Armani Hotel: festeggiare fuori casa nella propria città

Metti una notte a Milano, a celebrare un compleanno con le proposte contemporanee e internazionali di Francesco Mascheroni

22-04-2021
Francesco Mascheroni, 42 anni, da giugno 2018 chef

Francesco Mascheroni, 42 anni, da giugno 2018 chef del ristorante dell'Armani Hotel di via Manzoni 31, Milano

Complice fu un compleanno (di Claudio), il secondo di questo maledetto anno e mezzo di vita sospesa e interrotta che, oltre ad avere portato tante sciagure, ci ha costretto a fare anche tante nuove esperienze il cui pensiero non ci aveva mai sfiorato prima: dai delivery via via sempre più originali e inaspettati, ai pranzi che, quando possibile, si sono fatti sempre meno frettolosi e circondati di grandi attese, a cominciare da quelli della domenica.

L’idea è stata quella di pernottare in un grande albergo della nostra città, a qualche centinaio di metri da casa nostra, per poter legittimamente godere del privilegio di un pranzo gourmet al ristorante, da tanto tempo negato, per non parlare della sontuosa colazione in camera del mattino dopo.

È fin troppo un luogo comune il fatto che nessuno conosca gli alberghi della propria città, al massimo in tempi normali se ne frequenta il ristorante. Così la scelta è caduta sull’Armani Hotel di Milano, della cui perfetta ospitalità abbiamo avuto il privilegio di godere e apprezzare la cura di ogni dettaglio anche in questo momento di disarmo generale del settore: un comfort all’insegna di un raffinato rigore che i perfezionisti di natura (come noi due siamo), potranno sempre apprezzare.

Il ristorante dell'Armani Hotel

Il ristorante dell'Armani Hotel

Tagliolini fatti in casa con ragù di coniglio pinoli e olive

Tagliolini fatti in casa con ragù di coniglio pinoli e olive

Naturalmente ad attrarci e guidare la scelta è stata anche l’occasione di sperimentare la cucina di Francesco Mascheroni, di cui in più occasioni avevamo sentito parlare. Di origini varesine, passato per le cucine di Davide Oldani, 1,97 cm di altezza, entra di diritto nel club degli “altissimi e bravi”, un club che include già due cuochi di valore come Luigi Taglienti e Andrea Berton. È alla guida del ristorante Armani da gennaio 2018 e ormai la mano sembra più che sicura e le caratteristiche della cucina emergono chiare: capacità di proporre la tradizione nel segno di una grande contemporaneità e internazionalità. Giorgio Armani ne sarà sicuramente fiero.

Il pranzo del sabato ha spaziato praticamente su tutto il menu del momento: da un grande antipasto di tanti piccoli piatti in condivisione, ai Tagliolini fatti in casa con ragù di coniglio pinoli e olive, alle magistrali Crespelle agli asparagi. A seguire un Tegame di polpo e ceci e poi una “Costata perfetta”, alla toscana, cotta sulla griglia a carboni, cime di rapa e patate sfogliate. Per finire dessert assortiti: dai bomboloni alla crema alla torta fondente al cioccolato, fino a un’impeccabile Granita di sambuca alla panna.

Un gran bell’itinerario gastronomico, insomma, che sposa memoria e innovazione e trova nella realizzazione la giusta leggerezza, cosicché, in un giorno di festa, ci abbiamo dato dentro senza troppi rimpianti. 

La Costata perfetta, alla toscana, cotta sulla griglia a carboni, cime di rapa e patate sfogliate

La Costata perfetta, alla toscana, cotta sulla griglia a carboni, cime di rapa e patate sfogliate

Paola Valeria Jovinelli e il tavolo della colazione

Paola Valeria Jovinelli e il tavolo della colazione

La chiusura dell’esperienza: il breakfast dell’indomani, degnamente addobbato sullo spazioso tavolo della nostra camera con piccole e grandi sorprese e sempre con una cura del dettaglio, sia nella presentazione, sia nell’esecuzione, davvero invidiabili. Tra tutti, troneggiava il maritozzo-che-non-ti-aspetti-a-Milano-da-un-cuoco-di-Varese…

E così si conclude la nostra evasione cittadina con la passeggiata salutare che ci riporta a casa.


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