A Venezia per scoprire la cucina Malamocchina con le locandiere del Relais Alberti

Una dimora storica nel quartiere più antico della città lagunare è diventata un hotel di charme che si dedica al recupero delle antiche ricette: oggi ne impariamo una

13-08-2021
Ravioli con sugo di peoci alla Malamocchina: la ri

Ravioli con sugo di peoci alla Malamocchina: la ricetta che ci regalano Michela Cefarchia e Micaela Salmasi del relais Ca Alberti

Venezia è una città che rapisce per la sua bellezza, fatta di storie antiche che si sovrappongono in un insieme che ogni volta che ci si arriva...toglie il fiato. Siamo abituati a vederla invasa dai turisti, ma spingersi a scoprire scorci fuori dai soliti giri offre esperienze uniche ed emozionanti.

Malamocco è uno dei luoghi meno battuti, un quartiere rimasto molto autentico e tutto da scoprire. Il borgo di pescatori sull’isola del Lido, l’antica Metamauco, rappresenta uno degli insediamenti più antichi della Laguna, il primo dogado veneziano. Tra queste calli e campielli fatti di piccole casette colorate, ha avuto inizio la storia di Venezia e visitare oggi Malamocco, nel silenzio e nella magia delle sue forme, fa pensare di muoversi in un libro di fiabe. Hugo Pratt, il celebre fumettista autore di Corto Maltese, ne andava matto e amava rifugiarsi in questo luogo intimo e suggestivo.

Malamocco

Malamocco

Da qui è partito il primo italiano per New York, era Pietro Cesare Alberti che nel 1635 raggiunse New Amsterdam con grande spirito intraprendente, ribattezzata poi New York dove dal 2009 il 2 giugno moltissimi italiani festeggiano l’Alberty Day. Ca Alberti, nella pittoresca piazza Alberti, oggi è un relais di lusso, finemente restaurato, dove si cerca di recuperare e raccontare il più possibile le storie, gli usi e costumi dei malamocchini, i primi abitanti di quella che poi diventerà la maestosa Serenissima.

L'esterno del relais

L'esterno del relais

Le locandiere Michela Cefarchia e Micaela Salmasi, originarie del Lido, nella cucina quattrocentesca di questa bellissima dimora, dove sembra il tempo si sia fermato, organizzano corsi di cucina con le ricette autentiche delle famiglie storiche del luogo. L’esperienza ha inizio raccogliendo personalmente erbe, ortaggi e verdure dal proprio orto, e quando questi non sono sufficienti, ci si reca insieme al vicino mercato biologico per fare la spesa. Si impara così a cucinare il sugo alla malamocchina, con i peoci e i pomodori locali, a tirare la pasta a mano per preparare i ravioli da riempire in più modi, a cucinare i locali carciofi violetti di Sant’Erasmo, per poi ritrovarsi a cena insieme degustando gioiosamente quanto si è preparato. Dopo cena si va alla scoperta dei luoghi più intimi della Laguna nord a bordo della barca di Ca Alberti

Ecco la ricetta, per 4 persone, dei Ravioli con sugo di peoci alla Malamocchina.

Michela Cefarchia e Micaela Salmasi 

Michela Cefarchia e Micaela Salmasi 

Per i ravioli

3 uova 
250 g di farina 00  
50 g di semola di grano duro 

Mescolare gli ingredienti in una bacinella, trasferire il composto su una spianatoia di legno e lavorarlo per alcuni minuti con il palmo della mano per 4 o 5 minuti, iniziare con la macchina della pasta e passare tutti i passaggi fino all’ultima scanalatura .Tra una scanalatura e l’altra, ripiegare la pasta su se stessa e infilarla piegata.
Tagliare la pasta fresca all’uovo con un coppa pasta di diametro 2.5”- 3.25”. Inserire un cucchiaio da te di burrata, chiudere a mezza luna e sigillare con la forchetta. 

All'aperto

All'aperto

Per il sugo alla Malamocchina 

1kg di cozze 
Mezzo kg di vongole 
400 g di pomodoro fresco 
Un pizzico di peperoncino 
Olio extravergine di oliva 
Mezza cipolla 
Uno spicchio di aglio 

Mettere in una casseruola le cozze con l’olio extravergine di oliva, lo spicchio di aglio e lasciarle aprire. Fare altrettanto con le vongole. Filtrare l’acqua di cottura per 3 volte e metterla da parte. In una casseruola porre la cipolla a pezzetti, olio evo, cozze e vongole tagliate a coltello, sugo di pomodoro, sale e pepe, ultimare la cottura per 5 minuti circa unendo poco alla volta un po' di acqua di cottura dei molluschi. Cuocere i ravioli in abbondante acqua, scolarli al dente e passarli in una padella con il sugo alla Malamocchina.