carta e lungo tutti i due menu degustazione.

Novo Osteria di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza

Novo Osteria di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza

28. Novo Osteria, Borgo Novo Val Tidone (Piacenza) - nominato da Isa Mazzocchi 
Motivazione: “È una ristrutturazione di un vecchio albergo con recupero intelligente degli spazi. La cucina sposa la tradizione locale con un occhio attento ai pesci del Mediterraneo”.
Un tributo alla memoria senza nostalgia, la qualità non può mai prescindere dalla conoscenza di ciò che è stato, questa è l’idea di Daniele Lunghi. Una lista selezionata di piatti e un filo diretto con i produttori delle materie prime, studio, ricerca e passione per la riscoperta dei sapori del territorio.

 

29. Osteria Torre a Cona, Rignano sull'Arno (Firenze) - nominato da Luca Marchini
Motivazione: “Un nuovo progetto che parte con coraggio nonostante il momento difficile e la presenza di un duo consolidato, dalla grande capacità tecnica e culinaria che ha da tempo saputo dimostrare un significativo valore professionale”.
Un menu ispirato alla tradizione toscana, con materie prime locali, i due chef vogliono trasmettere concretezza e coerenza territoriale, con tutto il piacere di un piatto eseguito a regola d’arte. 

 

30. Ristorante Bolle, Lallio (Bergamo) - nominato da Paolo Griffa e da Enrico e Roberto Cerea
Motivazione Paolo Griffa: “Chef giovane, molto bravo e appassionato, con tante ottime idee e altrettanto da dire nel mondo della cucina”.
Motivazione Enrico e Roberto Cerea: “La definirei una cucina innovativa e ricca di esperienze con continuità di sapore”.
Bolle Restaurant è la bella scommessa che la famiglia Agnelli - titolare di quel marchio Pentole Agnelli ben conosciuto da chi frequenta cucine professionali - ha voluto avviare nel luglio 2019 a Lallio, proprio all'interno dell'area industriale che ospita lo stabilimento. I fornelli sono affidati a Marco Stagi, classe 1990, che mette in campo una proposta di fine dining, solida, piuttosto matura e godibile. 

 

31. Borgia, Milano - nominato da Claudio Sadler
Motivazione: “Dopo tante esperienze, penso che ora lo chef Giacomo Lovato abbia trovato la giusta maturità per guidare una cucina tutta sua. Lovato ha molta passione e desiderio di emergere, ha un ottimo palato e un forte senso del sapore e del gusto, oltre ad un'attenzione all'estetica che gli permettono di presentare piatti eleganti”.
Obiettivo: appagare la curiosità e creare fiducia. Così il percorso di degustazione può diventare un viaggio alla scoperta del gusto, ma anche di se stessi.

 

32. Terramira, Capolona (Arezzo) - nominato da Gaetano Trovato
Motivazione: “I due fratelli Filippo e Lorenzo Scapecchi, rispettivamente chef e maître, hanno lanciato questo nuovo progetto, molto interessante. La cucina è fresca, nuova in una location piccola e particolare”.
Posto in una bellissima posizione con affaccio sull’Arno, propone una cucina sobria, elegante, senza bisogno di alcun effetto speciale con piatti veri e bilanciati a esaltare la centralità del gusto.

 

33. The Lodge, Firenze - nominato da Marco Stabile
Motivazione: “Lo chef Andrea Magnelli ha viaggiato per tutto il mondo (ha fatto anche uno stage da me) e ha raccolto il meglio di tantissime culture: giapponese, peruviana, africana, europea fondendole in un viaggio intercontinentale. Tutto è curato, dalla qualità della materia prima alla presentazioni mai banali”.
Il ristorante del The Lodge offre una cucina nikkei autentica, garantita dalla lunga esperienza internazionale del nostro chef Andrea Magnelli. Filo conduttore: la materia prima, sempre di qualità. Pochi elementi, freschi e di stagione partendo dal pesce, passando alle verdure fino ad arrivare a tagli di carne sapientemente trattati con tecniche tradizionali ma innovative.

 

34. Tracina, Cesenatico (Forlì-Cesena) - nominato da Alessandro Dal Degan 
Motivazione: “Per l'assoluta bravura di Christian Fava che ha ideato un format davvero fresco e qualitativo”.
Ci troviamo sulla sponda del magnifico e celebre Porto Canale di Cesenatico. Tracina – più noto come “pesce ragno”, caratteristico per i suoi aculei pungenti - è ristorante che fa della materia ittica la sua forza propulsiva: arriva freschissimo tutti i giorni. Il ristorante conta su una piccola sala interna ma nella stagione primaverile o estiva ha più senso godere dei piacevolissimi coperti apparecchiati all’esterno, con vista proprio su Porto Canale. Christian Fava, proprietario e executive chef del ristorante, si propone come primo ambasciatore in sala per raccontare il menu e la sua passione. 

 

35. Vitique, Greve in Chianti (Siena) - nominato da Rocco De Santis
Motivazione: “Antonio Guerra è un giovane nella cui cucina io mi ritrovo molto, Vitique porta avanti un’idea di ristorazione gourmet-friendly-chic. Bravi!”.
Al Vitique di Greve in Chianti opera la squadra guidata da Dario Nenci, restaurant manager, e da Antonio Guerra, chef. La proposta gastronomica, di piglio giovane e convincente, è fuori dagli stereotipi dei ristoranti di zona e si svincola dalla classicità secondo uno stile di rivisitazione e ricerca. La marcia in più sta nell’incontro inusuale fra sapori e abbinamenti in cui orto, terra e spezie se la giocano alla pari con piacevoli incursioni dal mare.

36.Locanda de Banchieri, Fosdinovo (Massa) - nominato da Valentino Cassanelli e Giuseppe Mancino
Motivazione Valentino Cassanelli: “Giacomo Devoto è un amico e un attento ristoratore che lavora in prima persona ai fornelli. Dopo la pizzeria Officine del Cibo di Sarzana, e il suo grande successo, ha aperto una locanda gourmet che delizia gli ospiti valorizzando un grande territorio poco conosciuto tra Liguria, Toscana e Emilia”.
Motivazione Giuseppe Mancino: “Giacomo Devoto dimostra di saperci fare dietro a quest'insegna raccolta, intima e confortevole affacciata sul panorama versiliese. Territorio, ricerca e creatività”.
Storica dimora dove la terra e il mare si incontrano, offre un percorso fatto di incontri e di assaggi, di esperienze e sorprese dedicate alle Terre di Luni.